Scatti nel passato della medicina: la poliomielite

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Scatti nel passato della medicina: la poliomielite
Scatti nel passato della medicina: la poliomielite

La poliomielite è una grave malattia infettiva a carico del sistema nervoso centrale che colpisce soprattutto i neuroni motori del midollo spinale.

La malattia è causata da tre tipi di polio-virus e si trasmette per via respiratoria e orofecale. Sebbene circa il 90-95% delle infezioni da polio non causino sintomi, o provochino al massimo sintomi simil-influenzali, 1 paziente ogni 200-250 malati riporta lesioni neuronali estremamente gravi, che si manifestano principalmente nei bambini. Il virus penetra infatti nel sistema nervoso centrale nel giro di poche ore, distruggendo le cellule neurali colpite e causando una paralisi che può diventare, nei casi più gravi, totale. Le gambe perdono tono muscolare e diventano flaccide, condizione nota come paralisi flaccida; in casi di infezione estesa a tutti gli arti, il malato può diventare tetraplegico. Nella forma più grave, quella bulbare, il virus paralizza i muscoli innervati dai nervi cranici, riducendo la capacità respiratoria, di ingestione e di parola.

Tuttora non esistono cure per la poliomielite, se non trattamenti sintomatici che possono solo in parte minimizzare gli effetti della malattia. L’unica strada per evitare potenziali conseguenze è la prevenzione tramite vaccinazione.

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Una stele di calcare egizia (esibita al museo Glypotek di Copenhagen), ritrae un uomo e la sua famiglia mentre presentano offerte alla Dea Astarte. L’uomo ha la gamba sottile e avvizzita che sembra essere dovuta alla polio; questo suggerisce che la malattia è stata endemica per migliaia di anni.

2XVIII-inizio XX secolo

Nel 1789 Michael Underwood, un fisico inglese, fornisce la prima descrizione medica che si conosca della poliomielite, definendola “debilitazione degli arti inferiori”.

Nel 1840 Jacob Van Heine conduce la prima ricerca sistematica sulla poliomielite formulando la teoria che la malattia può essere contagiosa.

Solo nel 1908 Karl Landsteiner e Erwin Popper formulano per la prima volta l’ipotesi che la poliomielite può essere causata da un virus.

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Un’epidemia, tra le più grandi della storia della metropoli, colpisce New York e con più di 9000 casi mette in ginocchio la città. Circa un quarto dei malati muore.

41921

Nel 1921, all’età di 39 anni, mentre è in vacanza, Franklin Delano Roosevelt contrae la malattia, che causa la paralisi dei suoi arti inferiori. La malattia gli provoca sin dall’inizio seri problemi di movimento: usa spesso la sedia a rotelle in privato, ma in pubblico si sforza di nascondere la sua disabilità per tutta la vita. In effetti, sono conosciute solo due fotografie di Roosevelt sulla sua sedia a rotelle.

Una volta divenuto presidente, nel 1932, destina numerosi fondi per la ricerca di una cura per la malattia che lo ha colpito, dando una spinta fondamentale alla scoperta di un vaccino efficace.

51928

Spesso la polio immobilizza i muscoli del torace impedendo la respirazione. Per evitare che i piccoli pazienti morissero li si infilava nel polmone di acciaio. Per sempre.

Il polmone d’acciaio è un respiratore artificiale a pressione negativa e antenato dei moderni respiratori.

È stato utilizzato per la prima volta il 12 ottobre 1928 su una bambina di otto anni ricoverata presso il Children’s Hospital di Boston, malata di poliomielite e ormai in fin di vita.

61930-1952

Negli USA sono riportati 17.000 colpiti da poliomielite nel 1931, 10.000 nel 1935, 25.000 nel 1946, 42.000 nel 1949 (vengono conteggiati solo i casi fatali o di paralisi).

Nel 1952 dilaga negli Stati Uniti la peggior epidemia di poliomielite fino ad allora, con più di 57.000 persone colpite. Migliaia di persone nel mondo rimangono paralizzate.

71947-1953

Nel 1947 il Dr. Jonas Salk inizia le sue ricerche per trovare un vaccino contro la poliomielite. Ben presto si scopre che tutti i tipi di virus della polio che erano stati isolati ricadevano in tre grandi gruppi. Un vaccino doveva quindi necessariamente proteggere da tutti e tre i gruppi di virus.

Nel 1952 è pronto un vaccino sperimentale, testato su sé stesso, la moglie, i figli e su alcuni bambini che avevano già contratto la poliomielite.

Il vaccino è basato sul virus reso inattivo (cioè ucciso) mediante della formaldeide e viene indicato con IPV (Inactivated Polio Vaccine). Salk è stato il primo a dimostrare che un vaccino può funzionare utilizzando un virus inattivato.

Nel 1953 Salk pubblica le sue scoperte.

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Il vaccino viene sperimentato, con il più grande programma di test su larga scala mai effettuato. Circa 1.8 milioni di bambini americani, canadesi e finlandesi tra i 6 e i 9 anni prendono parte all’esperimento: il test è condotto utilizzando per la prima volta, su un vaccino, la procedura in doppio cieco: ad un gruppo di bambini (per la precisione 422.743) viene somministrato il vaccino, ad un secondo gruppo (201.229) un inefficace placebo, dell’acqua salata, e i restanti vengono utilizzati come gruppo di controllo, senza inoculazione. Né i medici né i pazienti erano a conoscenza di chi avesse ricevuto il vaccino.

91955

Il 12 aprile del 1955 il Dr. Thomas Francis, supervisore dell’esperimento di massa, annuncia che il vaccino di Salk è “Sicuro, efficace e potente”. Il governo degli Stati Uniti autorizza il pomeriggio stesso la produzione su larga scala del vaccino.

Due settimane dopo l’autorizzazione arriva la terribile notizia di cinque bambini californiani rimasti paralizzati dopo l’inoculazione del vaccino. Le vaccinazioni vengono fermate e il morale torna a terra. Si scopre però che i casi di malattia sono stati causati da due lotti di vaccino contaminato da virus vivo. Alla fine 164 persone rimangono paralizzate e 10 muoiono. È uno dei peggiori disastri dell’industria farmaceutica americana.

I 28.985 casi di polio riportati nel 1955 sono scesi a 14.647 nel 1956, e a 5894 nel 1957. A 396 nel 1963 e a 61 nel 1965.

101958

Nell’estate 1958 scoppia in Italia l’ultima grande epidemia di poliomielite. Secondo i dati del ministero, l’epidemia ha provocato 8.377 paralizzati.

111957-1961

Nel 1957 Albert Bruce Sabin inizia a sviluppare un vaccino alternativo, da somministrare per via orale e non più per inoculazione. Il vaccino viene testato in Unione Sovietica perché Sabin ha bisogno di un Paese dove nessuno sia mai stato vaccinato. Viene adottato nel 1961 negli USA, nonostante qualche opposizione al “vaccino comunista“. Il vaccino Sabin è più efficace del Salk, fornisce una maggior protezione e per un periodo di tempo più lungo, ma comporta rischi maggiori. Il vaccino di Sabin infatti (OPV – Oral Polio Vaccine), a differenza del Salk, è basato su un virus attenuato, indebolito in laboratorio in modo da non risultare più pericoloso ma in grado solo di stimolare le difese immunitarie dell’organismo.

12Anni ’60 – 2002

“Negli anni 50 e 60, prima che fossero disponibili i vaccini antipolio (inattivato o IPV, vivente attenuato o OPV) in Italia venivano osservati ogni anno migliaia di casi polio paralitica. Il vero declino della poliomielite in Italia è cominciato nel 1964, quando sono state portate a termine campagne di vaccinazione di massa con vaccinazione della popolazione compresa tra 0 e 20 anni.

Da più di 15 anni in Italia non si osservano casi di poliomielite da virus selvaggio e questo fa sì che il nostro Paese, come gli altri Paesi appartenenti alla Regione Europea dell’OMS, sia stato ufficialmente dichiarato libero dalla poliomielite il 21 giugno 2002.” – Ministero della Salute.

13Oggi

Durante il “Workshop europeo sulla vaccinazione” in corso a Bruxelles il Commissario europeo per la salute, il cardiologo lituano Vytenis Andriukaitis ha dichiarto: «La grande Europa è diventata “polio free” nel 2002. Questo status ora è a rischio, a causa della bassa immunità della popolazione e delle lacune di immunizzazione, anche nei paesi Ue».

 

– Non bisognerebbe imparare dal passato? –