Smart Drugs: una pillola per diventare intelligenti

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smart drugs

Il termine farmaco deriva dal greco pharmakon, che vuol dire “rimedio, medicina, veleno”. In inglese si utilizza la parola “drugs”, droga. Si è abituati a pensare alla droga come una sostanza per sballarsi, ad un farmaco come principio da assumere per curare certe patologie, se invece si utilizzasse questa droga per diventare più intelligenti, concentrati e per svolgere meglio il proprio lavoro?

Un po’ di dati

Il consumo delle cosiddette smart drugs tra gli studenti è in netto aumento, secondo una ricerca del Global Drug Survey pubblicata su Nature, in USA più del 30% degli studenti universitari hanno ammesso di aver assunto almeno una volta smart drugs. In Europa il trend è in netto aumento specialmente in Francia (dal 3% al 16%) ed in Gran Bretagna (dal 5% al 23%). Il consumo non riguarda solo gli studenti, ma anche lavoratori e sportivi.

Questi farmaci sono legali, perché normalmente utilizzati per trattare alcuni disturbi, e possono essere acquistati tranquillamente in farmacia dietro prescrizione medica. Solo il 4% delle persone intervistate ha detto di averlo fatto utilizzando questa modalità, il restante le ha acquistate da venditori presenti su internet o le ha ottenute attraverso un amico.

Smart drugs

Adderall

E’ un farmaco il cui principio attivo è la combinazione di quattro sali delle anfetamine. Viene utilizzato per trattare l’ADHD (deficit di attenzione e disordine di iperattività) e la narcolessia.

Il suo meccanismo di azione principale è quello di incrementare l’attività del neurotrasmettitore dopamina e noradrenalina nel cervello, in più scatena il rilascio della sintesi della serotonina e di alcuni neuropeptidi.

Alcuni studi mostrano come l’Adderall utilizzato a basse dosi produca un incremento della memoria a lungo ed a breve termine. Altri effetti sono l’incremento della concentrazione, aumento della task saliency (cioè la motivazione nel concludere un compito) e dello stato di allerta.

Normalmente l’Adderall viene utilizzato dagli studenti (principalmente americani) per studiare lunghe ore e portare a termine compiti che sono lunghi e poco motivanti. Viene utilizzato anche dagli atleti per incrementare oltre le doti mentali anche quelle fisiche, in cui abbiamo incremento della forza muscolare, accelerazione, resistenza ed potenziamento delle performance atletiche in condizioni anaerobiche.

La problematica principale dell’Adderall è l’assuefazione: il consumatore piano piano ne diventa dipendente e deve assumere dosi sempre più elevate per avere lo stesso beneficio; una costante per tutti i farmaci che agiscono a livello del meccanismo dopaminergico. Si aggiunge ad esso una lista di effetti avversi abbastanza comuni come: ipertensione o ipotensione, fenomeno di raynaud e tachicardia, perdita di appetito e possibile perdita di peso. Nei maschi possiamo avere anche disfunzione erettile con riduzione della libido.

Metilfenidato cloridrato (Ritalin)

Ha una meccanica farmacologica molto simile all’adderall, anche negli effetti, sia quelli positivi che negativi. La differenza principale è la durata dell’effetto farmacologico, il Ritalin arriva al picco del suo effetto prima dell’adderall, ma quest’ultimo ha un effetto più a lungo termine (4-6 ore, rispetto a 2-3 ore del ritalin). Anche il ritalin è prevalentemente utilizzato in USA.

Modafinil (Provigil)

E’ un farmaco utilizzato per trattare principalmente la narcolessia, può essere utilizzato anche nelle OSAS (apnee ostruttive del sonno) e nel disturbo del sonno da lavoro a turni.

Il meccanismo d’azione del modafinil è ancora poco conosciuto, da recenti ricerche sembrerebbe implicato in piccola parte il metabolismo della dopamina, agendo sui trasportatori di essa. Principalmente l’azione contro la narcolessia però sembrerebbe associata al suo aumento dei livelli di istamina e noradrenalina a livello cerebrale, questo meccanismo posticiperebbe la sensazione di necessità di riposo ed incrementerebbe la concentrazione nello svolgere un certo compito.

Vari studi sono stati effettuati riguardo agli effetti positivi del modafinil. I benefici sono un incremento della concentrazione, della working memory e del tempo di reazione. Durante lo studio della sostanza, sono stati condotti esperimenti in cui è stato sottoposto agli individui un compito molto complesso dal punto di vista cognitivo: coloro i quali avevano assunto il farmaco hanno mostrato una concentrazione più elevata, ed uno svolgimento più rapido dei problemi, con un aumento dell’apprendimento.

Uno studio molto interessante ha dimostrato come giocatori di scacchi sotto l’effetto del modafinil sono stati in grado di competere in modo migliore contro il computer.

Il Modafinil a differenza del Ritalin e dell’Adderall non da assuefazione anche per periodi molto prolungati (>40 settimane) e dipendenza. Non assistiamo a cambiamenti di umore e tutti gli altri effetti indesiderati che hanno le altre smart drugs già elencate.

Si è riscontrato, tuttavia, che nel lungo periodo si possono avere avere delle alterazioni della normale architettura del sonno, addirittura è stato osservato in alcuni casi di giovani pazienti una problematica legata alla plasticità cerebrale ed alla formazione della memoria. Ovviamente trattandosi di una molecola relativamente nuova, sono necessari ulteriori studi per approfondire le problematiche a lungo termine.

Risvolti etici

Vista la platea sempre più vasta di chi fa uso di queste sostanze, si pongono dilemmi etici riguardo la correttezza nell’utilizzare questi farmaci durante lo svolgimento di esami o di test. Nello sport chi fa uso di sostanze proibite viene squalificato dalle competizione, dovrebbe succedere anche nel mondo accademico?

Assumere un farmaco per passare un esame o per prendere un voto più elevato è considerato alla stregua del copiare? La società ancora non ha una risposta a questa domanda.

FONTI | Global Drug Survey; Consumo smart drugs; Adderall 1; Adderall 2; Adderall 3; Modafinil 1; Modafinil 2; Modafinil 3; Modafinil 4; Articolo The Guardian Modafinil; Articolo LMIUS Modafinil