iQ: e se l’ecografo fosse il tuo iPhone?

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ecografo

Il titolo sembra più un messaggio pubblicitario che non il titolo di un articolo divulgativo, lo riconosco. Tuttavia, ricordo distintamente come, durante il corso di radiologia prima, in quelli di medicina interna, chirurgia e altre svariate cliniche poi, la frase “l’ecografo sarà il fonendoscopio del futuro” fosse estremamente ricorrente. Ciò che all’epoca ancora mancava era la tecnologia.

L’idea

Ecco allora che questo prodotto, dal nome iQ, prodotto dalla startup americana Butterfly Network, incarna esattamente quella frase, reinventa l’ecografo sfruttando una tecnologia avanzata per miniaturizzarlo, renderlo portatile ed interfacciarlo con lo strumento che orami abita le tasche di ciascuno di noi: lo smartphone.

Non stupisce che l’idea provenga da quella che è una vecchia conoscenza dell’innovazione tecnologica in campo medico-scientifico, ovvero Jonathan Rothberg, guru americano che deve la sua fortuna al sequenziamento genico, ed in particolare a quelle metodiche note come “next generation DNA sequencing”, come lo Ion Torrent che oltre che celebre, lo ha reso milionario.

Il dispositivo

L’idea nacque nel 2010, durante una conferenza tenuta al MIT da un fisico che aveva studiato un algoritmo per connettere tra loro migliaia di telescopi sparsi per il globo nel tentativo di condurre un particolare studio. L’intuizione di Rothberg fu che, quel medesimo algoritmo, era utilizzabile per risolvere un problema completamente differente, ovvero connettere fra loro migliaia di speaker ad ultrasuoni (noti come CMUTs o Capacitive micromachined ultrasonic transducers) in un unico chip di silicio.

Con questo stratagemma, diventava finalmente possibile rimpiazzare i cristalli piezoelettrici, sfruttati da tutte le sonde ecografiche allora in commercio, per generare le immagini 2 e 3-D, sistema che comportava alti costi di fabbricazione. iQ dispone quindi di un unico chip in grado di fungere da emettitore e ricevitore di ultrasuoni, un vero e proprio up-grade delle sonde tradizionali, riassunto in uno strumento perfettamente contenibile in una mano e dal peso di appena 300 gr.

Ma l’innovazione non finisce qui. L’altro punto critico era l’interfaccia grafica, ovvero come visualizzare le immagini elaborate da iQ in maniera portatile ed immediata. E allora quale soluzione migliore che interfacciarlo direttamente allo smartphone? Grazie ad un connettere perfettamente sovrapponibile al connettore USB che tutti conosciamo, iQ può essere collegato ad un iPhone ed un app, studiata per essere estremamente user friendly, permette di controllare le funzioni dello strumento in maniera molto simile a quella delle console tradizionali.

I costi

In pratica, si è riusciti ad ottenere una sonda ecografica compatta, perfettamente portatile e, dettaglio non trascurabile, molto più economica dei sistemi in commercio. Il prezzo di iQ si aggirerà di poco al di sotto dei 2.000 $ contro i circa 6-8.000 di un sistema ecografico professionale tradizionale. Attualmente, il prodotto è stato approvato dalla FDA nel 2018 per l’utilizzo in 13 campi differenti e sta per entrare in commercio per il grande pubblico.

Ovviamente, le recensioni effettuate dai medici che lo hanno testato in anteprima sono state piuttosto positive ed entusiaste, sia da coloro che aveva un conflitto di interesse che da coloro che ne erano privi, medici provenienti da istituti prestigiosi come Yale ed il Massachusetts General Hosptial, tanto per citare qualche esempio.

Per concludere quindi, iQ è uno strumento che reinventa l’ecografo, che sfrutta le innovazioni tecnologiche di questi ultimi anni per miniaturizzare e aggiornare un alleato fondamentale per il medico quale l’ecografo. Poterlo contenere in un taschino, connetterlo agevolmente all’iPhone, avere uno storage dei dati in cloud ed un prezzo contenuto, sono fattori che permettono veramente di dire, ora a ragion veduta, che l’ecografo è destinato a diventare il fonendoscopio del futuro.

 

FONTI | Sito iQ, Articolo 1, Articolo 2