Caso Clinico 70

Caso clinico

Uomo di 29 anni senegalese vive in Italia da circa un anno in una casa con suoi connazionali. Riferisce di essersi recato al pronto soccorso più volte negli ultimi mesi a seguito di diversi disturbi:

  • Lombalgia (per il quale viene effettuato un rx del rachide che risultava negativo);
  • Tosse persistente trattata con amoxicillina senza risultato;
  • Febbre, sudorazione notturna, brividi ed emottisi (motivo per il quale viene ricoverato).

Riferisce inoltre di aver perso circa 15kg e di sentirsi sempre molto stanco.

Che test consigliereste per fare la diagnosi?

La diagnosi è: Tubercolosi

La tubercolosi (TBC) è una malattia infettiva causata da ceppi di micobatteri tra cui il più frequente è il Mycobacterium tuberculosis o Bacillo di Koch.

Era considerata una grave malattia, invalidante e mortale fin quando non sono stati sintetizzati i primi farmaci attivi contro il batterio che hanno drasticamente cambiato l’evoluzione della malattia tanto da eradicarla in alcune parti del mondo. Oggi a causa della diffusione della infezione da HIV, dei flussi migratori e dell’aumento della circolazione di ceppi resistenti ai farmaci, l’ infezione da bacillo di koch sta avendo una recrudescenza. L’Oms stima che attualmente un terzo della popolazione ne sia affetta.

L’infezione primaria è nella maggior parte dei casi a carico delle basse vie aeree (polmoni) dove il batterio si localizza e progredisce quasi sempre in maniera asintomatica.  Circa una su dieci infezioni latenti (senza sintomi) alla fine progredisce in malattia attiva, che, se non trattata, uccide più del 50% delle persone infette.

La tubercolosi attiva si trasmette con facilità (generalmente per via aerea, ma esistono casi di trasmissione verticale da gravida a nascituro e mediante ingestione di latte bovino) e determina sintomi spesso gravi: perdita di peso accompagnata a febbre, sudorazioni notturne, brividi, tendenza ad affaticarsi molto facilmente. A questi si accompagnano sintomi specifici della zona corporea interessata:

  • polmone: tosse continua che dura per più settimane accompagnata da emottisi e dolori toracici all’atto di respirare o tossire;
  • apparato genito-urinario: ematuria e dolore lombare/pelvico;
  • ossa: generalmente è colpita la colonna e si manifesta con dolori alla schiena;
  • snc: si manifesta con la meningite tubercolare;
  • sistema linfatico: linfoadenomegalie/patie;
  • intestino: reflusso, alterazioni dell’alvo, intolleranze alimentari, celiachia.

Anche se la tubercolosi può colpire persone di ogni età, sesso e rango sociale, alcuni fattori possono aumentare il rischio di contrarla e in particolare tutte quelle condizioni in grado di deprimere il sistema immunitario: AIDS, malattie autoimmuni, diabete, insufficienza renale, silicosi, terapia con corticosteroidi o altri farmaci immunosoppressori, o con medicinali che agiscono bloccando il fattore di necrosi tumorale TNF. Concorrono ad aumentare il rischio anche uso di stupefacenti, malnutrizione e lo stretto contatto con soggetti affetti.

Qualora sussista un sospetto d’infezione da TBC, è necessario procedere con una completa valutazione dello stato di salute del paziente. La cura, infatti, è tanto più efficace quanto più è precoce la diagnosi, con ripercussioni positive sia per la guarigione del soggetto colpito, sia per la prevenzione del contagio di altre persone.

lo strumento diagnostico più frequentemente utilizzato è il test di Monteaux: viene iniettata, appena sotto la pelle dell’avambraccio, una piccola quantità di una sostanza chiamata tubercolina e si attendono 48-72 ore per valutare la presenza o meno di una risposta immunitaria (comparsa di gonfiori e chiazze eritematose nella zona d’iniezione sono indice di probabile positività del paziente).

Altro test molto utilizzato è il Quantiferon-test: si basa sulla misurazione dell’attività dell’interferone-gamma (IFN-y), rilasciato dai linfociti del paziente che sono stati sensibilizzati in vitro dal Mycobacterium Tubercolosis.

Indagini come RX e TAC possono essere utili nella individuazione e localizzazione delle lesioni tubercolari.

La terapia è molto complessa (e non priva di effetti collaterali) e si basa sull’utilizzo di combinazioni di farmaci antibiotici per periodi molto prolungati (fino anche a 18mesi) con ISONIAZIDE, RIFAMPICINA, STREPTOMICINA, RIFABUTINA, ETAMBUTOLO, PIRAZINAMIDE

La vaccinazione antitubercolare è obbligatoria in diversi Paesi del mondo. L’unico preparato a disposizione è il BCG (bacillo di Calmette Guérin)con efficacia prossima all’ 80%. Considerata la drammatica diffusione della tubercolosi a livello globale, in questi ultimi anni sono stati studiati e sviluppati diversi vaccini, che attualmente sono ancora in una fase di sperimentazione.