caso clinico 108

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Sindrome di Lamierre

La sindrome di Lamierre è una entità rara, potenzialmente pericolosa, caratterizzata da tromboflebite settica della vena giugulare interna che si sviluppa a seguito di una infezione orofaringea portando a sepsi ed embolizzazione settica che possono colpire polmoni, reni, fegato e sistema muscoloscheletrico.

E’ più frequentemente riscontrata in individui precedentemente sani tra i 16 e i 25 anni, con maggiore incidenza negli uomini. Molto comune in era pre-antibiotica. Attualmente si pensa sia ricomparsa a causa della restrizione dell’uso di antibiotici in infezioni del tratto respiratorio.

L’agente eziologico più coinvolto è il fusobacterium necrophorum seguito da stafilococchi, streptococchi e bacteroidi che possono dar origine all’infezione da soli o in combinazione.

Nel giro di 4-8 giorni l’infezione può estendersi nello spazio parafaringeo e nel compartimento posteriore lungo la guaina carotidea (fino al coinvolgimento di vasi e nervi di questa sede) e successivamente metastatizzare con emboli settici in tutte le sedi corporee.

La TC collo con mdc è il test diagnostico per eccellenza insieme alla RMN.

La mortalità è molto alta se la sindrome non viene riconosciuta in tempi brevi e trattata. In caso di diagnosi non tempestiva, aumenta la temperatura corporea e si verifica una trombosi della vena giugulare, spesso sepsi ed emorragie interne. Meningite, encefalite, coinvolgimento di fegato e reni, ma soprattutto una polmonite sono spesso complicanze della malattia.

L’infezione si eradica con una terapia antibiotica ad ampio spettro e prolungata fino a 4-6 settimane. Incerto invece resta l’utilizzo egli anticoagulanti eccetto nei pazienti on propagazione del trombo nel seno cavernoso o nella vena cava inferiore.