La BPCO può causare la steatosi epatica

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“Non esiste la malattia ma esiste il malato. Le malattie sono tutte sistemiche”

Un recente studio ha indagato la correlazione tra la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO o COPD) e il danno epatico su base non alcolica, dovuto ad accumulo di trigliceridi nel fegato e identificato con l’acronimo NAFLD (nonalcoholic fatty liver disease). Sia la BPCO che la NAFLD sono di per sé elementi prognostici negativi e, insieme, hanno un effetto sinergico nel determinare il danno cardiovascolare che spesso è l’evento fatale per il paziente.

Le correlazioni

Il punto di incontro clinico di queste due patologie è la Sindrome Metabolica (SM) caratterizzata da obesità viscerale, ipertensione arteriosa, discrasie dei valori del colesterolo circolante, insulino-resistenza e alterazione della glicemia a digiuno. La SM è statisticamente aumentata sia nella BPCO che nella NAFLD, evidenza che non sorprende in quanto caratterizza lo stile di vita a rischio del paziente (dieta ipercalorica, sedentarietà, fumo).

Tuttavia, la NAFLD in pazienti con BPCO potrebbe non essere frutto unicamente di uno stile di vita inadeguato. Si pensa, infatti, che lo stress ossidativo costante e la rilevazione di indicatori di infiammazione sistemica presenti in alcuni sottotipi di BPCO siano il movens principale che innesca il danno epatico, rendendo così la malattia non più solo polmonare ma sistemica e multi-organo.

L’impatto

Nello studio sono stati arruolati pazienti con BPCO ad ogni stadio GOLD e sono stati effettuati esami non invasivi per la rilevazione dell’eventuale danno epatico e la determinazione dello stadio di compromissione. Le prevalenze nel campione di oltre 100 pazienti sono risultate:

  • 41.4% di steatosi
  • 36.9% di NASH (steatoepatite non alcolica)
  • 61.3% di fibrosi

Inoltre, è stato evidenziato che i “salti” di prevalenza si hanno all’inizio della BPCO (stadio I e II) mentre negli stadi più avanzati non c’è incremento dell’incidenza di danno epatico, a dimostrare che non è la gravità della BPCO a determinare il danno epatico, ma verosimilmente è il sottotipo.

La NAFLD può essere quindi inclusa nel numeroso spettro delle comorbidità della BPCO, risultando inoltre una delle più temibili e difficilmente prevenibili, in quanto le condizioni ambientali sembrano in secondo piano rispetto allo stato di infiammazione cronica endogena.

FONTI: Nonalcoholic fatty liver disease in chronic obstructive pulmonary disease
(Damien Viglino et al.); GOLD