Disturbi mentali in aumento: sfide e soluzioni

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“I disturbi mentali sono in aumento. Entro il 2020 il numero esploderà soprattutto per quelli di tipo depressivo e ansioso. Gli altri, quelli più cronici, in qualche maniera sono abbastanza stabili. In particolare l’incremento si osserva nei giovani tra i 10 e i 24 anni e negli anziani, categorie sociali in cui possono esserci importanti cambiamenti di vita”. – Roma, Febbraio 2018, XXII Congresso Nazionale della Sopsi dedicato al “Progetto Promozione Salute Mentale 20.20. Psicopatologia: connessioni, culture, conflitti”.

L’allarme non è originale, pochi giorni fa è stato ribadito a Trieste (per saperne di più cliccare qui) dal direttore del Dipartimento di Salute Mentale e di Uso di sostanze presso l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), Devora Kestel.

Quali sono le soluzioni possibili? Quali quelle che non hanno funzionato? Quali malattie sono in aumento e perché?

Proviamo insieme a darci qualche risposta partendo dai numeri, passando dalle definizioni e concludendo con uno sguardo alle possibilità future.

I numeri

In Italia soffrono di disturbi mentali 17milioni di persone, in Europa il 38% della popolazione, 450 milioni nel mondo le persone che soffrono di disturbi neurologici, psichiatrici o comportamentali, molti mai diagnosticati, altre stime parlano di 900milioni

Il destino dei disturbi mentali è quello di superare, per incidenza, le patologie cardiovascolari, a cui attualmente è attribuito il primato.

In particolare nel mondo, il 10-20% di bambini e adolescenti soffre di disturbi mentali e le condizioni neuropsichiatriche sono attualmente la principale causa di disabilità nei giovani di tutte le Regioni Oms. La metà di tutte le malattie mentali inizia all’età di 14 anni, dicono gli esperti, e tre quarti comincia entro i 25 anni.

Se non trattate queste condizioni possono influenzare pesantemente lo sviluppo dei giovani e la possibilità di vivere vite soddisfacenti e produttive da adulti.

Circa 300 milioni di persone al mondo soffre di depressione, 60 milioni di disturbo affettivo bipolare, 23 milioni di schizofrenia. 800 mila le persone che ogni anno muoiono per suicidio al mondo, suicidio che per i ragazzi tra 15 e 29 anni rappresenta la seconda causa di morte nel mondo (per approfondimenti cliccare qui).

La cartolina che si compone alla luce di questi numeri è carica di urgenza e necessità, è un allarme serio da gestire con altrettanta serietà, con strategie mirate a capire sempre meglio le cause della nascita, evoluzione e aumento di questi disturbi, al fine di sviluppare soluzioni efficaci e che invertano queste tendenze.

Che cos’è la Salute Mentale?

Definizione OMS: La salute mentale è uno stato di benessere emotivo e psicologico nel quale l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all’interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, partecipare costruttivamente ai mutamenti dell’ambiente, adattarsi alle condizioni esterne e ai conflitti interni.

Perché le malattie mentali aumentano?

Prima di tutto, una grossa responsabilità va attribuita alla parodossale proporzionalità inversa tra numero di soggetti con disturbi mentali, in crescita, e il numero di finanziamenti ad esse dedicati, in calo.

Come emerge da un utile lavoro de “Il sole 24 ore” c’è un forte gap tra soggetti che accedono e vengono seguiti in Italia da Dipartimenti di Salute Mentale e soggetti che invece secondo le stime sono affetti da Disturbi Mentali, con uno scarto di circa il 75% di popolazione affetta che rimane fuori.

Molte di queste persone vengono seguite da medici di medicina generale, da altri servizi sanitari quali consultori ad esempio o da specialisti/strutture private. Ciò è purtroppo indice di una mancata rete di comunicazione tra le diverse aree, i diversi settori e le diverse specialità del sistema di cura.

È ancora difficile creare un team di persone, strutture e professionisti che sappiano -coerentemente alle loro capacità e mansioni- gestire, indirizzare e trattare il paziente con disturbo mentale. Ancora queste evidenze suggeriscono altre criticità di natura sia diagnostica sia economica che sociale.

Tante infatti sono le persone che non accedono ai Servizi di cura competenti perché a fronte di una mancata diagnosi non vi vengono indirizzati, molte quelle che non vengono trattate per una inadeguata offerta assistenziale, e non per ultimo molte quelle che non si rivolgono a strutture di cura idonee perché vittime di uno stigma ancora diffuso e pesante.

Come in un circolo vizioso in cui l’incipit coincide sempre con la conclusione e si nutrono a vicenda, quanto meno e meno bene vengono diagnosticati e/o trattati soggetti con disturbi mentali tanto più alto sarà, nel tempo, il numero di soggetti affetti.

Accanto a questo poi vanno considerati numerosi determinanti della Salute Mentale costantemente in crisi negli ultimi anni e che fanno sì che il numero di soggetti con Problemi di Salute mentale aumenti, tra questi l’uso eccessivo e sempre più precoce di stupefacenti, condizioni di emarginazione, impoverimento, violenze e maltrattamenti, conseguenze economico-sociali della crisi finanziaria, eccessivi carichi di lavoro e aumento dello stress.

Cosa fare?

Sicuramente valorizzare, promuovere e proteggere la Salute Mentale. Sono sempre troppo poche le occasioni di discussione, a scuola, nelle Università, nei talk show e nei Dibattiti Politici. La Salute Mentale richiede uno spazio che ancora non le viene concesso e che non può essere guadagnato se non a patto di abbattere i muri dello stigma o della superficialità con cui ancora spesso questi temi vengono toccati.

I Paesi sono impegnati in un piano di azione promosso dall’OMS che si pone come scopo per il 2020 di  “promuovere il benessere mentale, prevenire i disturbi mentali, offrire cure, aumentare le opportunità di recovery, promuovere i diritti umani e ridurre la mortalità, la morbilità e la disabilità nelle persone con disturbo mentale” e lo fa ponendosi nel concreto i seguenti obiettivi:

  • Rafforzare la leadership e la governance in salute mentale;
  • Fornire servizi di salute mentale e di supporto sociale comprensivi, integrati e capaci di risposta a livello territoriale;
  • Implementare strategie di promozione e prevenzione in salute mentale;
  • Rafforzare i sistemi informativi, le evidenze scientifiche e la ricerca per la salute mentale;

Di concerto è necessario l’impegno di ognuno verso la sensibilizzazione a questo problema. Ci riguarda tutti la Salute Mentale, l’orizzonte è tanto grande quanto faticoso, ma è una bella sfida se nessuno di noi si tira indietro.

FONTI | Articolo originale, Epidemiologia, Sole 24 ore, Piano OMS

Antonella Moschillo
Nata ad Ariano Irpino (AV) il 12 Marzo 1996, frequento la facoltà di Medicina e Chirurgia presso "La Sapienza" a Roma dopo essermi diplomata presso il Liceo Classico "P.P.Parzanese" di Ariano Irpino.