Arrivano i sensori wireless per la terapia intensiva neonatale

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© "Vite in Travaglio", Autore Antonella Posa - A cura di "La Medicina in uno Scatto"

Una goccia d’acqua: questo è il peso di sensori wireless che un team della Northwestern University ha sviluppato per i bambini della terapia intensiva neonatale.

È arrivata l’ora di dire addio alla matassa di cavi che attualmente circonda i piccoli pazienti. Dopo un serie di prove, i ricercatori hanno concluso che i nuovi sensori senza cavi conferiscono dati precisi almeno quanto quelli forniti dai sistemi tradizionali, se non di più.

Entrare in un reparto di terapia intensiva neonatale è un’esperienza toccante. In questo luogo i bambini prematuri o malati lottano per la vita sin dai primi momenti. Una delle cose che salta all’occhio è la quantità di cavi e monitor da cui sono circondati i piccoli esseri umani. Strumenti necessari al monitoraggio del loro stato di salute e legati strettamente alla loro sopravvivenza.

Una ricerca svolta da un team interdisciplinare alla Northwestern University a Chicago è a un passo da eliminare la massa di cavi che è spesso più grande del bimbo stesso. Il team, composto da scienziati dei materiali, ingegneri, dermatologi e pediatri, ha messo a punto un sensore fino quanto un foglio di carta e del peso di una goccia di pioggia. Il dispositivo è costituito da silicone soffice e bio-compatibile.

Può essere sterilizzato e riutilizzato, ma il costo irrisorio del sensore (circa 10 dollari) permette di utilizzarne uno nuovo ogni volta. In questo modo si azzerano i rischi di infezione.

I test sono stati condotti su più di 70 bambini. I ricercatori hanno affiancato i nuovi sensori senza cavi ai tradizionali sistemi di monitoraggio, così hanno potuto verificare la precisione della loro invenzione.

I sensori sono stati applicati in coppia: uno sul petto o sulla schiena e l’altro attorno ad un piede. Questo accorgimento ha consentito di ottenere una quantità maggiore di dati rispetto a quella che riusciamo a raccogliere attualmente. Un trasmettitore ad onde radio posto sotto il materasso della culla ha consentito la trasmissione dei dati. 

La differenza di temperatura tra il piede e il petto può essere di grande importanza clinica nel valutare la funzione cardiaca. La coppia di sensori consente inoltre di tracciare il battito cardiaco da quando parte dal petto fino a quando arriva il piede e di avere una misura costante della pressione arteriosa. Allo stato dell’arte non esiste un modo affidabile di tracciare la pressione arteriosa.

I metodi classici per misurare la pressione possono essere infatti pericolosi per queste vite appese ad un filo. I minuscoli vasi sanguigni rendono l’inserimento di un catetere molto rischioso. I bracciali che misurano la pressione possono danneggiare invece la pelle fragile dei bimbi prematuri.

La tecnologia wireless cancella completamente il rischio di ferite causate dai nastri che si usano per far aderire i cavi alla pelle. In alcuni casi il nastro può causare cicatrici che rimangono visibili per tutta la vita. Nessuno dei 70 bambini testati ha riportato questo tipo di danni alla pelle.

L’eliminazione dei cavi rappresenta un notevole vantaggio per gli operatori sanitari, che ora possono visitare i loro piccoli pazienti senza ingombro. I sensori non interferiscono con i metodi di imaging, quindi possono sottoporre i bimbi a tac e risonanze senza preoccuparsi di interrompere il monitoraggio delle funzioni vitali.

Ma i vantaggi non si fermano ad una maggiore praticità per infermieri e medici, perché questa tecnologia abbatte le barriere fisiche tra il bambino e il genitore. Non esistono più impedimenti a quel contatto pelle-pelle che si rivela sempre più importante per la salute dei bambini malati o prematuri.

I ricercatori stimano che i sensori raggiungeranno gli ospedali americani nei prossimi due o tre anni e si sono proposti di inviarne migliaia nei paesi in via di sviluppo.

Video della Northwestern University

FONTE | Articolo originale

Matteo Cavanna
Redazione | Nato a Belluno il 5/06/1990, ho studiato all'Università degli studi di Trento Scienze e tecnologie biomolecolari. Delle scienze biologiche mi appassiona tutto ciò che è afferente alla medicina. Microrganismi, cellule, cromosomi e geni sono il mio microcosmo. In che modo queste entità microscopiche influenzano ciò che siamo e il nostro stato di salute? Quale impatto possono avere sulla vita di tutti i giorni? Queste sono le domande che mi affascinano. Se anche tu sei curioso/a questo è il posto giusto :)