Caso Clinico 120

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Soluzione: Psitaccosi (o Ornitosi)

E’ una zoonosi infettiva il cui l’agente eziologico è la Chlamydophila psittaci. E’ rara ed è trasmessa all’uomo da vettori quali volatili di diverse specie.

L’uomo è solitamente un ospite accidentale. Il contagio avviene attraverso il contatto con l’animale infetto o con i suoi escrementi (inalazione dei batterio durante le normali procedure di igiene degli animali). Quindi il patogeno attacca le cellule dell’endotelio respiratorio producendo una polmonite di tipo atipico. Possono essere colpiti anche fegato e milza dando, nelle situazioni più severe, epatosplenomegalia.

Ha un periodo di incubazione che va dai 5 ai 14 giorni e negli stadi iniziali può essere facilmente confusa con febbre tifoide a causa della presenza di febbre elevata, artralgie, diarrea e congiuntivite. Il quadro clinico può variare da una manifestazione subclinica a un quadro sistemico molto grave. Può, nelle fasi più avanzate, comparire cefalea e rigidità nucale come da meningite, inoltre possono andare incontro a rapido deterioramento tutte le funzionalità vitali.

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Le indagini di laboratorio possono mostrare un tipico quadro infiammatorio con indici di flogosi elevati e leucocitosi. La diagnosi viene confermata grazie all’isolamento dell’agente infettivo da escreato, sangue o tessuti generalmente (l’indagine colturale classica è complessa a causa della caratteristica del patogeno di essere intracellulare, per questo è di più recente utilizzo la PCR) e la positività agli anticorpi IgM contro l’agente eziologico. RX può mostrare infiltrati irregolari e/o opacità diffuse nei campi polmonari.

Le tetracicline sono i farmici di elezione per la cura della infezione e vengono somministrati per os o ev in base alla gravità della situazione. Si può osservare miglioramento del quadro clinico già nelle prime 48 ore, tuttavia è necessario continuare la terapia per almeno 2-3 settimane per evitare recidive.

La profilassi nell’uomo si basa sul controllo della malattia negli animali, sull’applicazione di misure igieniche negli allevamenti, nei negozi di animali, nei macelli e nei laboratori di ricerca anche con l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (guanti, mascherine) da parte degli operatori.

La malattia è soggetta ad obbligo di denuncia secondo gli art. 1 e 5 del Regolamento di Polizia Veterinaria.

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Marica Romano
Sono studentessa di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Bari. Amo la scienza in ogni sua sfaccettatura ma la medicina occupa una parte privilegiata nel mio cuore e nella mia mente.