L’arrivo dell’influenza stagionale

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influenza

Il ritorno del freddo e della stagione invernale coincide anche con il ritorno dell’influenza stagionale.

Il virus responsabile di questa patologia è l’Orthomyxovirus. In molti casi l’influenza viene confusa con il comune raffreddore, avendo una sintomatologia simile ma causata da un altro virus cioè il Rhinovirus.

Caratteristiche

Il virus è una entità biologica che ha bisogno di parassitare una cellula per potersi replicare: esso penetra in una cellula, si replica e la distrugge. L’orthomyxovirus è un virus con RNA segmentato, il che questo significa che utilizza un filamento di RNA come genoma invece del DNA, il fatto di essere segmentato lo rende estremamente suscettibile alle mutazioni.

L’orthomyxovirus infatti è estremamente variabile, nello specifico sono due proteine del mantello (rivestimento esterno del virus) ad essere interessate dalle mutazioni, emoagglutinina HA e neuroaminidasi NA.

Questa elevata capacità mutevole del virus fa si che esso possa causare sia epidemie che pandemie. L’epidemia si riferisce alla diffusione di una data patologia in una certa area, che può coincidere con un singolo stato.

La pandemia invece si diffonde in più stati ed interessa un numero maggiore di persone, in più per parlare di pandemia dobbiamo avere tre condizioni:

  1. comparsa di un nuovo agente patogeno
  2. capacità di tale agente di colpire gli uomini, creando gravi patologie
  3. capacità di tale agente di diffondersi rapidamente per contagio.

La classificazione del virus avviene indicando innanzitutto:

  • Tipologia di influenzavirus – A,B o C. Il tipo A è quella più pericoloso perché può dare origine sia a pandemie che epidemie.
  • Luogo dell’isolamento
  • Anno dell’isolamento
  • Tipologia dell’emoagglutinina e neuroaminidasi

Esempio A/CALIFORNIA/04/2009(N1H1) Trattasi del Virus dell’influenza suina che scatenò delle epidemie nell’anno 2009/2010.

Modalità di trasmissione

È un virus zoonosilo, capace di infettare l’uomo partendo da un animale.

Normalmente due sono gli animali che riescono a trasmettere il virus all’uomo: gli uccelli ed i suini. Questi ultimi in particolare vengono anche definiti “mixing vessels“, data la capacità di essere infettati sia virus provenienti dagli uccelli che quelli provenienti dagli uomini, dando loro modo di combinarsi e formare specie nuove in grado di provocare delle pandemie.

Sintomi clinici

L’influenza può provare un ampio range di sintomi e di gravità, a seconda anche del ceppo infettante. Sicuramente i sintomi più ricorrenti sono:

  • Febbre che può persistere da 3-8 giorni
  • Brividi
  • Mialgia
  • Perdita di appetito
  • Debolezza
  • Mal di gola
  • Tosse non produttiva

Le complicazioni associate all’influenza non sono molto comuni, ma possono essere:

Polmonite, principalmente causata da una sovra-infezione batterica, che non di origine virale.

Miosite, è un gruppo eterogeneo di patologie accomunate dal fatto di avere infiammazione a livello del muscolo striato.

Sindrome di Reye, un encelofalopatia rapidamente progressiva esclusivamente pediatrica con un esito potenzialmente letale. L’eziologia è sconosciuta, però c’è una forte correlazione tra patologia ed assunzione di acetilsalicilico per combattere i sintomi influenzali in persone al di sotto di 16 anni (ecco perché ne è sconsigliata l’assunzione nel periodo pediatrico).

Pandemie influenzali “famose”

Influenza spagnola (Influenza virus A H1N1): causò tra il 1918-1920 circa 50 milioni di vittime nel mondo (1% della popolazione mondiale dell’epoca). É stata descritta come la pandemia influenzale più devastante nella storia medica. Aveva una capacità infettiva molto elevata (50%). I sintomi della patologia si presentavano con emorragie diffuse, naso, stomaco, intestino e petecchie emorragiche a livello cutaneo. Il tutto era aggravato da polmoniti batteriche.

-Influenza asiatica (Influenza virus A H2N2) causò circa 1-4 milioni di morti tra il 1957-1958, venne trasmessa dagli uccelli.

Hong Kong influenza (Influenza virus A H3N2) ceppo discendente dalla H2N2 mutò per formare questo nuovo ceppo virale. Tra il 1968-1969 causò la morte di circa 1 milione di persone.

Influenza suina H1N1/09 (Influenza virus a H1N1). Derivò dalla mutazione di 4 sottotipi di H1N1, di uno endemico negli uccelli, uno negli umani e due nei suini; il riassortimento che portò alla formazione del nuovo ceppo mutato, come si può ben immaginare, avvenne nel maiale (mixing vessel). Alla fine della pandemia l’OMS stimò circa 284500 persone morte a causa di questo virus.

Trattamento e prevenzione

Non esiste un trattamento specifico efficace per l’influenza, nella stragrande maggioranza dei casi utilizzano farmaci per combatterne i sintomi, come paracetamolo, antistaminici e simili.

Esistono alcuni farmaci come la Rimantadina, Zamavir e Oseltamivir che utilizzando diversi meccanismi non consentono al virus di penetrare nelle cellule per replicarsi, la problematica di questi farmaci è che sono efficaci solo per la profilassi o per il trattamento ma entro 24-48 dal contatto con il virus.

L’influenza si trasmette per via aerosol e non ci sono metodi efficaci per limitarne la diffusione se non attraverso l’isolamento della persona contagiata.

Uno strumento di profilassi efficace è la vaccinazione.

Vaccinazione antiinfluenzale

Essendo un virus estremamente mutevole, ogni anno deve essere preparato un nuovo cocktail vaccinale con ceppi sempre nuovi: il corpo ha infatti creato anticorpi contro i ceppi che ha incontrato in passato, ma basta una piccola mutazione virale per far si che non riescano più a riconoscere il patogeno.

Il vaccino viene preparato facendo crescere i ceppi virali in uova embrionate, per questo non è consigliata la vaccinazione a persone allergiche alle proteine dell’uovo(albumina in particolare).

Ogni anno l’Organizzazione Mondiale della Sanità, attraverso l’utilizzo di dati ed algoritmi epidemiologici, indica con quali ceppi dovrà essere composto il vaccino cercando cosi di immunizzare la popolazione, specialmente quella più a rischio di complicazioni.

Il vaccino è consigliato a tutti, ma in particolare è rivolto alle persone over 50, operatori sanitari, donne al secondo o terzo mese di gravidanza durante la stagione influenzale, persone con malattie polmonari e/o cardiache croniche ed altri individui ad alto rischio.

Il cocktail vaccinale per la stagione influenzale 2018-2019 è composto da:

A/Michigan/45/2015 (H1N1)

A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016 (H3N2)-

B/Colorado/06/2017-like virus (B/Victoria/2/87 lineage)

B/Phuket/3073/2013-like virus (B/Yamagata/16/88 lineage)

Fonti| Microbiologia Medica Murrey; WHO; FluNews-Italia