La donazione degli organi: il regalo più bello

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“Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” – Albert Einstein

Il trapianto di organi costituisce l’ultima terapia possibile quando tutte le altre cure non hanno dato risultati soddisfacenti.

Nel caso di insufficienza di cuore, fegato, intestino, pancreas e polmoni, il trapianto salva letteralmente la vita del paziente, mentre nel caso dei reni ne migliora la qualità, evitando numerose sedute dialitiche settimanali.

La legge

Nel nostro Paese per la manifestazione della volontà di donare vige il principio del consenso o del dissenso esplicito (art. 23 della Legge n. 91 del 1 aprile 1999; Decreto del Ministero della Salute 8 aprile 2000). Il “silenzio-assenso” introdotto dagli art. 4 e 5 della Legge 91/99 non ha mai trovato attuazione.

Dunque, a tutti i cittadini maggiorenni è offerta la possibilità (non l’obbligo) di dichiarare la propria volontà (consenso o dissenso) in materia di donazione di organi e tessuti dopo la morte.

Se un cittadino non esprime la propria volontà in vita, la legge prevede la possibilità per i familiari (coniuge non separato, convivente more uxorio, figli maggiorenni e genitori) di opporsi al prelievo durante il periodo di accertamento di morte.

Pertanto, è bene parlare anche con i propri familiari, poiché, in assenza di dichiarazione, essi vengono interpellati dai medici circa la volontà espressa in vita dal congiunto. Per i minori sono sempre i genitori a decidere, e se anche solo uno dei due è contrario, il prelievo non può essere effettuato.

Il cittadino può modificare la dichiarazione di volontà in qualsiasi momento. Comunque, sarà sempre ritenuta valida l’ultima dichiarazione resa in ordine di tempo secondo le modalità previste.

I trapianti

Gli organi che si possono prelevare sono i reni, il fegato, il cuore, il pancreas, i polmoni e l’intestino, mentre i tessuti prelevabili sono le cornee, il tessuto osseo, le cartilagini, i tendini, la cute, le valvole cardiache, i vasi sanguigni, il midollo osseo.

Da ogni donatore possono quindi essere prelevati molteplici organi e tessuti e ogni donazione salva numerose vite.

Nel 2016 sono stati effettuati 3.694 trapianti (Rene: 1.796, Fegato: 1.213, Cuore: 266, Pancreas: 67, Polmone: 147), di cui solo una piccolissima percentuale da vivente (Rene: 276, Fegato: 7)

Molto importanti, per valutare le attuali necessità di organi a livello nazionale, sono le liste di attesa. Alla fine del 2016 c’erano 6.793 persone che attendevano un rene, 1.030 un fegato, 748 un cuore,  348 un polmone, 251 un pancreas e 12 un intestino.

Anche i tempi medi di attesa dei pazienti in lista rivelano la necessità di un miglioramento.

È necessario aspettare più di 3 anni per reni, cuore e pancreas, mentre l’attesa scende ad 1 anno e mezzo per un fegato.

Il problema più grande dell’attesa di un organo è che si tratta di pazienti molto gravi, che necessiterebbero di un trapianto nel minor tempo possibile. Tuttora vi è una rilevante percentuale di mortalità in lista, che va dal 1,8% per reni e pancreas al 4,1% e 6,2% di fegato e cuore rispettivamente fino al 9,8% del polmone.

I donatori

La donazione è collegata alla più ampia cultura del dono.

Le decisioni riguardanti la donazione appartengono alla sfera della coscienza individuale. Sebbene ogni persona è inserita in un quadro di rapporti di cui tenere conto (famiglia, religione, stato, ecc.), la loro sfera di competenza sulla persona stessa è limitata. La scelta è legata all’orientamento morale del potenziale donatore che non può essere biasimato se decide di non diventare un donatore effettivo e nemmeno esaltato se sceglie di diventarlo.

Ad oggi, l’AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, tessuti e cellule) conta 1.355.496 iscritti, in aumento di anno in anno.

Anche il numero di effettivi donatori è in constante crescita: nel 2000 erano 821 (14,2 per milione di abitanti), mentre nel 2016 ben 1298 (21,4 per milione di abitanti), con un aumento del 60% negli ultimi 16 anni.

Si è visto un +16,9% di donatori utilizzati e un piccolo calo del numero dei pazienti in lista di attesa (-0,5%) rispetto all’anno precedente.

La disponibilità di organi trapiantabili è tuttavia molto inferiore rispetto alle necessità di persone in attesa di trapianto.

Problemi e soluzioni

  • Aumentare i donatori: in Italia circa un terzo delle famiglie si oppone alla donazione degli organi del defunto, con picchi che in alcune regioni sfiorano il 50%.
  • Campagne di sensibilizzazione
  • Nuove leggi: Per risolvere questo problema in Francia dal primo gennaio 2017 è entrata in vigore una nuova legge, secondo cui tutte le persone diventano automaticamente donatrici dopo la loro morte, a meno che non abbiano espresso il proprio rifiuto su un apposito registro.
  • La nuova legge, in questo modo, permette di procedere all’espianto degli organi della persona deceduta anche se i familiari dovessero esprimere parere contrario. Coloro che non vogliono i loro organi devono iscriversi su un apposito “Registro del rifiuto” nazionale, disponibile anche online, oppure lasciare a un familiare un documento in cui si dichiara la volontà contraria alla donazione.
  • Aumentare gli organi: le regole per determinare se un organo può essere trapiantato o meno, quali età del donatore e condizioni dell’organo, sono sempre meno rigide, in modo da includere organi che prima sarebbero stati scartati. Inoltre esistono altre tecniche quali:
  • Trapianto DOMINO:  tecnica di trapianto da vivente che prevede l’utilizzo di un primo fegato da donatore (cadavere), in modo da utilizzare il primo ricevente come donatore per il secondo ricevente (Ne abbiamo parlato qui)
  • Donazioni samaritane: organi donati alla comunità da donatori volontari (Ne abbiamo parlato qui)
  • Split liver (fegato diviso): Il fegato del donatore può essere diviso in due parti, utilizzandole per il trapianto in due riceventi diversi (nella maggior parte dei casi un adulto e un bambino)
  • Migliorare l’utilizzo degli organi: ci sono solo pochi centri in Italia abilitati al trapianto di organi; inoltre anche la conservazione degli organi dopo il decesso del donatore è un processo complicato e non tutti i centri sono attrezzati, andando però così a sprecare alcuni organi.

Come diventare donatore?

  • Dichiarazione di volontà espressa presso gli Uffici Anagrafe di quei Comuni che hanno attivato il servizio di raccolta e registrazione della dichiarazione di volontà, in fase di richiesta o rinnovo della carta d’identità.
  • Registrazione della propria volontà presso la propria ASL di riferimento o il medico di famiglia, attraverso un apposito modulo.
  • Compilazione del c.d. “tesserino blu” del Ministero della Salute;
  • Qualunque dichiarazione scritta che contenga nome, cognome, data di nascita, dichiarazione di volontà, data e firma.
  • Iscrizione all’Associazione Italiana Donatori di Organi (AIDO).

Per maggiori informazioni:

FONTI | Dati CNT, Dati AIDO, Immagine 1, immagine 2, immagine 3, immagine 4, immagine 5