caso clinico 93 marica romano

Caso Clinico

Ore 3.40 di notte, giunge in pronto soccorso paziente di 24 anni, sesso femminile, accompagnata da sua madre.

La paziente è in stato confusionale: f.c. 110 bpm., pressione 120/80 mmHg, dolore a livello addominale alla palpazione superficiale e profonda.

La madre riferisce che la paziente ha smesso di nutrirsi da circa 36 ore con la causale di “non averne bisogno nel suo stato”. E’ al terzo giorno di ciclo mestruale. Appare di umore depresso.

Gli esami di laboratorio rivelano una lieve anemia. Il resto è perfettamente nella norma.

Interrogata dal medico di guardia, la paziente inizia a farfugliare frasi senza senso: “ho perso tutto per colpa delle mestruazioni”, “i miei organi non ci sono più”.

Di cosa credete si possa trattare?

SINDROME DI COTARD

Anche conosciuta come “Sindrome dei cadaveri che camminano”, questa patologia porta la persona a credere di essere morta, di non esistere più oppure di aver perso tutti gli organi interni. Le persone con la Sindrome di Cotard iniziano gradualmente a ritirarsi dalla vita sociale e a non prendersi più cura di loro stesse. .Inoltre il soggetto colpito dalla sindrome di Cotard non avverte più il proprio odore ed alcuna emozione o sentimento.

Questo delirio è spesso riscontrato in pazienti affetti da schizofrenia.

Le cause che generano la sindrome di Cotard sono di natura neurologica e psicologica: pare che il paziente affetto da questa malattia manifesti anche delle atrofie cerebrali a carico del lobo frontale medio, qualche lesione del lobo parietale, dei centri adibiti alla elaborazione delle emozioni e delle aree sensoriali.

La terapia inizialmente è costituita da farmaci antidepressivi ed antipsicotici. Successivamente sarà importante iniziare una psicoterapia con uno specialista che potrà monitorare l’andamento della patologia.

Importante è che gli interventi siano i più tempestivi possibili in quanto la patologia è molto grave e porta a veloce deterioramento neurologico, tando da portare quasi sempre il paziente a compiere atti di suicidio.