Shinrin-yoku: i dottori prescrivono la natura

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natura

Trattamento: esercizio fisico nel parco della tua città

Dose: 45 minuti di camminata o corsa

Frequenza: una volta al giorno, 3-4 volte a settimana

Ricarica: infinita.

Potrebbe apparire così la prossima prescrizione del dottore. Anche se non può sostituire i farmaci tradizionali, la natura può contribuire alla salute mentale e fisica di una persona. Da questo Ottobre molte cliniche delle isole Shetland hanno abbracciato questo approccio. I medici delle cliniche scozzesi hanno cominciato a prescrivere ai loro pazienti attività che prevedono l’immersione nell’ambiente naturale che li circonda.

Il progetto

In questo momento è autunno, quindi il dottore potrebbe prescrivere di camminare in una foresta e apprezzare lo spettro di colori del fogliame o come un tramonto autunnale infiamma le nuvole alle cinque del pomeriggio. Sono di questa natura i suggerimenti distribuiti nel programma di prescrizioni iniziato da poco in Scozia.

Il progetto condotto dalla collaborazione tra la sezione scozzese del sistema sanitario nazionale (NHS Shetland) e un’organizzazione per la conservazione della natura (RSPB Scotland), ha l’obiettivo di includere la natura nella strategia di trattamento dei pazienti. Le menti dietro al progetto, basandosi su numerosi studi del passato, si aspettano di migliorare così la pressione sanguigna dei pazienti, ridurre il rischio di malattie cardiache e ictus e migliorare la salute mentale.

Per facilitare la fruizione dell’ambiente naturale, è stato stilato un calendario che consiglia diverse attività su cui concentrarsi a seconda del periodo dell’anno. In questo modo i pazienti sono incoraggiati a seguire le loro prescrizioni in maniera informata e sicura.

Un bagno nella foresta

Queste idee vengono considerate seriamente da pochi anni in occidente, ma trovano in Giappone una tradizione piuttosto consolidata di studi scientifici. Shinrin-yoku: è questo il meraviglioso termine che i giapponesi hanno coniato. Tradotto letteralmente significa “bagno nella foresta”.

Gli scienziati giapponesi hanno studiato gli effetti della natura sulla salute fisica e mentale in una serie di studi condotti sull’isola di Yakushima, famosa per la sua rigogliosa biodiversità. Immersi nella foresta, i ricercatori hanno studiato gli effetti degli stimoli sensoriali forniti dall’ambiente naturale sul sistema nervoso centrale e periferico.

La ricerca ha inoltre ipotizzato che lo Shinrin-yoku può interagire positivamente con la nostra fisiologia. I composti prodotti dalle piante, come le fitoalessine, e le comunità batteriche tipiche delle foreste potrebbero in qualche modo interagire con il nostro sistema immunitario e con il nostro microbioma, ma per sapere se e come questo avvenga abbiamo bisogno di più ricerche.

Una risorsa a portata di piede

La Scozia non è comunque pioniera in questo campo, perché altre realtà sanitarie in diverse parti del mondo hanno già adottato questa strategia. Il Children’s Hospital di Philadelphia, per esempio, ha lanciato da tempo un programma simile.

Il Nature PHL Program infatti incoraggia da anni i piccoli pazienti dell’ospedale e le loro famiglie a godersi almeno 60 minuti di gioco all’aperto, immersi negli spazi verdi. Si pensa che questa sana abitudine aiuti ad abbassare la pressione sanguigna, potenziare lo sviluppo del sistema immunitario e dare notevole sollievo per l’ansia.

Il progetto è stato integrato nel sistema elettronico di cartelle cliniche.  Le famiglie possono infatti usare un sito web dell’ospedale per identificare i parchi e gli spazi verdi adatti in base alla loro posizione, al periodo dell’anno e alle condizioni meteo. Non solo questo programma si pone l’obiettivo di migliorare la salute dei bambini, ma anche di incoraggiare la fruizione degli spazi verdi di Filadelfia e dintorni.

Anche un paese pieno di ricchezze naturali come l’Italia dovrebbe riflettere sulla possibilità di questi progetti praticamente a costo zero. La moria di alberi causata poche settimane fa dall’alluvione nel territorio bellunese ci ha ricordato che il nostro patrimonio boschivo e naturale è importante almeno quanto quello artistico. L’Italia ha un tesoro che aspetta solo di essere scoperto, fruito e rispettato. Perché non cominciare a prescriverlo?

FONTI | Evidenze, Shinrin-yoku 

Matteo Cavanna
Redazione | Nato a Belluno il 5/06/1990, ho studiato all'Università degli studi di Trento Scienze e tecnologie biomolecolari. Delle scienze biologiche mi appassiona tutto ciò che è afferente alla medicina. Microrganismi, cellule, cromosomi e geni sono il mio microcosmo. In che modo queste entità microscopiche influenzano ciò che siamo e il nostro stato di salute? Quale impatto possono avere sulla vita di tutti i giorni? Queste sono le domande che mi affascinano. Se anche tu sei curioso/a questo è il posto giusto :)