Caso Clinico 81 chiara viglianisi quiz medicina interna la medicina in uno scatto
  • Caso

Danilo, 64 anni, lamenta da poche ore, la comparsa improvvisa di una “tenda scura” nella zona periferica del suo occhio destro tale da causare una riduzione del visus ed inoltre aggiunge di aver visto delle ragnatele fluttuanti quasi come se fossero delle linee a zig-zag a carico dello stesso occhio.

Non vi è storia di trauma e la sua anamnesi clinica non fornisce nessun indizio rilevante ai fini della diagnosi differenziale, da sottolineare però è l’intervento di facoemulsificazione per cataratta in entrambi gli occhi, eseguito circa un anno fa.

Il mmg richiede un esame del campo visivo in cui si evidezia uno scotoma nel quadrante infero-nasale; decide inoltre di richiedere un’oftalmoscopia indiretta che rivela un’area ondulata e grigia sincrona con i movimenti oculari.

Su cosa si orienta il mmg?

L a diagnosi corretta è: DISTACCO DI RETINA
Il distacco di retina regmatogeno è la forma più comune di distacco di retina e si verifica quando l’epitelio neurosensoriale si separa dal sottostante epitelio pigmentato, rappresenta un emergenza oculistica dal momento che è l’epitelio pigmentato a nutrire le cellule visive della retina. Nel DDR, l’umor vitreo si sposa dalla sua cavità all’intero dello spazio subretinico attraverso una rottura retinica. La neuroretina (costituita dai fotorecettori e tutte le cellule nervose che permettono la trasmissione del segnale visivo) aderisce allo strato dell’epitelio pigmentato, che permette il passaggio di materiali di nutrimento dalla sottostante coroide e la degradazione degli elementi esterni dei fotorecettori. Le forze di trazione del corpo vitreo sulla retina (in particolare in corrispondenza delle zone di minore resistenza-aree degenerative regmatogene) provocano delle rotture; quindi si accumula del liquido al di sotto della neuroretina, che si solleva dall’epitelio pigmentato. Se la retina, con le sue cellule nervose e i suoi fotorecettori, non viene più nutrita tramite il contatto con l’epitelio pigmentato, si arriva già dopo 48 ore a una perdita funzionale (parzialmente irreparabile) delle porzioni colpite. La retina può essere riattaccata all’epitelio mediante un’operazione chirurgica. La capacità visiva della retina coinvolta può migliorare; ma il tempo del distacco non deve essere eccessivo (il tessuto retinico non deve essere andato incontro a necrosi ossia a morte cellulare). Se non si ricorre a un intervento chirurgico entro brevissimo tempo, si incorre nel totale distacco e, quindi, nella cecità; si può ricorrere a un laser speciale solo se la diagnosi è precoce
A seconda della patogenesi, se ne distinguono diversi tipi:
• Distacco di retina regmatogeno (ha origine da una rottura nella retina che consente l’ingresso di liquido nello spazio sottoretinico)
• Distacco di retina trazionale (a causa di trazioni esercitate sulla retina da parte del vitreo)
• Distacco di retina tradizionale (retinopatia diabetica proliferante)
• Distacco di retina secondario (sieroso da neoformazione sottoretinica)
I primi campanelli d’allarme sono la comparsa di lampi di luce da trazione del corpo vitreo o la presenza di miodesopsia dovuta alla disorganizzazione del gel vitreale che si stacca dalla parete oculare; tuttavia è assolutamente fisiologico che compaia un numero non troppo elevato delle cosiddette “mosche volanti” in persone sane.
A lungo termine, se non ci si opera in seguito a distacco retinico, subentra il rischio di phthisis bulbi e, perciò, di perdita dell’occhio.
Un distacco della retina avanzato si manifesta con una restrizione del campo visivo simile a quella di un sipario e, in caso di distacco della macula retinica, anche in una perdita fulminante della capacità di lettura dell’occhio coinvolto (in questo caso si perde la visione centrale).La forma prevenzione più efficace è la visita oculistica periodica per il riconoscimento e, in seguito alla eventuale constatazione di presenza della patologia, la visita di controllo di aree degenerative regmatogene che vanno, in determinati casi, trattati con fotocoagulazione laser.
Gli oculisti consigliano ai gruppi a rischio, quelli con miopia elevata, lampi di luce o visione con miodesopsia, di evitare attività che comportino traumi o bruschi movimenti del capo e dell’occhio.