il fenotipo dello studente di medicina - Blog Francesco Giaroni Capito 1

 

Siete stanchi di dovere giustificare i vostri comportamenti alle altrui curiosità? Siete seccati di dovere continuamente spiegare il perché i vostri aneddoti a tavola sono così truculenti e il motivo del ghigno soddisfatto quando li raccontate? Perché devono sempre stare a sindacare su quanto, come o dove studiare? Nessuna paura gente, grazie a una collaborazione tra Medicina In Uno Scatto ed il Ministero degli Esteri, nasce “Lost in Policlinico – Official Guide”: la prima guida turistica indirizzata allo straniero che vuole avventurarsi nell’intricato mondo dell’università di medicina. Explore our world!

Capitolo 1 – Introduzione: BENVENUTI, STRANIERI

Dalle Alpi allo Ionio, l’affascinante percorso dello studente di medicina è costellato di piccole stranezze dal sapore esotico e momenti di sublime schizofrenia. Il paesaggio si snoda per sei anni per poi gettarsi come affluente nel tirocinio abilitante, poi nella specialistica, poi nel dottorato, poi nel Nilo; tanto che è dal 1857 che si dibatte su dove termini effettivamente medicina e inizi quest’ultimo. Sebbene il territorio possa sembrare a prima vista del tutto monotono per il turista sprovveduto, vi invitiamo a non lasciarvi ingannare. In questa maneggevole guida esploreremo le sfaccettature del panorama, dalle piane ridenti e assolate del primo anno, le piovose brughiere del terzo ed i fondi e aspri crepacci del sesto.

Gli autoctoni sono gente a primo acchito poco amichevole, soprattutto nei periodi di gennaio-febbraio e giugno-luglio, tanto che sconsigliamo visite in quei momenti o comunque invitiamo estrema prudenza. È possibile iscriversi a www.viaggiaresicuri.it , il sito della Farnesina che grazie all’opzione “dove siamo nel mondo” permette di mantenersi in contatto con le istituzioni nel caso di incidenti diplomatici come “dai non esci mai, l’esame ce l’hai tra 15 giorni!” o “ma perché sei così nervoso?”. Sono tristemente noti episodi di avventati contatti con gli indigeni, poi finiti in tragedia.

Tutto ciò non per allarmarvi, cari viaggiatori, difatti queste persone si dimostrano aperte e cordiali quando la sessione d’esami sarà finita e ancora la nuova non incombe. Vi capiterà di vederne di ogni foggia e colore, attardatevi a parlare con questi figuri che animano i corridoi dei policlinici, le mense degli ospedali, le biblioteche:

Grande classico è il Dedito Alla Causa. Dai tratti duri e l’abbigliamento tradizionale, manifesta la sua scelta di vita indossando il camice con ritualità e sottolineando come l’ultimo numero di JAMA cambia radicalmente la prospettiva di cura su una patologia che sicuramente non avrete sentito mai nominare ma che lui conosce come fosse sua cugina, fisiopatologia compresa. Non lasciatevi trascinare nel mulinello di citazioni di linee guida e dati statistici, la monotematicità delle discussioni non ha confine e sebbene crediate che a un certo punto si possa parlare d’altro, magari perché di mestiere voi fate i cocomerai e di JAMA ve ne importa meno di zero, beh sbagliate. Nello sfortunato caso in cui vi troviate in situazioni disperate, inventate una ricerca nuovissima e dalle conclusioni controverse, citando una rivista di vostra invenzione (esempio il Trans Pacific Society Journal of Neuro-onco-epistemology); questi infatti toccati nel nervo scoperto di una loro eventuale carenza, si ritireranno nelle loro tane a colmare le lacune dandovi tempo per mettervi in salvo.

Altro fenotipo caratteristico è il Lamentante. Secondo questi la vita tendenzialmente è un pendolo tra il dolore e la sessione esami, e si trascinano esalando boccate di fumo da una sigaretta pendente il lato del labbro. Ogni CFU è una pugnalata al debole cuore e ogni minuto è un passo verso la fine della società occidentale. Mai, sottolinea tutta la redazione MAI, chiedere a un membro di questa tribù informazioni sugli esami: le previsioni saranno catastrofiche, i professori dipinti come sanguinari boia pronti a cibarsi delle carni succulente di poveri ragazzi che hanno studiato indefessamente per mesi e mesi gettando alle ortiche una felice giovinezza; persino i compagni di corso, nei loro racconti, ordiscono complotti per impedir loro di raggiungere la laurea. I membri più di spicco di questo gruppo, si narra, riescano a mettere ansia ad altri studenti per esami che questi ultimi hanno già superato. Sono caratteristici e di certo valgono una breve visita, consigliamo comunque di affrontarli con una guida del luogo.

Ulteriore gruppo etnico di particolare interesse sociologico è quello dei Barcamenanti. Essi si mostrano come impermeabili alla cappa d’ansia che scuote queste vallate, e anzi sembrano trarne rinvigorimento. Riescono a studiare esami monolitici in un paio di settimane scarse, e gira che ti rigira ci cavano fuori un 26 di pura abilità oratoria. Consigliamo di seguirli nella sbronza pre e post sessione, un rituale antichissimo dai richiami mistici orientali. Vale assolutamente il viaggio, ma richiede un grado di allenamento epatico alto.

Infine, potrete trovare uomini e donne che vagano per le strade con aria persa e speranzosa. Con buona probabilità appartengono al ceto sociale degli Smarriti, che raggruppa coloro che non si sa bene come o perché, sono arrivati fin lì. In reparto li vedrete terrorizzati dagli argomenti che invariabilmente hanno studiato milioni di volte, ma che mai impareranno: il ciclo ovarico, la differenza tra PT e aPTT, i diversi tipi di glomerulonefriti. Sono i più agevoli da approcciare e potrete superare la naturale diffidenza offrendo loro un caffè, bevanda che rappresenta un buon 40% della loro dieta. Capirete come un tempo entrarono in questo mondo con le idee chiare, decisi nel progettare il loro futuro, alcuni già votati alla più specialistica delle chirurgie altri alla soluzione dei casi clinici più strani: ora no, ora fantasticano sull’esistenza di una fine degli esami, si sentono pronti ad affrontare l’ospedale come lo erano in prima media e si raggruppano in circoli di mutuo soccorso per ripetere insieme e affrontare le avversità. Eppure il loro più grande nemico sono le scadenze burocratiche che puntualmente dimenticano: divertente passatempo è chiedere loro “ma avete poi consegnato il documento X allo sportello Y entro ieri l’altro?” e vederli scorrazzare in tondo in preda al panico.

Ovviamente le miriadi di tribù in cui sono divisi gli abitanti non vengono esaurite da questa brevissima panoramica, anzi: invitiamo quindi i viaggiatori che già hanno affrontato questa esperienza a collaborare: grazie alle vostre preziosissime informazioni salveremo vite umane innocenti. (Per coloro che volessero partecipare, commentate sotto il post facebook! Particolarmente gradita l‘aneddotica personale.)

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Francesco Giaroni
Nato nel 1992, laureato in Medicina e Chirurgia all'Università di Modena e Reggio Emilia nel 2017, ancora non se ne capacita e dice che da grande farà l'archeologo. Estimatore di Jorge Luis Borges e della FIAT Multipla, è stato fulminato sulla via di Damasco da Pneumologia (e spera che un giorno l'amore sarà ricambiato). Ha pubblicato un libercolo di racconti brevi dal titolo "Io, Ernesto e gli altri."