Sclerosi Multipla: dalla pelle una nuova speranza

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È dei ricercatori dell’Università del Maryland School of Medicine (UMSOM) il merito di aver individuato una popolazione di cellule staminali della pelle da impiegare per rigenerare le guaine mieliniche, cellule danneggiate in alcuni disturbi neurodegenerativi.

La ricerca è stata condotta su un modello murino da un team diretto da Thomas J. Hornyak il quale ha dichiarato:

Questa ricerca aumenta la possibilità di identificare le cellule staminali cutanee umane che possono essere isolate, espanse e utilizzate terapeuticamente. In futuro, abbiamo intenzione di continuare la nostra ricerca in questo settore determinando se queste cellule possono migliorare il recupero funzionale da lesioni neuronali

Si tratta di cellule staminali melanocitiche, cellule progenitrici delle cellule della pelle caratterizzate dalla presenza di un pigmento scuro, la melanina, responsabile del colorito cutaneo e isolate grazie a un marcatore proteico espresso solo da esse. Caratteristica di queste cellule, come si legge da uno studio pubblicato a fine Aprile, è la capacità di dividersi illimitatamente, a differenza di quanto non accada per altre popolazioni cellulari e di differenziarsi in tipologie di cellule differenti a seconda degli stimoli che ricevono.

Con queste premesse il team ha individuato e verificato sul modello di topo la possibilità di differenziamento in cellule che producono mielina, sostanza gravemente compromessa in taluni disturbi neurodegenerativi quali la Sclerosi Multipla.

Le cellule staminali melanocitiche sono state coltivate in laboratorio ed è stato poi osservato come, in talune condizioni, queste si comportassero da cellule gliali andando a formare guaine mieliniche. I topi trattati, a differenza di quelli non trattati, hanno presentato, al momento dell’osservazione clinica, guaine mieliniche altrimenti assenti.

La prima delle eventuali rivoluzioni deriverebbe dall’invasività nettamente minore che si impiegherebbe per il prelievo di cellule della pelle rispetto al prelievo di cellule staminali embrionali.

Rispetto a ciò è utile sottolineare come comunque, al momento, non esistono terapie con cellule staminali approvate per la Sclerosi Multipla, nonostante i numerosi siti che le propongono. Esistono invece numerosi percorsi terapeutici sperimentali – in cui vengono invece impiegate – nei quali è possibile rientrare se si risponde ad alcuni prerequisiti precisi. Questo deriva dalla corposa letteratura che correla l’utilizzo di cellule staminali alla capacitò di cambiare più o meno radicalmente la storia naturale della malattia.

A seguire un elenco di alcuni tra gli studi e i progetti più recenti:
Jama Network;
ScienceCuE;
Cochrane library;

Accanto alla Sclerosi Multipla poi, esistono numerose altre patologie demielinizzanti, ad esempio la Sindrome di Guillan Barrè che riguarda i soli nervi periferici, la neurite ottica e molte altre che un giorno potrebbero trarre vantaggio dalla ricerca che, per il momento, si pone l’obiettivo di essere proseguita al fine di raggiungere evidenze più importanti e non più solo su modelli murini.

FONTI | Articolo originale

Antonella Moschillo
Nata ad Ariano Irpino (AV) il 12 Marzo 1996, frequento la facoltà di Medicina e Chirurgia presso "La Sapienza" a Roma dopo essermi diplomata presso il Liceo Classico "P.P.Parzanese" di Ariano Irpino.