Statine: debunking

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statine

Le statine sono la classe di farmaci più prescritta per ridurre i livelli di colesterolo totale e LDL (mediaticamente il colesterolo “cattivo”). Le statine agiscono inibendo l’enzima HMG-CoA che contribuisce a livello epatico alla produzione di colesterolo.

Alti livelli di colesterolo ematico sono strettamente correlati alle malattie cardiovascolari e cerebrovascolari con un impatto numericamente importante sulla morbilità e la mortalità. Risultano infatti essere tra i farmaci più prescritti al mondo e sono implicati nella prevenzione primaria, secondaria e terziaria di queste malattie.

La prevenzione costa…

Le statine sono tra i farmaci più studiati e su cui le case farmaceutiche investono di più per via del carattere epidemico dell’ipercolesterolemia e della terapia life-time che il paziente intraprende: in parole povere una volta messa in terapia, la statina non si toglie più. È molto semplice intuire quindi che l’indicazione alla terapia, soprattutto se preventiva, deve essere precisa e valutare bene il rapporto rischio/beneficio.

Attualmente l’indicazione ad iniziare una terapia di prevenzione sulla base del rischio calcolato è la possibilità di un evento cardiovascolare del 7,5% a 10 anni. I costi di una terapia così ad ampio raggio sono ovviamente enormi e la domanda sull’effettiva necessità di trattare pazienti con un indice di rischio arbitrariamente fissato sembra legittima.

…la prevenzione paga

Due task forces di Harvard hanno quindi indagato gli effetti desiderati e collaterali dell’uso delle statine dopo la pubblicazione delle attuali linee guida, uscite nel 2013. Consigliando l’inizio del trattamento ad un rischio 7,5%/10 anni ovviamente la popolazione ha usato più statine e ridotto il livello di colesterolo con un impatto sorprendente: sono stati evitati tra i 41.000 e i 63.000 eventi cardiovascolari che non sarebbero stati evitati con le precedenti linee guida.

Tramite stime economiche più che sanitarie, si è giunti all’evidenza che trattare quel numero di eventi cardiovascolari in termini di prestazioni e giorni di ricovero è decisamente più dispendioso che coprire le spese per una terapia ad ampio spettro.

Inoltre le due più importanti società di cardiologia americane, la ACC (American College of Cardiology) e la AHA (American Heart Association), hanno messo in evidenza il profilo sicuro delle statine per quanto riguarda gli effetti indesiderati. I più comuni, mialgia e crampi muscolari, sembrano solo raramente imputabili alle statine e di poco più frequenti dell’effetto nocebo, sebbene la pratica clinica ponga alcuni dubbi in merito.

Le statine sembrano quindi un farmaco sicuro e utile, utilizzabile in ampia scala. Potendo permettermi un commento personale, credo che questa classe di farmaci in particolare, siano la soluzione inventata dall’uomo per rispondere alla lentezza dell’evoluzione: le abitudini di vita cambiano troppo rapidamente per poter pensare un adattamento biochimico nel tempo di una vita. Probabilmente tra 10.000 anni, continuando con queste abitudini di vita, HMG-CoA sarà un enzima molto meno attivo in virtù di una selezione negativa. Fino ad allora, è verosimile che si utilizzeranno moltissime statine.

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