Nuove strategie nella lotta all’influenza

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Nuove scoperte hanno dimostrato promettenti implicazioni cliniche nel prossimo futuro per il trattamento dell’influenza. Un team di scienziati ha recentemente identificato una strategia per “attenuare” l’immunità iperattiva dell’infezione influenzale.

L’influenza rimane una sfida globale per la salute pubblica, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ogni anno in tutto il mondo si verificano circa un miliardo di casi, con un conseguente morte che coinvolge da 290.000 a 650.000 persone per decessi respiratori correlati all’influenza.

La difesa dell’ospite contro l’infezione da virus dell’influenza A dipende, non solo dalla resistenza dell’ospite per eliminare il virus, ma anche dalla tolleranza della malattia per limitare il danno al tessuto polmonare e mantenere la funzionalità polmonare. Le infezioni fatali da virus dell’influenza A sono spesso il risultato di una risposta immunitaria sregolata che compromette la tolleranza alla malattia piuttosto che la resistenza dell’ospite alle infezioni.

Nella maggior parte dei casi, il virus dell’influenza A, viene eliminato dallo stesso sistema immunitario. In alcuni individui, tuttavia, la risposta immunitaria diventa incontrollata, l’infiammazione causata dalle stesse cellule immunitarie può portare a danni estesi ai tessuti polmonari e maggiore morbilità e mortalità.

Lo Studio

Un team di scienziati del Research Institute del McGill University Health Center (RI-MUHC) di Montreal, in Canada, ha condotto uno studio identificando risultati soddisfacenti.

In particolare è stato analizzato il mediatore lipidico Leukotriene B4 (chiamato LTB4)e sui suoi effetti sulla risposta immunitaria nell’infezione influenzale.

Il saggio pubblicato di recente sulla rivista scientifica Nature Microbiology, sembra individuare un nuovo ruolo per il mediatore lipidico LTB4  nel polmone. Gli studiosi affermano infatti, che la molecola LTB4 sia in grado non solo di ridurre l’insulto causato dalle risposta immunitaria sul tessuto, ma anche di migliorare la sopravvivenza dell’ospite. 

A guidare il team è stato il Dr. Maziar Divangahi, direttore associato dei Meakins-Christie Laboratories e direttore associato del Research Translational in Respiratory Diseases Program al RI-MUHC, professore presso la McGill University.

L’analisi si è concentrata su nuove immunoterapie mirate al sistema immunitario attraverso mediatori lipidici ospiti per uccidere efficacemente il virus o limitare il danno al tessuto polmonare.

L’ asse del leucotriene B(LTB 4) -tipo I interferone (IFN) promuove un distinto meccanismo di tolleranza della malattia all’infezione da influenza di tipo A polmonare.

Dopo aver lavorato su topi privi del recettore per LTB4, i ricercatori sono stati in grado di identificare una rete di meccanismi regolatori che mantengono lo stretto equilibrio tra immunità protettiva e nociva precedentemente menzionata dal Dr. Pernet.

Nel dettaglio, i topi geneticamente mancanti nella segnalazione LTB 4 ( Blt1R – / – ) si sono rivelati più suscettibili all’infezione da virus dell’influenza A rispetto ai topi di controllo, nonostante carichi virali polmonari simili.

La maggiore suscettibilità di topi Blt1R – / – si è associata ad un accumulo di macrofagi derivati ​​da monociti infiammatori (IMM) che causano un aumento dell’immunopatologia polmonare.

E’ stato scoperto un sottotipo di macrofagi nei polmoni che sono in grado di produrre questo lipide immunoregolatore (LTB4) per ridurre l’infiammazione causata da un’altra popolazione di macrofagi responsabile di danni al tessuto polmonare durante l’infezione influenzale.

È importante sottolineare come l’erogazione di una singola dose di LTB4 al picco della malattia si sia dimostrata sufficiente a ridurre significativamente l’immunopatologia polmonare e il danno tissutale, nonché a migliorare la sopravvivenza dell’ospite. Questi risultati rivelano un inaspettato ruolo antinfiammatorio di LTB 4 nella tolleranza alla malattia per l’infezione da virus dell’influenza A.

Il gruppo di ricerca afferma tuttavia che saranno necessari ulteriori lavori per comprendere gli effetti di LTB4 sulle risposte immunitarie adattive all’infezione da virus dell’influenza o a diverse malattie infettive.

Sulla base di questo lavoro, il dott. Divangahi e il suo team immagina che data la disponibilità di un’ampia varietà di farmaci che mirano a percorsi lipidici, già approvati e usati nell’uomo per controllare i sintomi di infezione o altre malattie immunitarie, nuove strategie di immunoterapia rivolte a specifici mediatori lipidici ospiti possano avere enormi implicazioni cliniche per il trattamento dell’influenza o potenzialmente di altre infezioni virali.

FONTI | abstract, ISS, Ministero della saluteimmagine.

Chiara Maria Palmisano
Sono laureata in Medicina e Chirurgia, ho conseguito la laurea presso l'università di Bari.