Le microplastiche sono anche dentro di noi

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"What Goes Around, Come Around" by Bonnie Monteleone on display at Expo 216 in Wilmington, NC. BONNIE MONTELEONE

l nostro pianeta è contaminato dalle microplastiche. Questi minuscoli frammenti di plastica sono ormai ovunque. Li troviamo nei mari, negli animali degli ecosistemi marittimi, nel cibo e nella bevande. Uno studio di qualche anno fa ha persino rivelato che tonnellate di microplastiche piovono ogni anno su Parigi. Ora abbiamo scoperto che si trovano anche dentro di noi.

Che cosa sono le microplastiche?

Le microplastiche non sono altro che frammenti di plastica di dimensioni comprese tra i 5 millimetri e i 5 micrometri. Si possono originare dalla frammentazione di oggetti di plastica ad opera di agenti atmosferici e usura. 

Sappiamo che gli oceani del nostro pianeta sono ormai infestati dalla plastica, tanto da assistere alla nascita di vere e proprie isole di questo materiale artificiale.

Le microplastiche sono anche molto utilizzate nell’industria, come ingrediente nella produzione di detergenti, vernici e cosmetici.

Un recente studio ha rivelato che residui di plastica costituiti da Polietilene, Polipropilene e Polietilene Tereftalato (PET) si trovano frequentemente anche nel sale da cucina.

Lo studio

Le microplastiche sono anche dentro di noi. Questa è la conclusione di uno studio svolto dall’agenzia dell’Ambiente austriaca su un gruppo di partecipanti provenienti da Europa, Russia e Giappone.

Nove tipi diversi di polimeri sono stati rilevati nelle feci dei partecipanti. I materiali più comuni sono il polipropilene e polietilene tereftalato. In ogni dieci grammi di feci sono stati trovati circa 20 frammenti di plastica.

I ricercatori hanno monitorato la dieta dei partecipanti: nessuno di loro era vegetariano e tutti hanno consumato cibo proveniente dal mare.

Si tratta del primo studio che conferma di fatto ciò che abbiamo solo ipotizzato negli ultimi anni: che le microplastiche possono raggiungere il tratto gastrointestinale umano, e non solo.

Conseguenze per la salute

Philip Schwabl, il ricercatore dell’università di Vienna che ha diretto lo studio, ha commentato in questo modo la rilevazione di microplastiche nelle feci umane:

“Le particelle microplastiche più piccole sono in grado di entrare nel flusso sanguigno, nel sistema linfatico e possono persino raggiungere il fegato. Ora che abbiamo le prime prove di microplastiche negli esseri umani, abbiamo bisogno di ulteriori ricerche per capire cosa questo significhi per la salute umana.”

Le conseguenze per la salute umana non sono ancora certe. Sappiamo che sostanze potenzialmente dannose per la salute, come metalli pesanti e policarbonati, si attaccano a questi frammenti minuscoli di plastica trovati nel mare.

Come interagiscono le microplastiche con il nostro organismo? Possono veicolare sostanze tossiche? Possono influenzare il sistema immunitario del nostro tratto intestinale? Tutte domande a cui cercheranno di rispondere future ricerche.

Possiamo nel frattempo tentare di arginare l’ondata di plastica che sta inquinando il nostro pianeta. Aziende sempre più numerose stanno sposando la causa del plastics free, eliminando completamente l’utilizzo della plastica nei loro prodotti.

Sebbene lo studio sia stato condotto su un numero ridotto di partecipanti, e resta ancora da stabilire se e come le microplastiche influenzano la nostra salute, non possiamo che riflettere su questi risultati. Le questioni ambientali non riguardano solo i paesaggi, la loro flora e la loro fauna.

Ciò che immettiamo nell’ambiente riguarda anche noi, a volte dimentichiamo che l’essere umano non vive in una bolla isolata, siamo parte integrante degli ecosistemi.

FONTI | Articolo 1, Articolo 2, Articolo 3