il tirocinio che vorrei

Il generale non aveva appunti scritti e parlava a braccio:
“Un’intelligenza per la per la quale è sufficiente una minuscola chiave per aprire una grande porta […] Per esempio, che è quello scavo? È necessario averlo costruito per sapere cosa sia? No, o signori, non è necessario. Basta vederlo. Si presenta da sé. Si intuisce. È un’appostazione di mitragliatrice.”

L’aiutante maggiore del 2° battaglione, il professore di greco, era troppo scrupoloso per lasciare passare, senza un’osservazione, quella che era un’inesattezza:
“Permette signor generale?”
“Dica pure” rispose il generale.
“Per verità, signor generale, per la verità, non è una appostazione di mitragliatrice. È una latrina da campo.”

(E.Lussu – Un anno sull’altipiano)

La confusione del povero studente in reparto va ben oltre la latrina da campo: lo vedrete confondere macchinari per la dialisi con quelli per la videobroncoscopia, TC addome con TC torace, grammi con milligrammi.

Chi sta scrivendo questa guida, per esempio, confuse Lanoxin e Lasoprazolo al letto del paziente davanti a una torma di specializzandi e strutturati. Entrambi iniziano per “L”, in effetti.

La gamma di castronerie è pressoché infinita. Tutte queste però avvengono in un contesto, il tirocinio, che come le maschere della Commedia dell’Arte tende a ripetersi ciclicamente. Proveremo a fare un breve riassunto.

  • Il Tirocinio Edile: forse il più famoso e comune, quello in cui il confine tra tirocinante e laterizio diventa sottile sottile. Chiamati a raccolta a un orario imprecisato in un posto solitamente imprecisato anch’esso, agli studenti viene richiesto di essere, e basta. Si muovono non destando alcun interesse nel personale presente, il quale, trovandoseli davanti, ha la stessa empatica e trasportata reazione di quando si aprono le porte dell’ascensore. Alcuni hanno raccontato di medici che riuscivano a vedere attraverso il loro corpo, come se le vibrazioni luminose che riflettevano non fossero percepibili all’altrui retina. Non è da sottovalutare l’importanza strutturale di così tanti studenti appoggiati ai muri, tanto che nei manuali di Scienze delle Costruzioni nei corsi di laurea in ingegneria si trova un capitolo a parte sulla fisica dei Policlinici.
  • Il Tirocinio Superspecialistico: lo studente, da quando inizia a quando finisce tutte le sue ore in reparto, fondamentalmente ha a malapena capito dov’è e la differenza tra quelli sdraiati nei letti e quelli che girano attorno facendo cose con un camice addosso. Posti per settimane in, per esempio, chirurgia della mano si trovano improvvisamente a contatto con esseri umani dalle abilità straordinarie i quali mostrano loro che non solo è possibile ricordarsi tutte le ossa del carpo, ma anche che dietro di loro c’è un mondo di patologie ed interventi vastissimo. Affascinati da questa scoperta e dal fatto che questi personaggi spiegano, e spesso lo fanno anche bene, lo studente termina le settimane dando del tu al terzo medio dello scafoide e sentendosi non così tacchino nella jungla di come accade di norma. Queste povere creature tornano fragorosamente alla realtà quando si accorgono che sebbene sulle falangi ora se la cavano, a uno che ci vede male il massimo che potrebbero suggerire è cambiare montatura degli occhiali.
  • Il Tirocinio Socratico: Sai di non sapere. E mai come in questi casi lo provi sulla tua pelle. Di solito accade che il tutor porti le spaurite creature al letto del paziente e, con cartella clinica in mano, comici a fare domande. Il buio. I giovani apprendisti si guardano disperati quando gli si chiede perché il calcio è così, perché quella anemia è così, cosa potrebbe dire quel sintomo, cos’è quel farmaco e se loro per quei valori di EGA farebbero qualcosa in particolare, e la nota continua che si sente permeare l’aria è una risata che recita “e voi vorreste fare i medici?”. È possibile che ci sia, nel gruppo, un eroico che sappia rispondere, il che porta ulteriore depressione nei cuori altrui i quali cominceranno a domandarsi del perché è tutto così complicato, quando si era unicellulari si stava meglio.
  • Il Tirocinio Utile e Ben Strutturato, alias Aurea Stirpe: “Deciso l’esilio fu un periodo di idilio / non ci credi tu chiedi a Esiodo Ovidio e Virglio” (Murubutu – Titanomachia). Tanto si narra di questi, ma pochi millantano di averli visti; dico millantano perché non ne hanno prove e spesso vengono additati come pazzi visionari. Ci sono racconti di epoche passate in cui gli studenti sapevano cosa fare, i tutor venivano avvisati dei loro obiettivi didattici e per i corridoi dei reparti si spandeva un profumo di lavanda e viole. Tutto questo rimane dibattuto, una corrente di pensiero ritiene che tutto questo sia mitologia, ma ciò non impedisce a sognatori e romantici di imbarcarsi, stetoscopio in tasca, alla ricerca della terra promessa.