Nuove correlazioni tra obesità infantile e steatosi epatica

5582

L’obesità infantile è una problematica mondiale molto attuale. In Italia, secondo i dati del rapporto “Okkio salute” il 21,3% dei bambini italiani è sovrappeso, il 9,3% è invece obeso.

Sono molte le problematiche salutistiche a cui andranno in contro una volta adulti questi bambini, primo fra tutti l’elevato rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2, più un elevato rischio di sviluppare problematiche cardio-vascolari.

Una problematica spesso sottovalutata è, invece,  il rischio di sviluppare steatosi epatica non alcolica (NAFLD).

La steatosi epatica è una condizione di eccessivo accumulo adiposo nel tessuto epatico e può essere classificata in due tipi: quella alcolica, provocata da un eccessivo introito di alcol etilico, e quella non alcolica, causata da altre condizioni, in particolare, obesità, ipertrigliceridemia e diabete mellito di tipo 2. Nel lungo temine questa patologia può portare a varie complicazioni come cirrosi e carcinoma epatocellulare.

 Obiettivi della ricerca

Considerato che circa il 10% dei bambini è affetto da NAFLD, è stato eseguito uno studio che aveva come obiettivi:

  • Valutare la correlazione tra obesità infantile e variazioni di ALT (Alanine Aminotransferase), un enzima epatico molto importante, le cui variazioni sono sintomo di patologie e problematiche epatiche.
  • Valutare la correlazione tra i livelli di ALT e la salute cardio-metabolica nei bambini.

I bambini sono stati valutati in due periodi dell’infanzia:

Prima infanzia (Intorno ai 3 anni)

Infanzia intermedia (Intorno agli 8 anni)

Sono stati valutati BMI, spessore cutaneo, circonferenza del girovita e livelli dell’ALT

Correlazione tra obesità e livelli di ALT

Nei bambini di 3 anni con BMI elevato, ma in particolare con girovita aumentato, i quali hanno mantenuto queste caratteristiche nell’infanzia intermedia, è stato riscontrato un elevato livello di ALT. Questo sembra suggerire come elevati livelli di adiposità nella prima infanzia siano fortemente collegati poi a forti variazioni di ALT negli anni successivi.

Uno studio australiano ha stabilito come fattori predittivi di steatosi epatica pediatrica: l’obesità infantile, la breve durata dell’allattamento esclusivo e l’obesità materna durante la gravidanza. Dallo studio è anche emerso che bambini di origine asiatica ed ispanica, sono tendenzialmente più inclini ad avere problematiche epatiche, rispetto ai bambini bianchi e di colore

Problematiche associate all’elevato livello di ALT nell’infanzia

La ricerca ha comprovato come un elevato livello di ALT già nell’infanzia intermedia possa portare durante l’adolescenza ad un incremento della pressione sistolica, della insulino-resistenza e del livello di insulina durante il digiuno, che possono portare a sviluppare diabete mellito di tipo 2 ed altre patologie di tipo metabolico.

Screening

Dalla ricerca è emerso un ruolo molto importante per quanto riguarda la misura del girovita. È stato dimostrato come rappresenti uno strumento essenziale di screening per quanto riguarda il rischio di patologie epatiche e di rischio cardio-metabolico. Sfortunatamente la circonferenza della vita non è misurata uniformemente come parte della visita routinaria pediatrica.

Conclusioni

È estremamente importante attuare uno screening routinario dei fattori di rischio di steatosi epatica durante le visite pediatriche, in particolare utilizzando la misura della circonferenza della vita.

Il periodo della prima infanzia è importante per lo sviluppo in futuro di patologie epatiche e metaboliche, in questo caso si consigliano, quindi, sia screening che interventi se necessario a scopo preventivo. Per la prevenzione non è mai troppo presto.

Fonti| Articolo scientifico; Articolo