MRI di un paziente di 35 anni con Sclerosi Multipla. Credit: Science Photo Library

Secondo un recente studio la taurina potrebbe aumentare l’efficacia delle attuali terapie per la sclerosi multipla  stimolando un processo chiamato “rimielinizzazione”, che è cruciale per riparare le cellule nervose danneggiate nella sclerosi multipla.

 La sclerosi multipla

 La sclerosi multipla è una malattia autoimmune cronica demielinizzante che colpisce il sistema nervoso centrale. Il nome deriva dalle cicatrici (sclerosi) che si formano nella sostanza bianca del sistema nervoso centrale.

Più in particolare, nella sclerosi multipla vi è una distruzione immunomediata degli oligodendrociti, le cellule costituenti la guaina mielinica a livello del sistema nervoso centrale.

L’importanza della guaina mielinica è principalmente connessa alla velocità di propagazione del segnale assonico che consente: infatti essa avvolge (per mezzo degli oligodendrociti nel sistema nervoso centrale e delle cellule di Schwann nel sistema nervoso periferico) gli assoni in modo discontinuo, interrompendosi ad intervalli regolari a livello dei cosidetti nodi di Ranvier. In questo modo si permette, per mezzo di un meccanismo a salti da un nodo di Ranvier al successivo, la propagazione del segnale elettrico molto più rapidamente (fino a 150 m/s) rispetto a quanto non accada nelle fibre amieliniche  (5 m/s).

È chiara dunque la drammaticità della situazione, come dimostrano i segni e i sintomi, in tutte quelle patologie come la sclerosi multipla alla cui base c’è un meccanismo di demielinizzazione.

Ad oggi l’esatta eziologia alla base della malattia non è nota ma è molto probabile che, come nelle classiche patologie complesse multifattoriali, concorrano fattori intrinseci (genetici) che estrinseci (ambientali e infettivi in particolar modo).

Purtroppo, vista anche l’eziologia solo in parte ipotizzata, ad oggi non esiste una terapia risolutiva.

 

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Una nuova speranza: la taurina

Le cose potrebbero però ben presto cambiare grazie ad una recente scoperta di un team di scienziati dello Scripps Research Institute secondo cui la somministrazione di taurina potrebbe aumentare l’efficacia delle attuali terapie.

La taurina, il cui nome deriva dal fatto che fu originariamente isolata dalla bile del toro, è una sostanza chimica acida (ammina con un gruppo funzionale acido solfonico) abbondante in molti tessuti animali, uomo compreso.

Sono state associate varie funzioni alla taurina (long term potentation a livello di ippocampo e striato, ruolo antiossidante soprattutto post esercizio fisico, aumento efficienza muscolatura cardiaca) ma la più importante fisiologicamente nell’uomo è quella di fungere da molecola coniugata agli acidi biliari chenodesossicolico e colico di cui migliora le proprietà surfattanti.

A questi ruoli sembra quindi essersi aggiunto quello di molecola in grado di favorire, in combinazione con un farmaco già esistente e utilizzato, la rimielinizzazione, step fondamentale nella remissione dei sintomi della sclerosi multipla.

Tale scoperta per altro non fa altro che sottolineare una volta di più il potenziale di una tecnica chiamata metabolomica atta all’individuazione di metaboliti endogeni per applicazioni farmacologiche.

Sebbene, come detto in precedenza, non esista una cura per la Sclerosi Multipla, alcune terapie attualmente in uso sono in grado di prevenire le ricadute della patologia e parallelamente di stimolare la rimielinizzazione: è il caso della Benztropina, farmaco approvato per il morbo di Parkinson, ma che può essere utilizzata off-label in pazienti con Sclerosi Multipla inducendo cellule chiamate cellule precursori degli oligodendrociti a maturare in oligodendrociti produttori di mielina e riparare i nervi danneggiati.

Il passo successivo, culminato con questo studio riguardo la taurina pubblicato su Nature, è stato quello di trovare molecole che potessero rendere i farmaci che inducono la rimielinizzazione ancora più efficaci.

I nuovi test di analisi e di follow-up sulle cellule hanno dimostrato che la taurina non può indurre da solo la maturazione delle cellule precursori degli oligodendrociti, ma può favorire e potenziare il processo di rimielinizzazione quando combinato con i farmaci benztropina o miconazolo.

Incoraggiante è anche la sicurezza e l’ottima farmacocinetica a livello cerebrale della taurina.

Siamo senza dubbio di fronte ad un grande passo avanti non solo per la cura della Sclerosi Multipla ma per la medicina tutta: lo studio ha infatti fatto emergere che la somministrazione di un particolare metabolita endogeno può influenzare il destino e la funzione di una cellula, offrendo ai ricercatori un nuovo percorso per lo sviluppo di nuove terapie per molte malattie.

FONTE| Articolo originale (Nature)

Alessandro Savo Sardaro
Redazione | Università Degli Studi di Roma Tor Vergata IV anno corso di laurea in Medicina e Chirurgia “Choose a job that you love and you will never have to work a day in your life”.