Uccide più la guerra o l’inquinamento?

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inquinamento

Nel mondo muoiono 1,35 milioni di persone per incidenti stradali.

Il fumo ne uccide 7,2 milioni.

E l’inquinamento? L’inquinamento toglie la vita a 8,8 milioni di persone ogni anno.

Più dell’HIV, più delle droghe, più delle guerre.

Di questi numeri si è occupato approfonditamente uno studio, condotto da Thomas Münzel, dell’Università di Mainz, in Germania e pubblicato sull’American Heart Journal.

Lo studio in particolare si concentra sui dati dei Paesi della Comunità Europea e tenta di lanciare un allarme forte e severo su una questione che diventa sempre più drammatica e globale.

OMS

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le malattie non trasmissibili (MNT) sono la principale causa di mortalità a livello mondiale. La principale fetta di queste sono rappresentate da malattie cardiovascolari e a seguire tumori, diabete e malattie polmonari croniche (in Europa le malattie cardiovascolari rappresentano il 45% del tasso di mortalità).

A sostenere queste patologie una vasta gamma di fattori di rischio tra i quali mancata attività fisica, sovrappeso, fumo di tabacco, diete inappropriate, e –soprattutto- l’inquinamento atmosferico, fattore abbastanza trascurato e sottovalutato nel passato ma che con irruenza oggi si impone impedendoci di non prenderne atto.

GEO-6

Da questo allarme è rappresentato anche il cuore del “Global Environment Outlook (2019)” (GEO-6), un rapporto a cui per 6 anni hanno lavorato 250 scienziati proveniente da 70 paesi diversi, realizzato dall’Onu e presentato a Nairobi pochi giorni fa:

«I danni causati al pianeta sono così importanti che, se non verranno prese delle misure urgenti, la salute delle popolazioni sarà sottoposta a delle minacce crescenti. […] Se le misure di protezione dell’ambiente non vengono considerevolmente intensificate, delle città e delle intere regioni in Asia, in Medio Oriente e in Africa potrebbero conoscere milioni di decessi prematuri entro la metà del secolo. […] A causa degli inquinanti presenti nei nostri sistemi di acqua dolce, la resistenza anti-microbica diventerà la prima causa di decesso entro il 2050 e i perturbatori endocrini danneggeranno la fertilità degli uomini e delle donne, così come lo sviluppo dei bambini»

È fondamentale dunque sviluppare e mettere in atto Piani di Azione che migliorino la qualità dell’aria in cui siamo immersi così da lavorare sulla riduzione dei tassi di mortalità agendo, oltre che sul controllo di certe malattie, anche sulla loro prevenzione.

Come?

I meccanismi che sorreggono la relazione tra malattie e inquinamento non sono del tutto risolti e ben inquadrati, ma la letteratura è ampia e come dallo studio in oggetto si apprende, ci sono prove crescenti di una relazione causale tra l’esposizione a polveri sottili con un diametro inferiore a 2,5 µm (PM2.5) e la morbilità e mortalità cardiovascolare.

Tra i fattori meccanici troviamo l’infiammazione indotta dal PM2.5, lo stress ossidativo e le disfunzioni vascolari (endoteliali), che possono facilitare lo sviluppo di ipertensione, diabete e aterosclerosi, con un impatto sulla salute forse molto maggiore del previsto.

Lo studio ha infatti aggiornato le stime della mortalità per malattie cardiovascolari attribuibili alle polveri sottili PM2.5 ed ha prodotto una nuova classificazione che distingue cinque categorie di malattie: malattie delle vie respiratorie inferiori (LRI), le malattie polmonari ostruttive croniche ostruttive (BPCO), il cancro ai polmoni (LC), le cardiopatie ischemiche (IHD) e le malattie cerebrovascolari (CEV) e a queste aggiunge una categoria definita “Altra MNT”, per tutte queste viene dimostrato che l’inquinamento atmosferico è un fattore di mortalità molto più elevato di quanto ipotizzato in precedenza.

Con lo stesso lavoro di rimaneggiamento e integrazione di dati si dimostra che il tasso di mortalità in eccesso attribuibile all’inquinamento è di circa 8,79 milioni all’anno e che è un fattore di rischio per la salute che può superare quello del fumo di tabacco.

Cosa si può fare?

Ecco perché migliorare la qualità dell’aria in Europa e nel mondo deve essere un atto necessario e urgente, un impegno serio attuabile solo con la programmazione di interventi di promozione della salute realizzabili ed efficaci: si stima per esempio che con la sola sostituzione delle fonti energetiche fossili con combustibili puliti e rinnovabili il tasso di mortalità per inquinamento in Europa si ridurrebbe dell 55%. Se a questo aggiungiamo il controllo attento di altre fonti di inquinamento industriale e agricolo e se puntiamo su un’educazione individuale alla tutela dell’ambiente, se ognuno di noi si impegna quotidianamente a proteggere il suo pezzo di Terra questi numeri possono cambiare radicalmente.

Esistono politiche e tecnologie in grado di ridisegnare nuove vie di sviluppo, se le sosteniamo si può davvero puntare a un miglioramento globale della salute.

Concludiamo con un piccolo elenco di scelte che ognuno di noi può fare quotidianamente per contribuire a ridurre i rischi per la salute causati dall’inquinamento, cosicché prima di qualsiasi volontà politica ci sia la volontà di ognuno di noi a fare di questa Terra una casa migliore:

  1. Spostiamoci a piedi per coprire piccoli tragitti (in alternativa usiamo la bici, i mezzi pubblici e solo in ultima ipotesi l’auto).
  2. Evitiamo di fare attività fisica all’aperto, soprattutto se viviamo in grandi città (con lo sforzo fisico e la conseguente maggiore dilatazione dei bronchi rischiamo di assorbire molte più sostanze inquinanti).
  3. Spegniamo le luci quando non sono necessarie
  4. Impariamo e facciamo una corretta raccolta differenziata (non farla o farla in modo sbagliato aumenta l’inquinamento, farla bene ci permette invece di riutilizzare materiali o addirittura di ottenere energia)
  5. Diamo valore ad alberi e piante
  6. Tuteliamo il bene più prezioso che abbiamo: l’acqua
  7. Meglio un maglione in più che i gradi del riscaldamento in eccesso
  8. Scegliamo cibi a chilometro zero
  9. Teniamo le nostre macchine in buone condizioni
  10. Ripensiamo alle nostre abitudini, informiamoci e mettiamoci in discussione, sempre.

Sulla rete potrete trovare un grande numero di siti in cui potete bene informarvi, mettervi alla prova, risolvere i vostri dubbi e grazie ai quali imparare a fare la vostra parte.

Un mondo meno inquinato è un mondo con meno malattie. Un’equazione elementare che deve stare a cuore a tutti.

Ricordiamoci che la salute è un bene comune e un diritto di tutti, ma la cura di essa non possiamo solo delegarla.

Antonella Moschillo
Nata ad Ariano Irpino (AV) il 12 Marzo 1996, frequento la facoltà di Medicina e Chirurgia presso "La Sapienza" a Roma dopo essermi diplomata presso il Liceo Classico "P.P.Parzanese" di Ariano Irpino.