Trovata una correlazione fra microbiota e disturbi dello spettro autistico

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In un recente studio pubblicato sulle pagine del “The Journal of Immunology”, i ricercatori hanno trovato una correlazione significativa tra il microbiota intestinale della madre durante la gestazione e l’insorgenza di particolari disturbi dello spettro autistico nella progenie.

In particolare, i ricercatori hanno dimostrato come un’alterata composizione del microbiota intestinale materno possa indurre nella madre una risposta immunitaria particolarissima, capace di interferire con il normale sviluppo del feto e portando, dopo la nascita, all’insorgere di sintomi tipici dei disturbi dello spettro autistico.

L’autismo, nel mondo, ha un’elevata incidenza (circa 5-50 persone ogni 10.000 individui): risulta chiaro che, proprio per questo motivo, buona parte del focus della comunità scientifica è impiegato nello spiegare l’esatta eziopatogenesi di questo disturbo.

Proprio sulla base di questo impegno sono stati pubblicati numerosissimi paper, l’ultimo dei quali è quello preso in esame in questo articolo: i risultati, nonostante siano promettenti e godano di alta significatività sotto il profilo statistico, vanno valutati con cautela in quanto sono stati ottenuti su cavie murine.

Già in passato era stata dimostrata un’associazione statisticamente significativa tra microbiota, sistema immunitario e autismo, ma grazie a questo studio si è riuscito a fare chiarezza e, forse, un passo in avanti verso la completa comprensione di questo meccanismo.

Lo studio

Come già scritto in precedenza, lo studio è stato condotto sui topi, in particolare sulle femmine in stato di gravidanza.

I ricercatori, osservando la progenie, si sono focalizzati sulle femmine i cui cuccioli presentavano comportamenti tipici dei disturbi dello spettro autistico umano (ridotta interazione sociale, comunicazione anormale e comportamento stereotipato/ripetitivo), andando ad analizzare e catalogare il microbiota intestinale delle madri.

Nel corso dello studio i ricercatori hanno dimostrato come nelle gestanti il particolare pattern microbiotico attivasse un’abnorme risposta immunitaria, mediata da un particolare tipo di interleuchina (le interleuchine sono molecole mediatrici dell’infiammazione prodotte da cellule immunitarie): l’interleuchina 17a (o IL-17a).

L’interleuchina 17 è una molecola già oggetto di vari studi (sembra essere coinvolta nella patogenesi dell’asma e della sclerosi multipla) ed è principalmente impiegata da parte del nostro sistema immunitario durante le risposte ad infezioni fungine.

Recenti studi, inoltre, hanno trovato un’associazione tra l’interleuchina 17a e un anormale sviluppo del sistema nervoso fetale.

Trovati i possibili “colpevoli”, era quindi necessario dimostrare che le ipotesi fossero corrette: per testare quanto osservato, i ricercatori hanno diviso le gestanti in 2 gruppi:

  • Gruppo di gestanti aventi progenie che presentava comportamenti tipici dei disturbi dello spettro autistico, il gruppo dei casi
  • Gruppo di gestanti aventi progenie che non presentava comportamenti tipici dei disturbi dello spettro autistico, il gruppo dei controlli

I ricercatori hanno quindi trapiantato il microbiota del gruppo dei casi alle femmine del gruppo dei controlli: come una perfetta dimostrazione matematica, la nuova progenie delle femmine che avevano ricevuto il trapianto ha cominciato a mostrare comportamenti tipici del disturbo dello spettro autistico.

Ora, secondo i ricercatori, i passi successivi saranno capire se i meccanismi osservati sulle cavie murine sono gli stessi anche negli esseri umani e, se simili, capire se sono coinvolte le stesse molecole nel microbiota umano.

Tuttavia, ancora sono molte altre molecole da esaminare, IL-17a potrebbe essere solo un pezzo di un puzzle molto più grande.

 

Fonte| Cutting Edge: Critical Roles for Microbiota-Mediated Regulation of the Immune System in a Prenatal Immune Activation Model of Autism