Carcinoma del cavo orale: un disastro prevenibile

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cavo orale

Con il termine carcinoma del cavo orale si definiscono globalmente tutti i tumori maligni che possono originarsi dal tessuto epiteliale della bocca, quindi tumori della lingua, del pavimento della bocca, della mucosa delle guance e, per convenzione, anche delle labbra.

La dimensione del problema

Ad oggi, in Italia, il registro tumori conta approssimativamente 8.000 nuovi casi ogni anno e circa 3.000 decessi ad esso correlati. Questo dato porta il carcinoma del cavo orale a rappresentare il 7% di tutti i tumori registrati nell’uomo e l’1% dei tumori della donna.

Sebbene, il cavo orale sia una porzione del corpo umano facilmente esaminabile, uno dei problemi che si pongono nel trattamento di questa patologia è la diagnosi precoce. Problema che conduce troppo spesso ad un ritardo diagnostico e, quindi, ad un abbassamento della sopravvivenza. Infatti, se un paziente nel quale il carcinoma viene diagnosticato precocemente, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è tra l’80% ed il 90% del totale, nei pazienti in fase metastatica (quindi avanzata) la sopravvivenza crolla al 19%. Globalmente, l’AIRC stima la sopravvivenza media a 5 anni intorno al 57%.

Oggi, infatti, disponiamo di un’ampia gamma di soluzioni per trattare questo genere di tumore: dall’intervento chirurgico, alla brachiterapia (una varietà di radioterapia che irradia direttamente le cellule tumorali utilizzando particolari elettrodi), alla radioterapia tradizionale, alla chemioterapia. Il grande limite per far si che questo arsenale terapeutico possa essere efficace risiede nell’intervenire tempestivamente. Prima si agisce, più alte sono le percentuali di sopravvivenza.

Chi è a rischio?

I fumatori e le persone che fanno un uso eccessivo di superalcolici sono tra i pazienti maggiormente a rischio, con un aumento del rischio nel caso in cui questi due vizi coesistano.

Un altro fattore di rischio rilevante è l’esposizione ai raggi UV, quindi, le persone di carnagione chiara, coloro che restano esposti alla luce del sole senza una adeguata protezione, sono più vulnerabili ai tumori del labbro, oltre che ovviamente su tutto il resto della superficie cutanea.

Meno intuitiva è l’associazione tra carcinoma ed un cattivo stato della dentatura. L’uso di protesi dentarie incongrue, o con margini taglienti, causano nel tempo una infiammazione cronica della mucosa della guancia che, a lungo andare, porta alla formazione della neoplasia.

Più recentemente, studi clinici in tutto il mondo, dimostrano con certezza l’associazione tra il tumore ed il Papilloma Virus (HPV), lo stesso virus responsabile del carcinoma della cervice uterina. Questo virus, trasmesso prevalentemente per via sessuale, sia tradizionale che mediante rapporti orali, desta particolare interesse perché sono sempre più in aumento i carcinomi orali HPV-positivi, in particolare tra i giovani. Infatti, se il cancro “classico” si presenta ad una età media di 65 anni, l’HPV-positivo insorge tra i 35 ed i 55 anni. Fortunatamente, sembra più responsivo alla terapia radiante e con una prognosi migliore rispetto alle forme associate ad altri fattori.

Prevenire è il primo passo…

Il paziente deve innanzitutto rimuovere i fattori di rischio che possono sviluppare il tumore: smettere di fumare, moderare l’assunzione di alcolici, applicare un’adeguata protezione solare alle labbra quando si permane per lungo tempo esposti al sole, correggere l’alimentazione, avere una dieta equilibrata ed assumere un’adeguata quota di vitamine risultano un ottimo fattore protettivo. Per quanto riguarda lo screening, non esistono a livello nazionale degli screening strutturati, tuttavia l’AIRC consiglia alle persone, dopo i 60 anni, di sottoporsi a visite odontoiatriche almeno una volta all’anno, così da valutare lo stato di salute dei denti e delle mucose.

Come capire se qualcosa non va?

Occorre che il paziente presti una certa attenzione verso quelli che sono segni precoci di una possibile malattia, esaminando attentamente la propria cavità orale. Ognuno di noi può mettersi davanti allo specchio e controllare il colore della mucosa delle guance, delle gengive, della lingua e delle labbra, verificare che il colore sia rosa ed uniforme. Gonfiore e alterazioni del colore possono essere dei piccoli campanelli di allarme. Si può poi procedere alla palpazione, cioè tastare queste aree e valutarne la consistenza, che dovrà essere soffice ed omogenea. Aree particolarmente dure, tenaci, rigide sono da considerare sospette. La regola d’oro a questo proposito, stilata direttamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, prevede che qualunque lesione sospetta che non svanisca entro 14 giorni deve insospettire il paziente, il quale dovrà quindi sottoporsi ad una indagine medica.

L’intento di questa breve rassegna non è quello di creare allarmismo, quanto quello di sensibilizzare la popolazione nei confronti di quei piccoli aspetti che possono dare un contributo importante a migliorare la salute. Sapere cosa ricercare, a quali dettagli fare attenzione per cogliere sul nascere una malattia e sapere come comportarsi per cercare di evitarla rappresentano armi potenti nelle mani dei pazienti che possono aiutare, se largamente diffuse, a combattere questo tumore.

FONTI | AIRC

Alberto Caranti
Laureato in Medicina e Chirurgia ad Ottobre 2017 presso l'Università di Ferrara, dove ho discusso una tesi sulla chirurgia robotica in Otorinolaringoiatria. Attualmente lavoro come Medico di Guardia presso una struttura privata a Ferrara e collaboro con i reparti di ORL di Forlì e del SPDH di Faenza. Ho pubblicato oltre 20 fra articoli ed abstract congressuali inerenti medicina interna ed otorinolaringoiatria.