Selvaggio internet

Per uno studio sociologico rigoroso della popolazione che la presente guida vuole seguire e disvelare nelle sue più recondite sfaccettature, è impensabile tralasciare il vasto mondo della rete, luogo virtuale dove ogni esemplare dal primo al sesto anno si avventura per navigarvi a vista.

Esula dalle finalità del testo l’analisi dell’arte della navigazione in incognito. Per approfondire questo campo rimandiamo a manuali dedicati, come il completissimo “La mezz’ora in bagno” dell’egr. Prof. Domenico Posa, edito Zanichelli 2018.

Tornando a noi, per privilegiare la chiarezza e la sistematicità vorremmo identificare alcuni comportamenti e situazioni cruciali per la comprensione del comportamento di questi strani abitanti del nostro Pianeta.

Lo studente e la ricerca spasmodica: “Ma cos’è il Congescor?”, “Una saturazione di 92% va bene?”, “Se uno ha l’occhio rosso cosa può essere?”, “Dove sono i reni?”, “Chi sono io?”.

Queste e tante altre domande assillano la testa dei poveri esemplari che si aggirano timorosi per i reparti o le aule. Passata una settimana da qualsiasi esame, si ritrovano a ricordarsi su quell’argomento quanto ne sapevano prima dell’esame di terza media, mentre solo qualche giorno prima disquisivano dottamente sulle prospettive future dello stato dell’arte. Catapultati nella vita vera si trovano braccati dai nomi commerciali, perché se già si chiama Tizanidina (nome uguale a qualsiasi farmaco di qualsiasi categoria, da un antibiotico a un antipertensivo), decidono di dargli il nome Sirdalud, che ti aiuta a capire a che diamine serve manco per idea. E allora chiamalo Paolo, Cristo santo.

Per risolvere tutto ciò, una associazione segreta affiliata all’Esercito della Luce, creò uno spiraglio di speranza battezzato Mypersonaltrainer. Non lasciatevi ingannare dal nome naif, lì vi fluisce la scienza medica e potrete trovare risposta a qualsiasi vostro quesito, anche all’ultima di quelle riportate a inizio paragrafo.

Lo studente e la caccia ai pdf: Entrare in libreria medica per acquistare un manuale fa lo stesso effetto di passeggiare in via Monte Napoleone a Milano. Certo, staresti benissimo con quel completo Armani, o quella borsa di Gucci è una favola da usare la sera, o quel manuale di terapia aggiornato alle ultime linee guida sarebbe davvero un incanto per studiare come trattare i pazienti. Peccato che non si ha a disposizione un mutuo, e allora si lascia perdere e serpeggiano tra le aule, sussurrati, nomi improbabili di siti in cui è possibile scaricare quel testo gratuitamente.

I risultati poi, sono altalenanti. Alle volte effettivamente si trova ciò che si cercava, ma nella maggioranza dei casi ci si ritrova con i primi tre capitoli del libro e basta, oppure con un libro aggiornato ai roboanti anni di Cavour primo ministro o, per coloro che ignari si avventurano nel mondo dei torrent, si trovano scaricato il primo tempo di un film propagandistico turco sulla presa di Costantinopoli. Con i sottotitoli però.

Lo studente e i social: Come ogni essere vertebrato, l’uso di Facebook per lo studente di medicina sarebbe dovuto limitarsi a trovare come si chiama e se è libera quella gnocca che è passata ieri in biblioteca (o stalkerare quel tizio dell’ultimo anno che fa sospirare tutto il gineceo) e organizzare i turni del gruppo sbobine.

E dare i nostri dati a Zuckerberg (ciao Mark!).

Ad ogni modo, la Storia ha voluto prendere una piega strana, e ora nella popolazione studentesca si sono divise due grandi fazioni. I primi stancamente ridacchiano ai commenti stile “buongiornissimokaffè erenzikeffà?!” sui più disparati temi sanitari che spuntano come funghi ogni giorno, fanno uno screenshot e lo mandano ad altri amici della stessa fazione crogiolandosi in un senso di aurea superiorità. Approccio diametralmente opposto invece lo hanno quelli della seconda fazione che, armati di Sacro Fuoco, commentano e si lanciano in discussioni contro coloro che dall’alto di 27 minuti di video su youtube affermano quanto i vaccini siano in realtà una mossa sionisto-rettiliana per iniettarci malattie indicibili e preparare un’invasione da Venere. È commovente vedere queste battaglie, come Leonida alle Termopili, destinati a soccombere al mare in piena del complottismo non si arrendono, strenui e valorosi. Se il lettore volesse avventurarsi nella selva oscura appena descritta, consiglio la sezione commenti della pagina Facebook di Beppe Grillo. L’apoteosi.

Certo, la varietà degli scenari è più ampia di questi tre blocchi: il mondo della pratica rituale del “selfie in Littman + #medlife” condannato come Crimine Contro l’Umanità già da anni ma indefessamente perpetrato alla luce del sole dai più, ne è un esempio lampante, o l’utilizzo della mail universitaria per scrivere domande forbitissime a illustri professori per poi ricevere un OK come risposta.

Internet è vasto, internet è selvaggio. Internet non è un paese per studenti. O forse no?