Tra carenza medici e riorganizzazione del SSN: memorandum sul futuro di un aspirante medico

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Chi scrive è uno studente di medicina che, come tanti altri studenti di medicina, si ritrova a non capire più quale sarà il suo probabile destino tra tutte le notizie e dichiarazioni che ultimamente si leggono.

Ad oggi, la nostra vita è un pendolo che passa da un allarmismo per carenza di medici nel prossimo futuro alla riorganizzazione del SSN che probabilmente indurrà una contrazione del personale ospedaliero. In tutto questo oscillare non possono poi mancare tutte le possibili riforme proposte che interessano la formazione universitaria e post-laurea.

In soldoni: una gran confusione.

Quindi questo vuole essere esclusivamente un memorandum con lo scopo di riassumere e ricomporre (per quanto possibile) i pezzi di un puzzle molto complesso per tutte le variabili che sono in gioco.

Primo gruppo tematico: carenza medici nei prossimi anni  

Secondo una proiezione fatta dal laboratorio Fiaso nei prossimi 5 anni mancheranno 11800 medici all’interno di Asl e ospedali. Questo risulterà vero anche se ci dovesse essere il completo sblocco del turn over in quanto non si riuscirebbe a coprire il buco dei 54000 medici che abbandoneranno il SSN.

Questa carenza riguarderà soprattutto alcune specialità mediche quali igiene e sanità pubblica, anestesia e patologia clinica in primis, ma anche medicina interna, chirurgia generale, psichiatria, nefrologia e medicina fisica e riabilitazione.

In realtà, da quanto emerge, questo non è da imputare solo al numero di medici cessanti e ai ripetuti blocchi dei turn over ma anche, se pur in minima parte, ad un sistema che dal punto di vista lavorativo e contrattuale risulta poco attrattivo per via di avanzamento di carriera quasi inesistente, guadagni maggiori nel privato, condizioni lavorative spesso precarie.

A tal proposito, numerose sono state le organizzazioni ad esprimere un loro parere e delle possibili soluzioni. Tra quelle maggiormente proposte rientrano l’impiego di medici neo-laureati non specializzati per la gestione dei pazienti post-acuti, pieno coinvolgimento dei medici di medicina generale e il dibattuto task-shifting oltre ad un ampliamento delle borse di studio per le scuole di specializzazione.

Secondo gruppo tematico: DM 70/2015 e riorganizzazione del SSN

Secondo la SIGM (Segretariato Italiano Giovani Medici) quello mostrato dalla Fiaso è esclusivamente una foto in real time e che “da solo non può bastare ad informare le decisioni di programmazione sanitaria né, tanto meno, far giungere ad allarmismi o conclusioni affrettate.”

Questo perché bisogna soprattutto considerare il DM 70/2015 e di come quest’ultimo vada a ridisegnare il SSN. In effetti tale decreto in primis riorganizza la rete ospedaliera sul modello Hub e Spoke. Tale modello prevede un numero limitato di centri altamente specializzati per la casistica più complessa (HUB) integrati, attraverso connessioni funzionali, con centri ospedalieri periferici (SPOKE).

In secondo luogo, introduce l’istituzione e il monitoraggio delle “soglie minime” di volumi ed esiti per l’accreditamento e il mantenimento dello stesso da parte delle strutture.

Inoltre, sottolinea l’importanza dei servizi territoriali in considerazione al crescente numero di pazienti con patologie croniche.

Tra questi servizi territoriali rientrano i cosiddetti “ospedali di comunità”. Strutture con 15-20 posti letto, gestiti interamente da personale infermieristico, all’interno delle quali l’assistenza medica verrà assicurata da medici di medicina generale e pediatri.

Solo enunciando questi pochi punti presenti nel DM 70/2015, e ancor di più leggendolo completamente (a questo link), possiamo quindi capire come con ogni probabilità assisteremo ad una contrazione delle strutture ospedaliere e ad una differente richiesta di specialità mediche.

Conclusioni

Si può facilmente intuire quanto complessa e in continuo evolvere sia la situazione. Sicuramente questo può essere demotivante per ogni studente di medicina e questo è ancor più vero se si considera tutto il percorso accademico. Un percorso che necessità di essere riformulato e che lo stesso Ministro Giulia Grillo ha definito “percorso di guerra”.

Da medico, ma ancora prima da cittadina, in questi anni ho assistito al disastroso spettacolo della mancanza di programmazione. […] Chi ci ha preceduto non ha saputo affrontare il problema in modo efficace. Noi oggi abbiamo tutta l’intenzione di farlo, agendo dai principi che governano il sistema. […] Oggi la musica cambia. La formazione dei medici è al centro della mia attenzione. La formazione per i nostri giovani deve cambiare e trasformarsi da percorso a ostacoli a percorso di opportunità e crescita. Nell’interesse di tutti” – Ministro della salute Giulia Grillo

Concludo quindi con la speranza che tutto ciò riesca ad attuarsi. Nel frattempo, non ci rimane che la nostra unica certezza: anatomia patologica è il male studiare.

 FONTI| Articolo1Articolo2, Task Shifting approfondimento1, Task Shifting approfondimento2, Post Ministro Grillo

 Immagine link:  https://mr.comingsoon.it/imgdb/SerieTV/news/1/42724_ppl.jpg