I dieci successi in campo medico che hanno segnato il 2018

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Con lo sguardo proiettato verso i nuovi obiettivi scientifici da raggiungere nel 2019 è importante ricordare i risultati scientifici conquistati nell’anno appena trascorso, punti di partenza dai quali partire. Tra i risultati del 2018 di maggior rilevanza ritroviamo:

1) Un pacemaker per il cervello

A gennaio, presso l’Ohio State University Wexner Medical Center, un gruppo di ricercatori ha messo a punto un dispositivo, il cui funzionamento è simile ad un pacemaker cardiaco, capace di migliorare i processi cognitivi di chi soffre di patologie come epilessia, Parkinson ed Alzheimer. Il dispositivo invia impulsi di stimolazione profonda alle aree del cervello.

2) Lenti a contatto per monitorare i livelli di zuccheri nel sangue

Nello stesso mese un team di ricercatori sud coreani ha realizzato delle lenti a contatto capaci di indagare i livelli di glicemia nel paziente diabetico, attraverso l’analisi delle lacrime. Le lenti sono munite di un dispositivo elettronico flessibile e trasparente in grado di analizzare la composizione delle lacrime nell’occhio e avvisare chi le indossa di eventuali anomalie. Potrebbe trattarsi di una soluzione facile e poco invasiva a beneficio delle persone con diabete. Si rende tuttavia necessaria ulteriore sperimentazione clinica sull’uomo.

3) Pillola anticoncenzionale per l’uomo

A marzo i ricercatori dell’Università di Washington hanno annunciato il successo della sperimentazione della pillola anticoncezionale per gli uomini. Il dimetandrolone undecanoato è un farmaco sperimentale (Dmau) che si lega ai recettori androgeni e progestinici, sopprime le gonadotropine, mantiene gli effetti androgeni e inibisce la spermatogenesi negli studi preclinici.

4) Pelle sintetica umana

Nello stesso periodo un team di bioingegneri presso l’Accademia delle Scienze di Ningbo, ha stabilito una nuova frontiera negli studi sulle protesi tramite la scoperta di un gruppo di polimeri adatti ad essere trapiantati sul corpo umano: data la loro incredibile adattabilità, sono stati comparati alla pelle del camaleonte. Applicabile eventualmente anche a futuri robot umanoidi,la pelle sintetica troverà posto anche nelle protesi.

5) Il doppio trapianto di faccia

Nell’aprile del 2018 Jérôme Hamon, un francese di 43 anni, è diventato la prima persona al mondo a ricevere due trapianti di faccia. L’uomo, che soffriva di neurofibromatosi di tipo 1, ha fatto il primo trapianto di faccia nel 2010, ma sei anni dopo ha avuto un rigetto. Una squadra di chirurghi guidata dal prof. Laurent Lantieri gli ha ridato un nuovo volto.
Si tratta di un passo avanti nel campo della chirurgia dei trapianti, perché mai era stato sottoposto lo stesso paziente ad un doppio trapianto che prevede la sostituzione di pelle, fasce muscolari e cartilagine.

6) La prima cornea umana stampata in 3D:

A Maggio un gruppo di ricercatori della Newcastle University ha dimostrato che è possibile realizzare una stampa 3D di una cornea, un sistema che potrebbe risolvere il problema della scarsa disponibilità di questi tessuti per i trapianti. Il risultato è stato ottenuto utilizzando un gel che contiene al suo interno cellule staminali, ma saranno necessari ancora alcuni anni di sperimentazioni e test clinici prima che il sistema possa essere definito sicuro.

7) Il “Vaccino” contro il cancro

A settembre i ricercatori dello Scripps Research Institute, in California, hanno pubblicato uno studio in cui hanno spiegato di aver realizzato un “vaccino” sperimentale in grado di stimolare il sistema immunitario per combattere il cancro. Il risultato è stato ottenuto aggiungendo una molecola chiamata diprovocim a un vaccino anti-cancro già esistente. La terapia si è dimostrata in grado di curare il melanoma nei topi ed evitare le recidive. Non si tratta quindi di un vaccino vero e proprio che impedisce di ammalarsi, bensì di una terapia per curare soggetti già colpiti.

8) Nuovi farmaci contro i tumori al seno e alle ovaie

Il tumore dell’ovaio è uno dei più frequenti nelle donne. Ma nell’approccio farmacologico nei suoi confronti, si mostra una nuova speranza. Merito dei risultati che si stanno ottenendo con i PARP-inibitori, acronimo di poli-ADP ribosio polimerasi, una categoria di farmaci che potrebbero essere usati in più campi: a partire dal tumore dell’ovaio, per giungere ai tumori al seno. I nuovi farmaci agiscono annullando nelle cellule neoplastiche i meccanismi di riparazione del DNA: favorendo di conseguenza la morte cellulare.

Infatti la PARP è una proteina scoperta nelle nostre cellule che aiuta il DNA delle cellule danneggiate a ripararsi. A ottobre un farmaco di questo tipo è risultato capace di ridurre in modo significativo il rischio di cancro all’ovaio. Uno studio clinico ha dimostrato che se assunta insieme alla chemioterapia blocca la crescita del tumore nel 60% dei pazienti, contro il 27% della sola chemioterapia.

9) I primi embrioni OGM

Alla fine di novembre stata annunciata in Cina la nascita dei primi esseri umani con DNA modificato: due gemelline, il cui patrimonio genetico è stato manipolato con la tecnica CRISPR-Cas9.

A dare la notizia il prof. He Jiankui, dell’Università di Shenzen. Il ricercatore ha spiegato che la sua intenzione non era quella di curare o prevenire malattie ereditarie, ma rendere l’organismo resistente al virus dell’HIV. Finora la tecnica CRISPR-Cas9 era stata usata solo su cellule somatiche umane, mai su quelle riproduttive o sugli embrioni.

10) Bimbo nato da un utero trapiantato da donatrice morta

Risale a dicembre la nascita di un bambino da una paziente, nata senza utero, e stata sottoposta al trapianto d’utero al Baylor University Medical Center di Dallas.

Il trapianto di utero è visto come una speranza per le donne senza utero o che si sono sottoposte a operazioni per rimuoverlo.

I trapianti sono temporanei. Vengono cioè lasciati all’interno della donna il tempo per avere uno o due figli. Poi viene rimosso l’utero trapiantato in modo che possa smettere di assumere farmaci immunodepressivi, necessari al corpo per evitare il rigetto.

I trapianti al momento sono sperimentali. Le donne che fanno il trapianto non possono concepire nel modo naturale, perché le loro ovaie non sono connesse all’utero. Devono sottoporsi alla fecondazione in vitro.

FONTI | pacemaker per il cervello, lenti a contatto per il controllo glicemico, anticoncezionale per l’uomo, pelle sintetica, doppio trapianto di faccia, cornea stampata in 3D, “vaccino” contro il cancro, farmaci per tumore del seno e dell’ovaio, embrioni OGM, trapianto d’utero.

 

Chiara Maria Palmisano
Sono una studentessa universitaria iscritta al sesto anno del C.d.L. in Medicina e Chirurgia presso l'università di Bari.