Stupefacenti e sviluppo cognitivo negli adolescenti

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stupefacenti

L’utilizzo della cannabis tra adolescenti in Italia è un fenomeno in forte aumento. Secondo lo studio realizzato dall’IFC-CNR su un capione più di 30.000 ragazzi iscritti alle scuole superiori emerge come almeno un terzo degli studenti abbia assunto almeno una volta la cannabis (maschi 38%; femmine 28%). Il 17% ha usato cannabis nel corso del mese precedente alla compilazione del questionario di ricerca, il 3% ne fa uso frequente (più di 20 volte nel corso dell’ultimo mese).

Per quanto riguarda l’alcool invece l’ISTAT ha certificato che nella categoria tra 11-17 anni sono considerati consumatori a rischio 778.000 teenager, un ragazzo su 5 ed una ragazza su 6.

Obiettivo dello studio nell’AJP

In uno studio pubblicato sulla rivista American Journal of Psychiatry gli scienziati hanno studiare l’effetto della cannabis e dell’alcol nel sistema nervoso centrale, in particolare si è osservata la loro influenza sulla la neuroplasticità e la loro neurotossicità. In aggiunta ad essi la ricerca ha voluto esplorare una possibile relazione con tra età d’inizio ed effetti.

Risultati dello studio

Cannabis

In adolescenti il cui consumo è stato di almeno quattro anni, è stata riscontrata una diminuita performance della working memory (memoria a breve termine, cioè quella che trattiene le informazioni prima che siano elaborate e processate).

Ogni incremento dell’utilizzo della cannabis ha provocato un peggioramento della capacità di richiamare informazioni già immagazzinate nella memoria a lungo termine. Queste performance variavano a seconda del gruppo di età considerato, confermando la presenza di effetti negativi maggiori nella prima fase dell’adolescenza rispetto alle fasi finali.

Alcol

Anche nel caso dell’alcol il suo consumo per almeno quattro anni durante il periodo adolescenziale ha provocato diminuzioni di performance nella working memory. Sono stati effettuati alcuni test, in cui si sono stati registrati punteggi più bassi in quelli che misuravano la capacità di ragionamento ed una diminuzione significativa di efficacia nei compiti che prevedevano il controllo inibitorio dei comportamenti. Molto importante è risultata la correlazione tra quantità e frequenza dell’assunzione della sostanza.

Effetto sulla neuroplasticità cerebrale

Solo la cannabis ha avuto un effetto significativo sulla neuroplasticità cerebrale.

L’area più interessata è una regione presente nel lobo medio-temporale che include anche l’ippocampo, è la zona associata alla codificazione delle informazioni ed al loro recall. Non a caso è ricca di recettori endocannabinoidi.

Effetto neurotossico

Anche la neurotossicità è stata rilevata solo con l’utilizzo della cannabis, in concordanza con i risultati è stato osservato un indebolimento proprio nelle regioni che regolano il controllo inibitorio e la working memory. Addirittura la compromissione in queste regioni è persistita anche dopo un anno dalla sospensione della sostanza.

Un altro studio ha riscontrato, in adolescenti che avevano fatto uso di cannabis, score peggiori rispetto a chi non ne aveva mai fatto uso, in particolare nelle sezioni che riguardavano l’IQ verbale ed il processo decisionale anche a lungo termine, dopo molto tempo dalla sospensione della sostanza, in queste persone è stato evidenziato una anormale attivazione della corteccia pre-frontale durante lo svolgimento di compiti che richiedevano un utilizzo della memoria.

Risultato

La ricerca ha fatto luce su come la cannabis abbia sia un ruolo neurotossico che neuroplastico con conseguenze negative anche a lungo termine se assunta durante il periodo adolescenziale. Più precoce è stata l’assunzione più negativi sono i suoi effetti finali. In più è stato evidenziato come gli effetti della cannabis siano ben più gravi rispetto a quello dell’alcol anche se assunto in elevate quantità.

FONTI | Dati Marijuana | Dati consumo alcolici | Articolo scientifico 

Matteo Ricci
Redazione | Frequento il 4° anno del corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Perugia. Amo la medicina ed è la mia passione, più specificatamente mi interessano molto la pediatria, le malattie infettive e l'immunologia. Nel tempo libero leggo sia libri scientifici che manga.