Lofexidina: il primo farmaco non oppioide approvato per la sindrome da astinenza da oppioidi

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lofexidina

Il comitato consultivo della FDA ha approvato la lofexidina cloridrato con indicazione “mitigazione dei sintomi nel contesto di una brusca sospensione di sostanze oppiacee”. Si tratta del primo trattamento non oppioide per la gestione dei sintomi di astinenza da oppioidi e fornisce una nuova opzione per il trattamento più adatto alle esigenze individuali

“Avere degli oppioidi nell’armadietto dei medicinali è come avere una pistola carica in casa” – Dott. Paul Nestadt

La dimensione del problema oppioidi

Con il termine oppioidi si intendono quelle sostanze derivate direttamente dal papavero da oppio (oppio, eroina, morfina), mentre con il termine oppiacei si indicano le sostanze sintetizzate in laboratorio come il metadone.

Il mondo si trova nel bel mezzo di un’epidemia di consumo di oppioidi, che costituisce una delle peggiori crisi della sanità della storia recente. Nel 2015 negli Usa, uno dei paesi più afflitti dal problema, più di 52.000 persone sono morte per overdose di droga, ed il numero è in continuo aumento. L’overdose di droga è divenuta la principale causa di morte accidentale nel paese e contribuisce a più decessi rispetto agli incidenti automobilistici.

Il crescente consumo di oppiacei e mortalità richiede e richiederà nuove opzioni di trattamento. Attualmente, metadone, buprenorfina e naltrexone sono gli unici farmaci approvati dalla FDA (Food and Drug Administration) nel trattamento della dipendenza da oppioidi.

La prevalenza degli oppioidi nel sangue delle vittime di suicidio è più che raddoppiata negli ultimi dieci anni, passando da 8,8% nel 2006 al 17% nel 2017.

In primo luogo, gli oppioidi sono depressivi e le persone che usano oppiacei hanno il 50% al 100% in più di probabilità di sviluppare depressione. Inoltre, queste sostanze creano una forte dipendenza, uno dei più importanti fattori di rischio per il suicidio. L’uso di oppioidi porta a uno stato disinibito in cui sono più probabili atti impulsivi come il suicidio.

Sindrome da astinenza

Benché sia una condizione estremamente stressante, la sindrome di astinenza da oppiacei di rado espone a pericolo di vita. La gestione farmacologicamente assistita della disintossicazione, comunque, può rendere questa condizione meno gravosa e favorire maggiori probabilità di successo. La maggior parte dei pazienti, tuttavia, riprende il consumo di oppiacei nei sei mesi successivi all’inizio della fase di astinenza.

La gravità dell’astinenza da oppiacei dipende dalla dose, dalle proprietà farmacologiche della sostanza utilizzata e dalle alterazioni neuroadattative che hanno avuto luogo nel paziente. L’astinenza da eroina o da morfina non trattata raggiunge tipicamente il suo picco 36-72 ore dopo l’assunzione dell’ultima dose e i sintomi si placherà dopo 5 giorni. L’astinenza da metadone o da altri oppiacei a lunga durata d’azione, se non trattata, raggiunge tipicamente il suo picco a 4-6 giorni e i sintomi durano per 10-12 giorni.

Sintomi: Sudorazione, lacrimazione, sbadigli, sensazione di caldo e freddo, anoressia e crampi addominali, nausea, vomito e diarrea, tremore, insonnia e inquietudine, dolori e stato di sofferenza generalizzati, tachicardia, ipertensione, piloerezione, midriasi.

La gestione farmacologica dell’astinenza da oppiacei si svolge, in genere, secondo uno dei seguenti criteri:

  • Cessazione dell’assunzione, graduale, di un agonista degli oppiacei (metadone)
  • Uso a breve termine di un agonista parziale (buprenorfina)

Oppioidi per curare l’astinenza da oppioidi, secondaria ad una grave dipendenza. Un po’ un controsenso, no?

Il farmaco

Il comitato consultivo della FDA ha approvato la lofexidina cloridrato con indicazione “mitigazione dei sintomi nel contesto di una brusca sospensione di sostanze oppiacee”.

Si tratta del primo trattamento non oppioide approvato dalla FDA per la gestione dei sintomi di astinenza da oppioidi e fornisce una nuova opzione per il trattamento più adatto alle esigenze individuali

Lofexidine è un vecchio farmaco commercializzato nel Regno Unito dal 1992, inizialmente utilizzato come antipertensivo. Si tratta di un agonista del recettore alfa 2-adrenergico selettivo che riduce il rilascio di noradrenalina, che si ritiene svolga un ruolo in molti dei sintomi di astinenza da oppiacei.

La sicurezza e l’efficacia del farmaco sono stati dimostrati in due studi clinici randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo condotti su 866 adulti dipendenti da oppiacei sottoposti a interruzione improvvisa di oppioidi. Il farmaco ha ridotto i sintomi come diarrea, nausea, vomito, ansia e la sensazione generale di malattia che spesso impedisce ai pazienti di mantenere con successo l’astensione dagli oppioidi.

Gli effetti indesiderati più comuni osservati, comuni a molti antipertensivi, comprendono ipotensione, bradicardia, sonnolenza, sedazione e vertigini. La lofexidina è stata anche associata a pochi casi di sincope. Inoltre, quando la lofexidina viene interrotta, i pazienti possono manifestare un marcato aumento della pressione sanguigna.

Nonostante questo farmaco non sia la soluzione definitiva all’epidemia di oppioidi, si tratta ugualmente di un grande passo avanti, da cui partire per ridurre sempre più il problema.

Rinunciare alla roba, fase uno: preparazione. Per questa cosa ti serve: una stanza da cui non puoi uscire, musica distensiva, salsa di pomodoro dieci scatole; zuppa di funghi, otto scatole, da consumare fredda; gelato, vaniglia, una confezione grande; magnesia, latte di, una bottiglia; aspirina, collutorio, vitamine, acqua minerale, aranciata… pornografia. Un materasso, un secchio per l’urina, uno per le feci, uno per il vomito. Un televisore e una boccetta di Valium. Me la sono già procurata da mia madre che è “nel suo modo domestico e socialmente accettabile” una drogata anche lei. Ora sono pronto: mi ci vuole solo un’ultima dose per calmare i dolori, mentre il Valium fa effetto.” – Mark, Trainspotting

Qui il video della famosa scena del film Trainspotting in cui il protagonista incorre in una crisi di astinenza dopo la decisione di disintossicarsi:

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