Il mito degli alimenti e della dieta alcalina

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Nell’ immaginario comune, la parola dieta rimanda ad un regime ipocalorico, cioè quello che viene definito normalmente “mangiare meno”. In realtà, la dieta rappresenta l’insieme di alimenti che vengono assunti abitualmente da una persona, quindi, anche un regime alimentare squilibrato rappresenta comunque una dieta.

Dieta alcalina

Ultimamente è tornata in auge una dieta che verte sull’acidità e alcalinità (basicità) degli alimenti. Questa dieta fu teorizzata da Robert Young, il quale consegui la laurea in medicina attraverso una università online non riconosciuta legalmente.

Questa dieta si propone come un regime alimentare basato sull’ assunzione prevalente di cibi alcalini e affermerebbe di avere la capacità di curare numerose malattie, in particolare il cancro.

In più, grazie all’uso diffuso dei social network, i fautori di questa dieta utilizzano a protezione della loro teoria l’esperimento del Dr Warburg. Egli afferma che le cause primarie della formazione di un tumore siano l’acidità e l’ipossia cellulare, ma questi studi sono stati smentiti anni dopo dal Dr Knudson che sviluppò quella che oggi è la teoria considerata causa primaria del cancro, ovvero l’accumulo di mutazioni del DNA cellulare. Il Dr. Warburg vinse il premio nobel per la medicina ma non per lo studio sulla cancerogenesi, bensì per lo studio sulla respirazione cellulare nei tessuti cancerosi.

pH e sangue

Il pH rappresenta la misura di quanto una sostanza sia acida o basica. La scala va da 0-14: più un alimento è vicino allo 0, più è acido, mentre più si avvicina al 14, più è alcalino.

Il 7 rappresenta la neutralità, ad esempio l’acqua ha un pH intorno a 7.

Il sangue è un liquido leggermente alcalino:

– pH sangue arterioso è 7,45

-pH sangue venoso ha un pH di 7,35 (il valore più basso è dovuta alla quota maggiore di anidride carbonica).

L’intervallo del pH sanguigno fisiologico è molto ristretto. Possiamo avere delle oscillazioni di massimo  ± 0,4. Al di fuori di questi valori, abbiamo dei scompensi patologici molto gravi: acidosi, nel caso in cui il pH si abbassi troppo, e alcalosi, nel caso in cui si alzi troppo.

Meccanismi tampone

Il nostro organismo ha dei meccanismi molto rigidi, per far sì che il valore di pH resti il più possibile all’interno del range, chiamati meccanismi tampone.

Sono suddivisi in:

-Tamponi chimici :sono molto efficienti ed agiscono immediatamente.Il più importante è il tampone bicarbonato.

Tampone respiratorio: i polmoni modificano la frequenza respiratoria a seconda delle variazioni del pH.

Tampone renale: i reni intervengono in maniera molto efficiente, ma per attivare questa regolazione occorrono alcuni giorni.

Cibi e variazione del pH sanguigno

I cibi sono classificati chimicamente in acidi ed alcalini. Un arancio, un limone e la maggior parte della frutta sono cibi con pH acido, le verdure tenderanno invece verso un pH all’equilibrio o basico.

Il pH dei cibi però non riesce a far variare il pH del sangue

Qualunque sia il pH di un cibo, questo deve fare il conti con il pH fortemente acido (2-3) dello stomaco, dovuto all’acido cloridrico. Indipendentemente dal valore iniziale, qualsiasi cibo arrivato nell’intestino ha pH neutro.

Qualora, ipoteticamente, esistesse un tipo di cibo capace di mantenere la sua basicità superato lo stomaco e l’intestino, entrerebbero comunque in azione tutti i potenti meccanismi di tamponamento del pH sanguigno, ristabilendo il range di normalità.

Volendo ancora ipotizzare l’irreale, che un alimento riesca a superare lo stomaco e venga assorbito in maniera alcalina e riesca a non attivare i meccanismi tampone, questo provocherebbe un aumento del pH e conseguente alcalosi metabolica, una gravissima condizione, tutto fuorché salutare.

Molti studiosi ritengono che una dieta alcalina porti benefici alla salute, in particolare sono presenti studi che dimostrano come una dieta ricca di frutta e verdura possa migliorare le prestazioni muscolari. Questo non significa che esista una correlazione diretta tra alcalinità e benefici. Infatti, l’aumento delle prestazioni è  dovuto agli effetti già documentati dei minerali e delle vitamine, che non hanno niente a che vedere con il pH dell’alimento.

Integratori ed acqua alcalina

Lo stesso discorso è possibile applicarlo agli integratori alcalini che promettono l’alcalinizzazione del sangue. Fortunatamente questo non avviene, grazie a meccanismi sopracitati, quindi si tratta di operazioni di puro marketing, atte a far spendere soldi inutilmente.

La dieta alcalina sostiene anche i benefici nel consumo dell’acqua alcalinizzata, acqua sottoposta ad un meccanismo di elettrolisi, atto a separare  gli anioni (ioni negativi) e cationi (ioni positivi) e concentrare quest’ultimi in modo da ottenere un aumento del pH dell’acqua. Come spiegato precedentemente, non è possibile in alcun modo modificare il pH del sangue.

Conclusioni

La dieta alcalina non ha nessuna base scientifica. Se si vuole cambiare alimentazione, è indispensabile affidarsi ad un medico competente che conosca e segua le linee guida di una corretta alimentazione basate sulle evidenze scientifiche.

Il rischio, altrimenti, è ,oltre di perdere soldi, anche quello di perdere qualcos’altro di più importante: la salute.

Fonti | Biochimica Medica (Siliprandi & Tettamanti); Fisiologia Medica (Guyton); Articolo acqua alcalina

 

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Matteo Ricci
Redazione | Frequento il 4° anno del corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Perugia. Amo la medicina ed è la mia passione, più specificatamente mi interessano molto la pediatria, le malattie infettive e l'immunologia. Nel tempo libero leggo sia libri scientifici che manga.