Lampade abbronzanti e melanoma: istruzioni per l’uso

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Lampade abbronzanti e melanoma: istruzioni per l’uso
Lampade abbronzanti e melanoma: istruzioni per l’uso

Per qualcuno il desiderio di essere abbronzato tutto l’anno diventa una vera e propria malattia, tanto che gli esperti hanno parlato di una vera e propria patologia chiamata tanoressia.
La voglia di “tintarella” ha portato e porta ancora sempre più persone (tra cui moltisimi giovani) a ricorrere all’uso di di lettini solari e lampade, spesso ignorando le spiacevoli conseguenze a cui si può andare incontro.

Quale dato della tanorresia

I lettini solari sono responsabili di oltre 450mila casi di tumore della pelle e più di 10mila casi di melanoma ogni anno in Usa, Europa e Australia insieme: a stimarlo è un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che chiede ai Paesi membri di fare di più per limitarne l’uso.

Secondo delle recenti ricerche, a frequentare il solarium è il 55 per cento degli studenti universitari, circa il 36 per cento degli adulti e il 19 per cento degli adolescenti. In tutti e tre i gruppi, sono in maggioranza le femmine. Inoltre, secondo le stime elaborate dagli studiosi, fra il 3 e il 22 per cento di chi frequenta un solarium corre il rischio di sviluppare un cancro cutaneo di tipo non-melanoma, mentre il pericolo di melanoma va dal 2,6 al 9,4 per cento.
Per questi motivi, il decreto interministeriale vieta ai minorenni l’accesso a lampade, docce e lettini solari, estendendo la proibizione anche alle donne in gravidanza, a chi ha sofferto o soffre di neoplasie e a chi si scotta con facilità .

In Italia i centri di abbronzatura o solarium sono circa 13 mila: molto spesso si trovano all’interno di centri estetici, ma le lampade abbronzanti sono presenti anche nelle palestre, nei centri benessere o in altre strutture. La moda dell’abbronzatura finta si è diffusa intorno agli anni ’80 e si è affermata sia tra più giovani che tra i meno giovani.

I lettini solari vengono a volte proposti a fini commerciali come un valido strumento per ottenere un’abbronzatura senza rischi. In realtà, non sono più sicuri dell’esposizione solare naturale, e diversi studi hanno dimostrato come il ricorso a tali mezzi non abbia alcun effetto positivo sulla salute.
I particolare, le radiazioni UV emesse possono determinare un danno del DNA delle cellule costituenti cutanee e, nel lungo periodo, l’accumularsi di tali danni può causare l’insorgenza di tumori della pelle (melanomi e non melanoma skin cancer).

Lampade fluorescenti o “alta pressione”?

In circolazione è possibile trovare due tipi di apparecchiature abbronzanti con caratteristiche differenti:

  • Lampade a ultravioletti fluorescenti: si tratta di una tipologia di lampade che emette radiazioni ultraviolette in base alla composizione dei sali fluorescenti presenti nella superficie interna del tubo al quarzo, che serve da involucro della lampada.
  • Lampade UVA, ad alta pressione: le lampade Uva ad alta pressione contengono vapori di mercurio e alogenuri metallici e sono in grado di emettere radiazioni di raggi ultravioletti di tipo UVA UVB, UVC, visibili e infrarosse. Queste radiazioni ultraviolette vengono filtrate da appositi dispositivi ed eliminano le componenti ultraviolette indesiderate, lasciando invece passare gli UVA.

I tumori della pelle

I tumori cutanei si dividono in melanoma e tumori non-melanoma. I Tumori non melanomatosi sono tra i tumori più diffusi in assoluto: secondo i registri AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) sono infatti al primo posto tra gli uomini (15,2% di tutti i tumori) e al secondo tra le donne dopo il tumore della mammella (14,8% di tutti i tumori).
Detto in altri termini, in media ogni anno si registrano circa 120 casi di tumore cutaneo non melanomatoso ogni 100.000 uomini e circa 90 casi ogni 100.000 donne.
Escludendo i melanomi, 8 tumori della pelle su 10 sono carcinomi a cellule basali, mentre i rimanenti 2 sono carcinomi spinocellulari.
I carcinomi basocellulari (o basaliomi) originano dalle cellule basali, nello strato più profondo dell’epidermide, mentre i carcinomi spinocellulari (o a cellule squamose) dalle cellule più superficiali dell’epidermide.

I carcinomi basocellulari e spinocellulari si sviluppano soprattutto a livello delle parti del corpo più esposte al sole: viso, orecchie, collo, cuoio capelluto, spalle e dorso. Uno dei principali fattori di rischio è l’esposizione a raggi ultravioletti (UVA e UVB) che derivano principalmente dal sole, ma anche da lettini e lampade solari che devono quindi essere utilizzati con estrema attenzione. Sono stati identificati come fattori di rischio anche il contatto con l’arsenico e l’esposizione a radiazioni ionizzanti, alcune anomalie genetiche e un’insufficienza del sistema immunitario dovuta a precedenti terapie, a trapianti oppure all’AIDS. Inoltre, il fumo e alcuni trattamenti per la psoriasi possono aumentare il rischio di sviluppare un carcinoma spinocellulare (soprattutto a livello delle labbra nei fumatori).
Avere la pelle molto chiara, un’età avanzata ed essere uomini sono inclusi tra i cosiddetti fattori di rischio non modificabili, sui quali cioè non è possibile intervenire.

Il melanoma è invece il tumore cutaneo meno comune, ma anche il più pericoloso. Può colpire persone di ogni età, a differenza dalle altre forme che sono più frequenti nelle persone più anziane.
Si tratta di una patologia multifattoriale in cui sono implicati fattori genetici (come il gene CDKN2A), ma anche ambientali (esposizione solare eccessiva senza protezioni adeguate).
L’aspetto clinico è estremamente variabile, può presentarsi come una macchia che nel tempo diventa scura, fortemente pigmentata, sviluppa bordi irregolari o colori variegati, oppure come un nodulo roseo o rosso in rapido accrescimento.
Può diffondere agli organi interni per cui è sempre necessario un trattamento immediato.

Conosci (e rispetta) il tuo fototipo

Il fototipo di una persona è una classificazione determinata sulla qualità e sulla quantità di melanina presente in condizioni basali nella pelle. Esso indica le reazioni della pelle all’esposizione alla radiazione ultravioletta ed il tipo di abbronzatura che è possibile ottenere tramite essa.
Il fototipo cutaneo è geneticamente determinato e si basa sul colore della pelle, dei capelli e degli occhi.
Esistono 6 tipi di fototipo:

  • Fototipo 1: carnagione e occhi chiari, capelli rossi o biondi, efelidi; la mancanza quasi totale di melanina rende suscettibile a ustioni ed eritemi. È dunque necessario limitare l’esposizione al sole:
  • Fototipo 2: carnagione chiara e capelli biondo scuro o castano chiaro. È importante usare fattori di protezione totale;
  • Fototipo 3: carnagione abbastanza scura e capelli castani. Si può usare una protezione medio-alta;
  • Fototipo 4: carnagione olivastra, occhi e capelli neri;
  • Fototipo 5: capelli crespi e occhi scuri, fototipo mediorientale. Va bene una protezione media;
  • Fototipo 6 : pelle nera. È comunque consigliata una protezione da bassa a media.

Rischi di più se… Se appartieni a uno dei primi due fototipi. L’85-90% dei tumori cutanei si sviluppa nelle persone di questi gruppi, e le persone con capelli rossi sono, per ragioni legate all’espressione di un gene chiamato MC1R, più suscettibili a varianti aggressive di melanoma. Questo non significa, tuttavia, che gli altri fototipi siano indenni dal rischio: i tumori cutanei colpiscono anche chi ha pelle e capelli scuri, e in genere vengono diagnosticati in fasi più avanzate.

Per tutti vale la regola di limitare l’esposizione nelle ore più calde. Quindi si alla tintarella ma con intelligenza!

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