Un braccialetto contro le patologie cardiopolmonari

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Il braccialetto hi-tech in questione prende il nome di “holter del respiro”. Ideato e progettato da un team di pneumologi italiani, tra cui figurano Fernando De Benedetto e Claudio Maria Sanguinetti, rispettivamente direttore scientifico e presidente FISAR, Stefano Nardini, presidente SIP e Paolo Palange, direttore di Pneumologia dell’Università Sapienza di Roma,  è stato presentato al XIX Congresso Nazionale della Società Italiana di Pneumologia pochissimi giorni fa.

Caratteristiche

Si presenta come un braccialetto leggero e senza alcun filo, potrà essere indossato quotidianamente e non necessita di particolare manutenzione.

Il monitoraggio dei parametri avviene continuamente nelle 24h durante lo svolgimento delle varie attività quotidiane, il tutto con estrema precisione.

I parametri valutati durante la giornata sono: saturazione emoglobinica, frequenza cardiaca e respiratoria, ma anche lo sforzo e il movimento dell’individuo.

Pronto a cambiare l’iter diagnostico e il monitoraggio di quadri clinici come la BPCO, le pneumopatie interstiziali, l’OSAS, oltre che permettere di verificare l’appropriatezza dell’ossigenoterapia, l’holter del respiro dovrebbe essere disponibile dalla primavera del prossimo anno.

Per la fine del 2018 invece, con lo scopo di dimostrare e certificare l’efficacia e l’utilità di questo device nella pratica clinica, sarà avviato uno studio su circa 300 pazienti di tre o quattro centri in Italia con la Sapienza di Roma come centro coordinatore dello studio.

Quali esigenze intercetta?

Essenzialmente l’holter del respiro ci permette di intercettare due esigenze. In primis, in una popolazione costituita sempre più da anziani e con una prevalenza di patologie cardiopolmonari in crescendo, consentirà di seguire i soggetti affetti attraverso una finestra temporale più ampia, migliorando quindi il monitoraggio della malattia e della terapia.  In secondo luogo, permetterà diagnosi in tempi più brevi rispetto a quelli attuali.

In patologie come la BPCO o l’OSAS un elemento cruciale per la prognosi futura è, infatti, il momento in cui viene posta la diagnosi ed iniziato il trattamento. I pazienti, però, si affidano al medico solo quando la sintomatologia diventa significativa e cioè quando vi è già un importante declino della funzione respiratoria e della qualità di vita.

Quindi, possiamo dire che la prima criticità che si cerca di risolvere attraverso il device è quella della sottodiagnosi. Ad esempio, secondo il database Health Search della SIMG su circa 2 milioni di pazienti afferenti a 900 ambulatori di Medicina Generale, solo il 3% dei pazienti aveva diagnosi di BPCO, mentre secondo la letteratura scientifica dovremmo averne almeno il 5/6%.

Bisogna inoltre considerare che un monitoraggio reale nelle 24h è di certo più affidabile e più utile di un monitoraggio ambulatoriale come quello fatto attraverso il test del cammino.

Cosa dicono gli ideatori

“Per niente invasivo, ci si può dimenticare di averlo addosso mentre rileva e registra in continuo […]” – Prof. Sanguinetti

“Il braccialetto è leggerissimo, senza fili ed è stato progettato per superare tutte le limitazioni tipiche degli strumenti di registrazione. […] È in grado di registrare e monitorare qualsiasi segnale vitale dei pazienti, non limitandosi alle registrazioni cardio-respiratorie. Grazie alla sua struttura, l’utilizzo può essere esteso a pazienti affetti da qualsiasi tipo di malattia.” – Prof. De Benedetto

“Un apparecchio elettromedicale come questo può fare la differenza per la valutazione corretta dei pazienti con un’insufficienza respiratoria indotta da qualsiasi causa, consentendo anche di far emergere episodi di calo dell’ossigeno nel sangue da sforzo o nel sonno che altrimenti non sarebbero rilevabili e definendone la gravità, per aiutare quindi a identificare le strategie terapeutiche più corrette.” – Prof. Palange

“Se confermato dagli studi clinici in atto, si tratterà di un notevole passo avanti nel processo diagnostico, che si potrà tradurre in una riduzione degli errori della gestione della malattia e in una accelerazione del processo terapeutico, con diminuzione dei costi dell’assistenza” – Prof. Nardini

Questo semplice braccialetto che probabilmente manderà in pensione test come quello del cammino in realtà ci fa notare ancora una volta come l’innovazione ma ancor di più investire nell’innovazione in ambito medico può solo generare guadagni in termini salutistici ma anche economici.

FONTI| ANSA, Articolo1

Salvatore Fasano
Autore | Impossibilitato ad avere 7 vite come i gatti, cerco di viverne più di una nella stessa. Dopo il diploma di sassofono e la laurea in dietistica mi ritrovo studente di medicina e chirurgia presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Durante le ore d'aria pratico sport, mi diletto a fare il barman e divoro libri e serie tv.