Candida auris: la minaccia di un fungo farmacoresistente

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candida

Una nuova minaccia alla nostra salute (e soprattutto per particolari categorie di pazienti, come gli immunocompromessi) proviene da un nuovo microrganismo resistente ai farmaci: si tratta di un fungo: Candida Auris.

Candida Auris e il genere Candida

La Candida è uno dei più importanti patogeni opportunisti, nonché la quarta causa di infezioni nosocomiali.

Candida Auris è stato descritto per la prima volta nel 2009 ed è stato chiamato auris (dal latino  “orecchio”) per essere stato individuato nel canale auricolare di una paziente ricoverata in un ospedale geriatrico giapponese. E’ un fungo dimorfo e nell’uomo può dare una candidosi invasiva, colpendo più organi e apparati, associata a sintomi specifici e aspecifici (bruciore a livello laringeo, dfficoltà a deglutire, debolezza, ecc.)

I ceppi di candida sono normali commensali dell’uomo che vivono in equilibrio con gli altri membri della flora commensale, ma in determinate condizioni questo equilibrio viene meno: i soggetti più a rischio di contrarre l’infezione sono i neutropenici, i leucemici, soggetti sottoposti a trattamenti chirurgici del tratto gastrointestinale, nati prematuri e anziani.

La prevenzione dalle infezioni (più endogene che esogene) da Candida prevede di evitare lunghi trattamenti con antimicrobici ad ampio spettro e il corretto utilizzo dei dispositivi medici, come i cateteri. Per i soggetti ad alto rischio si ricorre ad una profilassi con fluconazolo, efficace ma allo stesso tempo rischiosa perché potrebbe selezionare ceppi resistenti agli agenti somministrati.

L’emergenza

Candida auris sta provocando un serio allarme a causa della sua resistenza ai più comuni antimicotici. Il trattamento è anche complicato dal fatto che non è stato possibile definirne chiaramente la diffusione, perchè più volte sono state attribuite a Candida haemulonii alcune infezioni provocate dalla Candida auris.

In vari focolai in tutto il mondo è stato rilevato un tasso di mortalità particolarmente alto: 30-75%, ma molti pazienti deceduti presentavano già quadri clinici seriamente compromessi da altre patologie e pertanto non è chiara la correlazione tra il micete ed i decessi. Non è stata individuata la modalità di trasmissione: si pensa che si diffonda nelle strutture sanitarie attraverso il contatto con superfici contaminate nelle attrezzature o nell’ambiente, o da persona a persona.

Per limitare la diffusione particolarmente abbondante e pericolosa in ambiente ospedaliero, gli esperti raccomandano misure di isolamento e la pulizia accurata della stanza con prodotti a base di cloro e vapori di perossido di idrogeno. Viene raccomandata anche la decontaminazione cutanea con prodotti a base di clorexidina.

La maggior parte delle infezioni da Candida auris sono trattabili con echinocandine.

Tuttavia, alcune infezioni si sono rivelate resistenti a tutte e tre le principali classi di antimicotici (azoli, echinocandine, amfotericina B): un tale livello di resistenza non era mai stato notato in infezioni da altre specie di candida ed è particolarmente preoccupante, rendendo conto dell’elevata mortalità connessa ad essa e della preoccupazione diffusasi nella comunità americana: d’altro canto 44 casi e 17 decessi nel giro di poche settimane devono suonare come un campanello d’allarme non indifferente.

Da anni ormai ci troviamo di fronte all’emergenza dei batteri resistenti agli antibiotici, in grado di mettere a serio rischio la vita dei pazienti. È dunque necessario sollecitare un utilizzo estremamente oculato e ponderato dei farmaci antibiotici, al fine di scongiurare la comparsa di tali ceppi.

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