Asma infantile e fattori di rischio domestici

4512

L’asma è la patologia cronica più comune nell’infanzia, è responsabile oltre che di una sostanziale morbosità nell’individuo, anche di elevati costi per la sanità pubblica.

L’esposizione ambientale nei primi mesi ed anni di vita gioca un ruolo molto importante nella patogenesi dell’asma infantile. E’ associata infatti all’esposizione di allergeni inalati, molti studi hanno osservato una minore sensibilità di sviluppo dell’asma infantile in bambini che vivono in campagna rispetto ai loro coetanei che crescono in città.

L’interesse della ricerca è volta a capire quali siano gli allergeni che sembrano avere un effetto preventivo sullo sviluppo dell’asma, in particolare nei primi 3 anni d vita, considerando che il picco di sviluppo asmatico è intorno ai 7 anni.

Risultati dei fattori analizzati

Di primaria importanza, oltre che l’ambiente, è ovviamente la familiarità con la patologia. Infatti, bambini le cui madri soffrivano di asma, erano più propensi allo sviluppo della patologia in età infantile.

Un risultato molto interessate è dato dal fatto che bambini esposti frequentemente ad allergeni di animali, in particolare di scarafaggi, cani e gatti, avevano un rischio molto più basso di contrarre la patologia rispetto a quei bambini in cui il contatto è stato nullo o minimo.

Un ruolo rilevante sicuramente lo gioca il microbiota domestico, esaminato attraverso l’analisi della polvere raccolta. Una casa più ricca di microbi, è una casa in cui il bambino avrà meno rischi di sviluppare asma. Attenzione, però, non tutti i batteri sono uguali.

Sono stati individuati tipologie di batteri che aiutano a prevenire questa patologia: un esempio, sono i membri del genere Kocuria, i quali sintetizzano la kocurina un potente macrolide che agisce contro la specie Staphylococcus, il quale, invece, ha un ruolo patogenetico nello sviluppo della patologia. Altri batteri protettori sono della specie Alloiococcus, BIfidobacterium e Acinetobacter. Batteri che, invece, aiuterebbero a sviluppare la patologia appartengono alla specie Staphylococcus, Haemophilus, Corynebacterium e Sphingomonas.

Avere animali in casa, sembrerebbe avere un ulteriore effetto di prevenzione della patologia, perchè oltre all’esposizione dei loro allergeni, essi andrebbero a modificare il microbiota domestico, aumentando la concentrazione di quei “batteri buoni”.

Altro fattore che dobbiamo considerare è lo stress della madre e l’esposizione al fumo di sigaretta. Molti studi hanno dimostrato che i figli le cui madri erano stressate o soffrivano di depressione nei primi 3 anni di vita del nascituro, erano più propensi  a sviluppare l’asma bronchiale.

Ovviamente anche l’esposizione al fumo, in particolare nel periodo pre-natale, ha un ruolo significativo nello sviluppo dell’asma, il livello di concentrazione della cotinina (alcaloide del tabacco) nel sangue cordale si è rivelato un fattore molto preciso nella predizione della patologia.

Conclusioni

La prevenzione primaria dovrebbe essere focalizzata, quindi, non ad una riduzione all’esposizione di allergeni, ma al contrario. Più importante è, invece, focalizzarsi sulla salute della madre, per ridurre la possibilità di sviluppare stress o depressione, che hanno un forte impatto sullo sviluppo della patologia.

Fonti| Articolo