Come la medicina ha cambiato il sesso

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Come la medicina ha cambiato il sesso
Come la medicina ha cambiato il sesso

Quando pensiamo alle più grandi innovazioni in campo medico, il sesso non è sicuramente il primo ambito di applicazione che ci viene in mente. Eppure il rapporto Osmed 2014, che analizza la spesa complessiva per ciascuna categoria di farmaci, parla chiaro: solamente in rimedi per la disfunzione erettile, ogni anno gli italiani spendono 264 milioni di euro.

Come tutto è iniziato

Il sesso ha incontrato la medicina quasi cento anni fa, quando nel 1943 si iniziò ad utilizzare la penicillina come rimedio per un’infezione che dilagava dai tempi di Cristoforo Colombo: la sifilide.
Questa malattia era così pericolosa, conosciuta e diffusa che fino a qualche anno prima uccideva 20 mila persone solamente negli USA (ed infettava almeno 600 mila individui). Così, quando questo antibiotico inizia ad essere utilizzato contro il Treponema pallidum, la prevalenza cala del 95% in pochi anni!

Uno studio condotto da Andrew Francis, un economista della Emory University di Atlanta, pubblicato qualche anno fa su Archives of Sexual Behavior, ha dimostrato con una serie di dati statistici, che la cura della sifilide ha largamente contribuito alla diffusione di comportamenti sessuali più liberi e meno tradizionali, dando ufficialmente il via all’epoca del “sesso libero”.

Gli anni d’oro del sesso (e degli ormoni)

L’onda della femminismo e delle pari opportunità tra uomini e donne colpisce in pieno anche la medicina: perché gli uomini possono essere liberi di non preoccuparsi di rimanere incinti e le donne no?
Nel 1972 negli Stati Uniti viene approvato dal’FDA, l’uso della prima pillola anticoncezionale che permetteva di programmare eventuali gravidanze, rendendo allo stesso tempo le donne libere dalla “schiavitù” del ciclo mestruale.

Negli anni successivi la combinazione di estrogeni e progestinici, sopratutto grazie all’introduzione di nuove molecole con sempre minori effetti collaterali, ha portato allo sviluppo della terapia ormonale sostitutiva: le donne in menopausa possono ridurre i sintomi legati alla carenze ormonali, ridare elasticità ai tessuti e aumentare il loro desiderio sessuale. Insomma, è come sentirsi (e vedersi) giovani anche alla soglia dei 60 anni!

Spazio alle droghe: nasce il chemsex

In questo clima di libertà le persone cercano di provare nuove emozioni, grazie anche alle minori preoccupazioni in termini di salute. Tornano alla ribalta sostanze “vecchie”, come al cocaina che permetteva prestazioni sessuali paragonabili a delle vere e proprie maratone, e “nuove” come il popper.

Il nitrito di amile, uno delle prime molecole usate per produrre questi “estratti da sniffare”, era nato proprio per contrastare l’angina pectoris a causa della sua attività di vasodilatazione.
Dopo l’inalazione si ha un effetto rush di brevissima durata che comporta euforia, rilassamento muscolare e disinibizione. 

Negli anni ’80 queste droghe hanno contribuito in modo sostanziale alla diffusione del virus dell’HIV sopratutto all’interno della comunità omosessuale americana, forse anche a causa di un effetto immunosoppressivo intrinseco.
Quello che oggi definiamo chemsex (ndr. party del sesso dove persone sotto effetto di psicofarmaci e stupefacenti non dormono e non mangiano, ma fanno l’amore per giorni) è nato proprio in questi anni, sia in ambienti etero che gay. In ognuna di queste sedute ogni partecipante ha, in media, 5 partner sessuali; questo aumenta sopratutto il rischio di contrarre infezioni quali HIV e epatite C.

Il controllo del piacere

La fine del millennio ha portato con se una delle più grandi rivoluzioni della medicina moderna, e purtroppo non stiamo parlando della cura contro il cancro.
Nel 1998 è stato commercializzato per la prima volta in Italia il Viagra, un farmaco volto alla trattamento della disfunzione erettile. Da questo momento in avanti tutti gli uomini, anche se avanti con l’età, potevano tornare a sentirsi giovani sotto le coperte.
L’altra faccia della medaglia è costituta da:

  • i “divorzi della terza età“, che hanno prodotto tutta una serie di donne over 50 e single chiamate “le vedove del viagra”;
  • l’uso improprio fatto dai giovani e da coloro che non ne hanno bisogno, con l’idea che le loro prestazioni possano migliorare.

Anche in questo caso le donne non sono rimaste a guarda e, da pochi anni, è disponibile anche il “viagra rosa”: la fibansterina è una molecola nata come antidepressivo, ma usata per aumentare la libido femminile.

Quale futuro?

Non me ne vogliano i no-vax, ma il business del sesso vale molto di più di qualsiasi preparato per l’immunizzazione attiva. Basti pensare che da pochissimo l’AIFA ha approvato l’uso della paroxetina (un antidepressivo) per il trattamento dell’eiaculazione precoce e c’è stato un boom delle vendite del 203% rispetto agli anni precedenti, solamente nel 2014.

Allo stesso tempo non possiamo negare che oggi la sifilide sta tornando alla ribalta insieme ad un’altra malattia venerea: la gonorrea; entrambe inoltre stanno sviluppando rapidamente numerose resistenze ai nostri antibiotici più comuni. Stiamo ritornando indietro di oltre mezzo secolo? No, semplicemente abbiamo barattato parte della nostra salute con l’illusione di una maggiore libertà. Come al solito.

FONTI | Rapporto Osmed 2014