Aprile: il mese del cancro ai testicoli

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testicoli

Durante la prima settimana di Aprile, negli USA, si è svolta un’importante iniziativa annuale volta ad accrescere la consapevolezza popolare su una malattia a volte dimenticata o poco considerata: il cancro al testicolo, la principale neoplasia dei giovani adulti nonché una causa di morte piuttosto importante.

Epidemiologia

Quando si parla di cancro al testicolo si parla di un insieme di neoplasie diverse, aventi in comune soltanto la sede anatomica, originate ciascuna dai diversi tessuti di cui è composto l’organo. A livello mondiale, si calcola che colpisca l’1% della popolazione maschile, con un picco di incidenza tra i 15 ed i 35 anni, di cui costituisce il primo tumore per incidenza e mortalità (10%) in quella specifica fascia d’età. Negli USA, si ha un’incidenza annuale di circa 6/100.000 abitanti, colpendo più frequentemente la razza caucasica.

Classificazione

Di tumori al testicolo ne esistono diversi, ciascuno con le sue caratteristiche. Attualmente vengono suddivisi in due grandi gruppi:

  • Tumori delle cellule germinali (GCT): sono in assoluto i più frequenti (95%) e sono a loro volta suddivisi in seminomi (seminoma classico e spermatocitico) e non seminomi (carcinoma embrionale, tumore del sacco vitellino, corioncarcinoma). I primi sono composti da cellule simili a cellule germinali primordiali; i secondi invece sono formati da cellule indifferenziate simili a tessuti embrionali e possono differenziarsi in tessuti anche diversi da quelli testicolari (teratomi)
  • Tumori dello stroma e dei cordoni sessuali: sono tumori che originano da cellule di sostegno alla gametogenesi, come le cellule del Sertoli e di Leydig.

Fattori di rischio e cause

Fornire una diesamina completa delle cause e caratteristiche di ciascuno di queste diverse entità patologiche è fuori dallo scopo di questo articolo, tuttavia alcune cose importanti vanno sottolineate. I fattori che determinano una maggiore o minore predisposizione a sviluppare i suddetti tumori si possono dividere in:

  • Fattori ambientali: giocano un ruolo nello sviluppo della malattia, anche se non del tutto chiarito. Uno dei fattori maggiormente implicati è il criptorchidismo (testicoli ritenuti in addome o canale inguinale) nel bambino (presente nel 10% dei tumori del testicolo), accompagnato o meno da sindrome da disgenesia testicolare; un altro importante fattore è la presenza di aneuploidie dei cromosomi sessuali (sindrome di Klinefelter, che vede un aumento dei tumori mediastinici del testicolo).
  • Fattori genetici: c’è una forte predisposizione familiare allo sviluppo della malattia, per cui un figlio con padre affetto vedrà il suo rischio relativo aumentato di circa 4 volte, mentre un fratello di 8-10 volte. Imputati sono alcuni geni, come quelli dei recettori KIT e BAK, nonché alcune aberrazioni cromosomiche (isocromosoma 12p).

Come si manifesta?

Generalmente il tumore al testicolo si manifesta come una massa palpabile indolore, accompagnata o meno da sensazione di pesantezza. Lo spettro di presentazione è vario, può essere sintomatico con ingrossamento dell’emi-scroto o passare totalmente inosservato e venir rilevato solo ad esami effettuati per altri motivi. Dipendentemente dallo stadio della malattia, possono aggiungersi sintomi giustificati dalla presenza di metastasi retroperitoneali (dolore al fianco o alla schiena), al polmone (dispnea) o ancora ai linfonodi sovraclaveari.

La diffusione metastatica dipende dal tipo di GCT: i seminomi tendono a rimanere in sede e a dare metastasi più tardivamente, mentre i non seminomi sono più aggressivi ed invasivi.

Diagnosi e prognosi

La diagnosi viene fatta attraverso un’ecografia testicolare operata da un urologo, che definirà la natura dell’ingrossamento. In generale, tutte le masse testicolari sono considerate maligne fino a prova contraria, per cui sarà il medico a consigliare l’eventuale intervento di rimozione radicale del testicolo (orchiectomia), a cui poi seguiranno altri esami per confermare la malattia e definire lo stadio della malattia (dosaggio di alfa-fetoproteina e HCG sieriche, nonché una TAC pelvica ed eventualmente una toracica dopo RX), da cui dipende la terapia e la prognosi.

Il 95% dei soggetti con seminomi guariscono se presi nei primi stadi della malattia, mentre per i non-seminomi si scende al 90%, una percentuale che comunque dipende dalle condizioni del paziente, dal grado di aggressività della chemioterapia e dal momento dell’intervento.

Prevenzione

Alla luce della buona prognosi di questi tumori, è assolutamente importante effettuare, a tutte le età, l’autopalpazione dei testicoli, che analogamente a quella della mammella, ha una valenza incredibile nell’individuare le masse anomale. Per scoprire come effettuare correttamente il test (che andrebbe eseguito in tutti i soggetti di sesso maschile sopra ai 15 anni, almeno una volta al mese), cliccate qui.

Concludo con un piccolo pensiero personale, un appello rivolto a tutti gli uomini che leggeranno: palpatevi! Davvero, non abbiate timore, paura o imbarazzo, sono piccoli gesti che possono salvare la vita o prevenire disabilità, in più sono semplici e veloci, non costano nulla ma possono ripagare molto.

FONTI | “Harrison’s Principles of internal Medicine” 19th edition, Kasper, Fauci et all.; “Robbins and Cotran Pathologic basis of disease” 9th edition, Kumar, Abbas, Aster; “Goldman’s Celcil Medicine” 24th edition, Goldman, Schafer. Immagine in evidenza

TESTIMONIANZA | Vi racconto cosa significa avere un tumore al testicolo