Crisi dei Sistemi Sanitari Nazionali: la prevenzione può essere la risposta

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La crisi economica ha interessato un po’ tutto il mondo occidentale in generale, e l’Europa nello specifico. E’ solo l’ultimo tassello che va ad aggiungersi ad un quadro, dei vari Sistemi Sanitari, di per sé già critico e traballante. Nel 2013 infatti circa l’80% della popolazione mondiale è stata colpita da interventi atti a ridurre la spesa sanitaria.

Le problematiche

Bassi tassi di mortalità, di natalità e aumentata aspettativa di vita, che si traducono in un invecchiamento della popolazione, insieme all’aumento delle patologie croniche e dell’obesità infantile mettono in seria discussione la tenuta del nostro sistema sanitario in termini di costi e cure.

Ad oggi, secondo stime dell’OMS, circa l’80% delle patologie cardio-vascolari e del diabete, e circa il 40% dei tumori, potrebbero essere prevenuti. Vari studi per giunta hanno mostrato, nell’ambito delle patologie cardio-vascolari, come la prevenzione abbia salvato più vite rispetto le terapie tradizionali. Tutti fattori che quindi hanno indotto le autorità nazionali ed internazionali ad appoggiare e stimolare le politiche di prevenzione sanitaria non solo come investimento in termini di salute ma anche e soprattutto socio-economici.

I dati mostrano infatti come negli anni puntualmente sia cresciuta la spesa sanitaria e come in seguito alla crisi economica si sia creata un’ulteriore divaricazione sociale. La crisi oltre ad indurre un cambiamento in negativo nelle abitudini degli italiani ha difatti diviso la popolazione in chi può e non può usufruire dei consulti medici privati.

La prevenzione

Sicuramente, a livello centrale, rispetto al recente passato, passi in avanti sono stati fatti in termini di politiche di prevenzione, dimostrazione sono i LEA firmati da Gentiloni ad inizio 2017. Tuttavia a tal riguardo sono emerse delle perplessità: le regioni hanno avanzato dubbi sul fatto che le risorse (800 milioni di euro di cui 220 milioni per la prevenzione) non siano sufficienti.

Inoltre, si deve considerare come gli attori responsabili della prevenzione siano molteplici (non solo governativi) e che quindi, nonostante le decisioni prese a livello centrale, in realtà molto facilmente si può giungere ad un nulla di fatto in termini di obiettivi raggiunti.

Giusto per dare qualche numero: la spesa complessiva per le attività di prevenzione in Italia è di circa 5 miliardi di euro, rappresentando il 4,2% della spesa sanitaria pubblica totale italiana. La realtà regionale tuttavia risulta essere parecchio disomogenea con alcune regioni vicino all’obiettivo prefissato dai LEA del 5% e altre alquanto distanti.

Secondo le stime presentate dall’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) al Senato, un euro investito in prevenzione genera un risparmio nelle cure mediche pari a 2,9 euro. È stato dimostrato che, se la spesa in prevenzione raggiungesse il livello previsto dai LEA (5% della spesa sanitaria), l’incidenza della spesa sanitaria pubblica sul PIL scenderebbe dal 9,2 all’8,9%, con un risparmio di 7,6 miliardi di euro.

Da quanto scritto e rilevato risulta quindi evidente come l’investire su tutti i livelli della prevenzione (primaria, secondaria, terziaria) e sulla medicina predittiva, porterebbe ad un discreto risparmio di denaro pubblico potenzialmente reinvestibile in ricerca e nuove tecnologie.

Tuttavia la politica non dovrebbe agire in maniera decontestualizzata ma più che altro creare sinergie tra i vari attori, di cui la società civile è parte, per poter remare verso uno stesso obiettivo: portare nel futuro prossimo una riduzione delle persone richiedenti cure. Questo in seguito potrà tradursi potenzialmente in un abbandono, o riduzione, di quelle politiche atte a tagliare o raccogliere nuovi fondi per poter finanziare una spesa sanitaria che continuerebbe invece a crescere.

Sicuramente serve coraggio nell’ investire buona parte dei soldi destinati al sistema sanitario per un qualcosa che non darà i suoi frutti nell’immediato, ma ormai, sempre più fatti lasciano intendere come la medicina preventiva e predittiva siano la medicina per il futuro.

Non guardare mai in basso per saggiare il terreno prima di compiere il passo successivo. Solo chi tiene gli occhi fissi sull’orizzonte lontano troverà la strada giusta.” – D.Hammarskjold

FONTI | Gazzetta ufficiale della sanità, i nuovi LEA, Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, Corriere della Sera, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Health expenditure for prevention in Italy (2006-2013): descriptive analysis, regional trends and international comparisons.