caso clinico 117

Leggi il Caso Clinico

Soluzione: Chetoacidosi diabetica.

La chetoacidosi diabetica è la maggiore causa di morbilità e mortalità nei pazienti pediatrici diabetici. E’ definita anche come “scompenso diabetico” in quanto caratterizzata da iperglicemia elevata, acidosi metabolica e iperchetonemia. A volte può essere anche la modalità di insorgenza della patologia sopratutto nei bambini al di sotto dei 5 anni di età.

Si sviluppa quando i livelli di insulina sono insufficienti a soddisfare le richieste metaboliche dell’organismo. Le cause possono essere diverse: riduzione del dosaggio oppure sospensione del trattamento insulinico, maggiore richiesta di insulina (stress fisici o psichici, gravidanza, IMA, infezioni, interventi chirurgici, pancreatite acuta), farmaci ad azione iperglicemizzante (corticosteroidi, contraccettivi orali) o ancora endocrinopatie (ipertiroidismo, feocromocitoma).

Segni e sintomi della chetoacidosi diabetica si sviluppano spesso rapidamente, anche in meno di 24 ore: sete eccessiva, minzione frequente, nausea e vomito, dolore addominale, perdita di appetito, debolezza o stanchezza, confusione, respiro caratteristico dall’odore fruttato.

Nei pazienti con sospetto di chetoacidosi diabetica devono essere misurati gli elettroliti sierici, azotemia e creatinina, glucosio, chetoni e osmolarità. Utili l’esame delle urine per verificare la chetonuria e l’emogasanalisi. Una diagnosi presuntiva può essere posta quando sono presenti glicosuria e chetonuria importanti. Gli adulti devono eseguire un ECG per escludere la presenza di infarto del miocardio acuto e anomalie successive alla variazione della kaliemia.

La diagnosi di chetoacidosi diabetica si ottiene se il pH arterioso <7,3 con un gap anionico >12 e vi sono aumento di chetoni nel siero in associazione all’iperglicemia.

Il trattamento prevede liquidi per via endovenosa per correggere la disidratazione, l’insulina per sopprimere la produzione di corpi chetonici, il trattamento di eventuali cause scatenanti sottostanti (ad esempio le infezioni) e l’attenta osservazione per prevenire e identificare eventuali complicanze.