La storia della bambina nata a 21 settimane

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La storia della bambina nata a 21 settimane
La storia della bambina nata a 21 settimane

Tutte le linee guida sconsigliavano di rianimare la bambina del Texas uscita dal grembo a sole 21 settimane, a Luglio del 2014. La mamma voleva comunque dare una chance a sua figlia ed ha autorizzato i medici ad operare un tentativo di rianimazione. Oggi, 3 anni dopo, quella fortunata bambina sta bene ed è protagonista di un pezzetto di storia della medicina: è probabilmente la bambina più prematura ad essere sopravvissuta senza conseguenze negative.

Uscire prima del previsto dal grembo materno è un evento traumatico. I polmoni possono essere così sottosviluppati da non riuscire a distribuire correttamente l’ossigeno nel corpo. A 22 settimane anche la ventilazione artificiale risulta essere un problema. I tubi potrebbero infatti non essere abbastanza piccoli per le vie respiratorie sottosviluppate dei prematuri. I ventilatori potrebbero non produrre respiri abbastanza piccoli per i loro minuscoli polmoni.

I bambini nati a termine vedono la luce intorno alle 40 settimane. Sotto le 37 settimane i medici cominciano a considerare il bambino prematuro. Si stima che il tasso di sopravvivenza a un anno per i bambini nati a 23 settimane sia del 4,5 %. Tutte le linee guida sono concordi nel non rianimare un bambino che nasca prima delle 22 settimane.

Anche se riuscisse a sopravvivere, le conseguenze potrebbero essere importanti. I vasi sanguigni nel cervello di un bambino molto prematuro sono talmente fragili che potrebbero rompersi e causare emorragie cerebrali. Le conseguenze più comuni sono la paralisi cerebrale, difficoltà a camminare e correre e perdita totale o parziale della vista. I bambini possono inoltre riscontrare nel tempo difficoltà nell’apprendimento.

Era Luglio del 2014 quando la mamma entrò in travaglio precoce, e la piccola pagnotta nel grembo stava ancora cucinando, era a sole 21 settimane. La donna ha comunque deciso di dare una chance a sua figlia e ha dato ai medici l’autorizzazione di rianimare.

Dopo aver clampato il cordone ombelicale, i medici hanno alzato la temperatura corporea della bambina e hanno intubato le vie aeree. In quel momento la pelle ha cominciato a cambiare colore: il blu è diventato un bellissimo rosa.
La piccola guerriera è stata poi spostata in terapia intensiva neonatale ed è rimasta in ospedale per 4 mesi. E’ tornata a casa il giorno in cui sarebbe dovuta nascere, nel Novembre 2014.

3 anni dopo, la bambina più prematura del mondo gode di buona salute: mostra buone capacità motorie e di linguaggio e non ci sono segni di paralisi cerebrale infantile. I medici tengono a specificare che non bisogna credere che questo valga per tutti i bambini a 21 settimane, il tasso di sopravvivenza resta molto basso.

La mamma del Texas vuole comunque lanciare un messaggio a tutti quelle donne che stanno per avere un bambino e che stanno disperatamente cercando su internet risposte ai loro interrogativi. Sopravvivere a 21 settimane è possibile.

FONTE | Articolo originale