Un fungo diventa la nuova arma per combattere la malaria

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Malaria warriors at work. Fonte :https://www.retroreport.org/multi-media/burkina/

La corsa agli armamenti contro la malaria sembra non avere fine, ma gli scienziati stanno aggiungendo una nuova arma all’arsenale: un fungo geneticamente modificato che potrebbe essere usato per diminuire drasticamente il numero di zanzare che portano il parassita.

Nonostante gli insetticidi siano stati efficaci nel diminuire i casi di malaria, i dati non sono per niente incoraggianti. Secondo un rapporto WHO nel 2017 ci sono stati 219 milioni di casi, con 435000 morti. 

La causa di questi numeri alti è da ricercarsi anche nell’abilità delle zanzare Anopheles a sviluppare resistenza agli insetticidi. Ogni volta che pensiamo di aver inventato un insetticida efficace, gli insetti evolvono un modo di aggirare la tossina.

Per questo motivo gli scienziati devono essere sempre attivi e pensare a nuove strategie.

La nuova arma potrebbe apparire piuttosto insolita: un fungo.

Non si tratta comunque di una scelta cosi improbabile se si conoscono un po’ le caratteristiche di questi organismi, che sono in grado di avere effetti devastanti su piante e animali.

Il vantaggio di sfruttare i funghi come arma è che non devono essere ingeriti, è sufficiente che entrino in contatto con le zanzare affinché abbiano effetto. Inoltre questi microrganismi sono meno dannosi per l’ambiente, rispetto agli insetticidi sintetici.

Per velocizzare il processo di infezione delle zanzare, i ricercatori hanno armato i funghi con una tossina particolare. Si chiama Hybrid ed è una molecola che attacca solo gli artropodi, come gli insetti. Attraverso l’ingegneria genetica hanno reso questo fungo ancora più letale per i vettori della malaria.

Per sperimentare gli effetti del fungo geneticamente modificato gli scienziati hanno escogitato MosquitoSphere, un modo per studiare gli effetti del fungo sul campo di battaglia, a Soumousso in Burkina Faso. Hanno costruito delle capanne con teli di cotone contenenti le spore del fungo, sia quello geneticamente modificato che quello normale.

Oltre ad essere più efficace, il fungo geneticamente modificato si è rivelato in grado di infettare multiple generazioni di zanzare. In un mese e mezzo le popolazioni di zanzare possono declinare da 1500 a 13.

Constata l’efficacia del microrganismo Metarhizium modificato, nascono ovviamente una serie di preoccupazioni. Sembra essere esclusa la possibilità di danni per gli esseri umani, visto che la tossina Hybrid è specifica per la artropodi. Resta da capire quanto il fungo possa essere dannoso per altri insetti e quali potrebbero essere i possibili effetti sugli ecosistemi.

Si potrebbe ingegnerizzare ulteriormente il fungo per sopravvivere solo negli spazi interni, restringendone l’area d’azione. Le sue caratteristiche lo rendono già poco adatto alla dispersione, le sue spore sono molto sensibili alla luce.

Si tratta comunque di un essere vivente, non di materia inerte. Questo aggiunge un pizzico di imprevedibilità ai possibili scenari di rilascio del Metarhizium geneticamente modificato.

Tuttavia la malaria è ancora una grossa fonte di mortalità in Africa e la continua evoluzione del parassita e il suo vettore rendono il debellamento una meta ancora lontana.

Nonostante il metodo più efficace sia sempre la prevenzione, dobbiamo forse rivolgerci alla sua stessa imprevedibilità.

 

FONTE | Articolo originale

The Malaria Warriors| RETROREPORT.ORG

Matteo Cavanna
Redazione | Nato a Belluno il 5/06/1990, ho studiato all'Università degli studi di Trento Scienze e tecnologie biomolecolari. Delle scienze biologiche mi appassiona tutto ciò che è afferente alla medicina. Microrganismi, cellule, cromosomi e geni sono il mio microcosmo. In che modo queste entità microscopiche influenzano ciò che siamo e il nostro stato di salute? Quale impatto possono avere sulla vita di tutti i giorni? Queste sono le domande che mi affascinano. Se anche tu sei curioso/a questo è il posto giusto :)