Iniezione di sperma come antidolorifico? Un uomo irlandese ci ha provato

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sperma

Nel corso della storia alcune idee all’apparenza prive di senso si sono rivelate intuizioni geniali. Non è questo il caso. Un uomo irlandese di 33 anni, stanco di dover convivere con una lombalgia ha infatti avuto la “brillante” intuizione di autosomministrarsi per 18 mesi il proprio sperma. Il bugiardino del “farmaco galenico” consigliava una somministrazione mensile per via parenterale (intramuscolare o endovenosa), da incrementare nel caso in cui ci fosse un riacutizzarsi della sintomatologia.

Risultato: persistenza della lombalgia e l’uomo che si è dovuto recare in un ospedale di Dublino con l’avambraccio destro eritematoso, edematoso e i segni di una cellulite abbastanza grave. La radiografia della zona interessata ha poi rivelato i segni di un ascesso sottocutaneo.

Questo è quanto descritto dalla dott.ssa Dunne nel caso-studio dell’Irish Medical Journal. Sempre la dottoressa ha poi affermato che questo è il primo caso segnalato in letteratura di “iniezione di liquido spermatico come trattamento medico”.  In effetti l’uomo, per sua stessa ammissione, ha ideato questa “cura” non avvalendosi di alcuna base medica.

In realtà uno studio sull’iniezione sottocute di sperma umano (risalente al 1945) è presente in letteratura, tuttavia, fu condotto su topi e conigli e non apportò alcun risultato significativo.

Sperma: principio attivo ed eccipienti

Lo sperma o liquido spermatico, emesso attraverso l’uretra con l’eiaculazione (circa 3-5 ml), è composto da una parte cellulare, gli spermatozoi (300-500 milioni circa per eiaculato), e una parte liquida, il plasma seminale, utile per tutti i processi maturativi degli spermatozoi e per la sopravvivenza di questi ultimi dopo l’emissione.

Gli spermatozoi, contribuendo solo a circa il 5% del volume spermatico, sono prodotti a livello testicolare mentre il plasma seminale, che costituisce quasi la totalità del volume spermatico, è sintetizzato a livello delle vescichette seminali, della prostata e in minor misura dalle ghiandole bulbo-uretrali.

Per quanto concerne il plasma seminale questo è costituito da vari elementi come fruttosio, carnitina, zinco, vitamina C, bicarbonati, prostaglandine, enzimi litici (PSA), lipidi e proteine.

Reazioni avverse: ipersensibilità al plasma seminale e POIS

L’ipersensibilità al plasma seminale è una rara reazione allergica alle proteine trovate nello sperma di un uomo e colpisce principalmente le donne.

Si manifesta con i classici sintomi dell’ipersensibilità come iperemia, edema, dolore, prurito e sensazione di bruciore in qualsiasi area che abbia avuto contatto con lo sperma. I sintomi, che iniziano dopo pochi minuti dal contatto, possono durare alcune ore o addirittura pochi giorni e rimanere localizzati oppure essere sistemici sino a giungere a quadri di anafilassi.

Altra caratteristica di questa particolare forma di ipersensibilità è il fatto che possa presentarsi dal primo rapporto sessuale della donna o anche in seguito, verificarsi con un partner ma non con un altro o addirittura comparire improvvisamente con un compagno di lunga data.

Rappresenta inoltre un quadro clinico sotto-diagnosticato in quanto spesso bollato come quadro infettivo o vaginite. Tuttavia, non influisce sulla fertilità della donna e la gravidanza può essere raggiunta attraverso l’inseminazione artificiale o la fecondazione in vitro.

Per fare diagnosi si esegue un semplice test intradermico con una piccola quantità di seme del partner e l’uso del profilattico è un’ottima metodica per evitare il manifestarsi del quadro.

Con l’acronimo POIS si intende invece la “Sindrome da malessere post-orgasmico”, una rara ma riconosciuta condizione, descritta solo nel 2002, che si manifesta poco dopo l’orgasmo (da secondi a minuti) con segni e sintomi transitori simil-influenzali e di tipo cognitivo.

Questa sindrome coinvolge esclusivamente gli uomini, si manifesta cronicamente e l’insorgenza si può avere a partire dal primo orgasmo o addirittura sopraggiungere in età adulta.

Dal punto di vista eziologico e fisiopatologico invece il quadro è ancora poco chiaro. Attualmente due sono le ipotesi fatte. La prima ipotesi riconduce tutta la condizione ad una ipersensibilità al proprio sperma.

La seconda ipotesi invece focalizza l’attenzione sul rilascio di sostanze endogene durante l’orgasmo. Nello specifico si pensa che la riduzione fisiologica di oppioidi endogeni, dopo un loro esagerato rilascio con l’orgasmo, induca uno stato di astinenza che si manifesta con i segni e sintomi prima descritti.  Alcuni poi ipotizzano anche cause di tipo ormonale indotte sempre dall’orgasmo.

Ad oggi nessuno studio però permette di dare una risposta univoca a tale quesito. In effetti in alcuni studi vi sono stati risultati positivi a test cutanei e intracutanei con sperma diluito autologo, in altri invece è stata riscontrata una completa negatività.

Ritornando al nostro uomo irlandese: con il ricovero ha risolto la lombalgia ma ha dovuto subire un intervento, all’Adelaide and Meath Hospital di Dublino, per rimuovere lo sperma dall’arto. Quindi in conclusione: don’t try this at home.

FONTI |case-study, Articolo1, Articolo2Articolo3Articolo4

Salvatore Fasano
Autore | Impossibilitato ad avere 7 vite come i gatti, cerco di viverne più di una nella stessa. Dopo il diploma di sassofono e la laurea in dietistica mi ritrovo studente di medicina e chirurgia presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Durante le ore d'aria pratico sport, mi diletto a fare il barman e divoro libri e serie tv.