Il nostro caro Servizio Sanitario Nazionale

689

Nella settimana appena passata, durante la disattenta e assonnata rassegna stampa del frettoloso caffè di inizio giornata, mi sono imbattuta con meraviglia in due notizie diverse, ma dal comune denominatore. La storia di peripezie di un ragazzo italiano alle prese negli Stati Uniti con un reflusso gastroesofageo e una fattura di 1400$ per 5 minuti di visita, e un prospetto di quella che sarà l’assistenza sanitaria britannica per noi (non più) comunitari in caso di Brexit e No Deal. Due moniti sconcertanti, che necessariamente invitano a riflettere sulla fragilità di certi sistemi e sulla drammatica situazione cui si costringono le persone quando si condiziona la salute alla tasca.

In questo contesto insolito ai miei occhi, è inevitabile che ci si soffermi su come funzioni il diritto alla salute in casa propria, e ci si renda conto di aver considerato la norma un sistema che di scontentezza ne ha ben poca. 

SSN: tra vizi e virtù

“La repubblica tutela la salute come diritto fondamentale e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”

“Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

Ipse dixit l’art.32 della Nostra Costituzione. Correva l’anno 1948. Oltre 70 anni fa.

Oggi- sulla carta- siamo nel 2019 e lo scorso anno il Servizio Sanitario Nazionale  spegneva 40 candeline. Se potessi personificarlo nella contemporanea era dei social lo figurerei con i primi, radi capelli bianchi a festeggiare la vigilia del mezzo secolo con un ridicolo cappellino da party, circondato dagli amici di sempre. Al suo esclusivo aperitivo non mancherebbero le coetanee Legge 194 (alias legge sull’aborto) e la 180 Legge Basaglia. L’una con la sua personalità vulcanica e poco convenzionale, che in barba ai 40 si presenta nella sua irresistibile mise da donna di mondo, l’incedere sicuro e l’eleganza che solo un’innata discrezione attribuisce. L’altra, con l’immancabile montatura Rayban tonda in metallo, il fascino eterno da ragazzina acqua e sapone ed un fare intellettuale e sognatore. Non mancherebbe nemmeno l’inconfondibile vocione del più attempato Divorzio, con quella vena un po’ polemica e la saggezza dei consiglieri più fidati. Per non parlare di Suffragio Universale ‘45, lì a capotavola, costretto ad osservare tutti i commensali con l’aria intenerita e un po’interdetta di chi ne ha vista a iosa di acqua sotto i ponti.

Nel culmine della festa l’inebriato SSN – da sempre gli amici lo chiamano così –  posterebbe l’immancabile storia su Instagram con caption “fammi una domanda”. E allora un’improbabile me, con fare ardito replicherebbe: “ma lo sai che a 40 suonati sei proprio un gran figo? Altro che i tuoi colleghi extraconfine….Auguri!”. Mio fratello invece, digiterebbe un più riflessivo e consapevole: “Cosa riconosceresti quali tuoi pregi e difetti? Buon compleanno, caro!”

Sono certa che la mia bruciata occasione verrebbe liquidata con una gentile ed imbarazzata risata tipica di chi non sa cosa rispondere. A Marco invece toccherebbe una replica in altra sede, a consuntivo di un’attenta riflessione. 

Pregi

“Sarò sintetico, ma comincio da questi perché in un giorno di festa non posso che riconoscere che di garanzie ne ho date tante, quotidianamente:

  • sono nato nel ‘78, fortemente voluto dall’Articolo 32 della Nostra Costituzione, che mi ha trasmesso i miei principi di base, ancora oggi fieramente inattaccati e garantiti, sebbene le tante sfumature di questa esperienza;
  • ho messo ordine ad una situazione confusa e di assoluto caos a cui si faceva capo prima che io impartissi le mie regole. Prima di me in effetti il sistema era spaccato in casse mutue per chi poteva permettersi un’assistenza e medici condotti, per chi era privo di mezzi. Le cosiddette casse mutue si reggevano su una miriade di enti dall’ impronta assicurativa che a loro volta si autogestivano (o quasi) nell’ erogazione del servizio, a seconda del lavoratore o dell’azienda che ne usufruisse. Idem valeva per la medicina “condotta” da cui si ramificavano una serie di dispensari e altre strutture ultraspecialistiche. Questo modus operandi impediva di avere un quadro nazionale lucido della situazione salute, anche da un banale punto di vista dell’indagine epidemiologica e, in generale, della rete informativa. Personalmente ho ristabilito un principio di uguaglianza del trattamento e l’universalità del destinatario, a prescindere dalla classe lavorativo-sociale;
  • a sostenere la mia struttura operativa ho medici, infermieri, farmacisti e professionisti della salute che vantano una preparazione impareggiabile. Sebbene la formazione sia ancorata a scuole di pensiero bisognose di mettersi al passo gli odierni cambiamenti delle singole professioni, la didattica resta ineguagliata ed ammirata ovunque al di fuori di qui;
  • Grazie al patto con gli Stati membri garantisco gli stessi servizi di assistenza per i miei cittadini che viaggiano in Europa. Altrettanto le convenzioni bilaterali mi consentono di accompagnare anche coloro che viaggiano in alcuni paesi come Australia, Argentina e tanti altri.

Difetti

Durante la mia esperienza, seppur giovane, mi sono rapportato con tante persone e pensatori, di svariati colori politici e con diverse idee di miglioramento per me e la mia condizione. Questo certo ha apportato benefici e in certi casi le nobili intenzioni iniziali mi hanno lasciato alcuni atteggiamenti viziosi che a parere di alcuni dovrei migliorare. Sicuramente c’è qualcosa che mi viene più criticato di altri:

  • nel ’92, pur continuando a garantire un’assistenza globale cominciò ad avvicendarsi un gestione più federale dei servizi, a causa del conferimento alle singole regioni di un potere legislativo maggiore in materia. Nel 2001 con la riforma del titolo V della Costituzione questa situazione si consolidò ulteriormente. Considerata la storia del nostro paese, questa strategia crea delle discrepanze nella garanzia dei servizi a seconda della regione di appartenenza. C’è chi dice che questo possa minare il mio principio di base di assistenza universale, ma fino ad oggi riesco ancora a difenderlo valorosamente;
  • con la complicità della maniera moderna di fare informazione e l’indubbia presenza di disservizi e lacune nella pubblica amministrazione, si è andata perdendo mano mano la fiducia nelle istituzioni. In questo quadro di difficoltà le vessazioni dirette ricadono sui miei operatori a cui spesso dinamiche opportunistiche e faziose impediscono di svolgere la professione serenamente. Da me cercano debitamente maggiori garanzie di tutela e di servizi. Dovrei senza dubbio non lasciarli inascoltati.”

Cheapau SSN! Che tu possa continuare ad essere un nostro vanto e migliorare le tue fondamenta, sempre memore dei principi che ti hanno portato fino ad oggi. E, naturalmente, lungavita a te!

Fonti: Articolo 1Articolo 2

Daniela Rossetti
Redazione Farmacista, laureata presso l'Università degli studi "Gabriele d'Annunzio" di Chieti. "Nella sua accezione più ampia, considero la Medicina come la più umanistica delle scienze; in futuro mi auguro pertanto di offrire un piccolo e dedito contributo alla comprensione ed al miglioramento della condizione umana".