Da Vinci SP (Single Port): l’ultimo nato di casa Intuitive

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Intuitive o Intuitive Surgical è un’azienda che, chi per professione, studio o curiosità, negli ultimi anni si è dedicato alla chirurgica robotica, ha imparato a conoscere e riconoscere molto bene. Intuitive è, infatti, la casa produttrice di quello che oramai è il re dei robot chirurgici, ovvero il Da Vinci.

Correva l’anno 2000 quando l’FDA concedeva l’approvazione per l’utilizzo del primissimo modello di Da Vinci in chirurgia laparascopica. Da allora, la sua diffusione è stata sempre più capillare, complici l’andamento in sincrono di ricerca e migliorie tecnologiche che oramai in tutte le branche chirurgiche si adoperano per ampliare sempre di più la corte di interventi effettuabili per via robotica. I vantaggi di questo approccio robotico sono svariati e sono stati oggetti negli anni di ampie discussioni e di centinaia di pubblicazioni, ma sono riassumibili in quanto segue:

  • I movimenti della mano sono fedelmente trasmessi dalle pinze della console agli strumenti chirurgici, che grazie ai 6°di libertà consentono movimenti molto più ampi rispetto agli strumenti tradizionali;
  • Il robot permette di evitare il cosiddetto “effetto fulcro”;
  • L’alta definizione e la visuale 3D consentono di avere una visualizzazione estremamente superiore a qualunque altra.

Quest’anno, l’Intuitive decide di reinventare quella che fino ad oggi è stato il paradigma del robot chirurgico: i modelli che fino ad oggi sono stati prodotti, ovvero l’Si e l’Xi, contavano quattro braccia robotiche con ampissimi gradi di libertà, supportate da un carrello mobilizzabile.

Le quattro braccia fungevano ,quindi, da supporto per gli strumenti chirurgici, siano essi forbici, forcipi, cauteri, o altro, e questi strumenti venivano poi inseriti, attraverso appositi trocar, all’interno della cavità corporea sede di intervento.

Con il nuovo modello, denominato SP, sigla che sottintende Single Port, Intuitive ridisegna il robot, passando dalle quattro braccia ad un unico braccio dal quale fuoriescono direttamente i tre strumenti e l’ottica per l’acquisizione di immagini 3D, tutti dotati di flessibilità. La porta singola, ovvero il sito di ingresso per gli strumenti nel corpo umano, ha un diametro di soli 2,5 cm, una riduzione quindi importante delle dimensioni globali se consideriamo che i precedenti strumenti avevano diametri di 5 o 8 mm ciascuno da sommare ai 22 mm della telecamera.

Se non risultasse ovvio, l’importante innovazione di questo nuovo ritrovato tecnologico risiede nel ridurre ad un singolo braccio i supporti articolati del Da Vinci, con un diametro di accesso di poco superiore a quello che in passato era della sola telecamera. Il braccio è completamente mobilizzabile con angolo di rotazione di 360° in tutti i piani dello spazio e. quindi, può approcciare ogni porzione del corpo umano. Gli strumenti, possono addentrarsi fino a 24 cm in profondità dal sito di ingresso, raggiungendo virtualmente qualsiasi organo o apparato se opportunamente orientati.

Cosa che non cambia sostanzialmente è la console dalla quale il chirurgo controlla i movimenti delle braccia, ne la logica di azionamento/movimentazione delle braccia. Potrebbe sembrare un dettaglio di poco conto, ma in realtà conservare la console e la logica di controllo permette di evitare ai chirurghi robotici di affrontare un nuovo training e di “sposare” immediatamente questo nuovo modello, soffermandosi solamente sui vantaggi.

In realtà, questo straordinario dispositivo ha avviato le procedure di certificazione da parte dell’FDA già nel 2014, continuando comunque a vedere modifiche ed aggiornamenti. Oggi ha ottenuto l’approvazione nella chirurgia urologica. Tuttavia, se si consulta Pub Med, il principale database per la ricerca di articoli medico-scientifici, e si inserisce nella barra di ricerca la frase “da vinci single port”, si ottengono 134 risultati.

Entrando nel merito, le pubblicazioni effettuate con oggetto il Da Vinci SP non riguardano solamente la chirurgia urologica, che conta comunque un’ottima rappresentanza di casi di prostatectomie robotiche effettuate in single-port con una valutazione di efficacia, benefici e considerazioni sulla sicurezza, ma anche chirurgie come la toracica, l’addominale e l’otorinolaringoiatria. Infatti, trial su masse mediastiniche, su colecisti, su tumori della testa del pancreas, su interventi della sfera ginecologica, in particolare neoformazioni benigne della pelvi piuttosto che interventi sull’utero, sono stati già effettuati e pubblicati.

Questa ricchezza di contenuti già presente oggi, nella fase crepuscolare dell’avvento del Single Port, sta ad indicare una attenzione molto elevata verso le nuove soluzioni robotiche. La chirurgia robotica è ormai divenuta una relata diffusa e radiata in tutte le branche principali della chirurgia e riscuote entusiasmo e curiosità crescenti, grazie al continuo miglioramento tecnologico, le possibilità di garantire al chirurgo sempre più soluzioni anche per gli interventi più complessi.

PER APPROFONDIRE

Alberto Caranti
Laureato in Medicina e Chirurgia ad Ottobre 2017 presso l'Università di Ferrara, dove ho discusso una tesi sulla chirurgia robotica in Otorinolaringoiatria. Attualmente lavoro come Medico di Guardia presso una struttura privata a Ferrara e collaboro con i reparti di ORL di Forlì e del SPDH di Faenza. Ho pubblicato oltre 20 fra articoli ed abstract congressuali inerenti medicina interna ed otorinolaringoiatria.