Rimegepant: un nuovo farmaco per il trattamento dell’attacco acuto di emicrania

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Rimegepant è un’innovativa molecola appartenente ad una nuova classe di farmaci che si è dimostrata efficace nell’eliminare il dolore durante gli attacchi di emicrania.

“Ho un attacco di emicrania. Immagini che qualcuno le seghi la testa, la riempia di lamette e la scuota con tutta la forza.” – Shutter Island

L’emicrania

L’emicrania è una malattia neurologica cronica che colpisce quasi 1 miliardo di persone in tutto il mondo (15% della popolazione mondiale – più del diabete, dell’epilessia e dell’asma combinati).

Il termine emicrania descrive un gruppo di cefalee accomunate da dolore localizzato alla testa, che si caratterizza per:

  • Unilateralità: il dolore tende ad interessare solo un lato della testa, anche se non mancano i casi bilaterali.
  • Dolore pulsante ed intenso, tale da ridurre o impedire la normale attività quotidiana.
  • Tendenza a peggiorare con il movimento (a differenza della cefalea tensiva che ne trae beneficio).

L’emicrania si manifesta con attacchi ricorrenti, che si presentano con una frequenza molto variabile: da pochi episodi in un anno a 2-3 crisi alla settimana. L’attacco emicranico può durare alcune ore o, nei casi più gravi, qualche giorno.

Le cause dell’emicrania non sono ancora del tutto chiare. È certo che più fattori giochino un ruolo determinante, tra cui predisposizione genetica, patologie sistemiche, fattori ormonali, consumo di alcuni alimenti o bevande, stress, disturbi del sonno, cambiamenti climatici, uso di alcuni farmaci.

L’esatto meccanismo del dolore durante un attacco di emicrania è anch’esso sconosciuto. In passato l’ipotesi maggiormente accreditata era di un’origine vascolare con una vasodilatazione extracranica ed una vasocostrizione intracranica. È stata infatti dimostrata la presenza di una lieve ipoperfusione che dura dalle 4 alle 6 ore, che non è però di entità tale da spiegarne i sintomi, ma solo alcune lievi manifestazioni accessorie. Tale alterazione comunque non si mostra in tutti i pazienti e dunque i sintomi possono essere spiegati solo in parte da questo meccanismo.

 

 

Una patologia spesso sottovalutata

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha valutato l’emicrania tra le prime venti cause di disabilità nel mondo. Purtroppo, a causa della generale mancanza di conoscenza dell’argomento, le persone affette da questa patologia sono spesso soggette a pregiudizi, sul posto di lavoro (“assenteisti”) e nelle relazioni personali.

I farmaci attuali

Gli agonisti del recettore della serotonina (triptani) sono stati per decenni e sono tuttora il trattamento di elezione dell’attacco acuto di emicrania acuta. Si tratta di farmaci “vecchi”, messi in commercio quasi 30 anni fa, e non privi di effetti collaterali. Infatti, in alcuni pazienti vi è una risposta nulla o limitata (34%) o questi presentano comunque frequenti recidive di attacchi (dal 30 al 40%). Inoltre, la metà dei pazienti lamenta effetti avversi. Questa classe di farmaci è anche controindicata o deve essere utilizzata con cautela nei pazienti a rischio cardiovascolare.

Rimegepant

Il recettore del peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP) è stato riconosciuto come importante nella patogenesi dell’emicrania. Rimegepant è un antagonista del recettore del peptide correlato al gene della calcitonina che, somministrato per via orale, è risultato essere efficace nel trattamento dell’emicrania acuta. Questa molecola ha dimostrato di essere efficace nel trattamento dell’emicrania acuta nei pazienti i cui sintomi non rispondono ai triptani, a causa del suo diverso meccanismo di azione. A differenza dei triptani, Rimegepant non ha effetti vasocostrittori e non è controindicato nei pazienti con malattia cardiovascolare.

Lo studio

Più di 1000 pazienti sono stati arruolati in questo studio multicentrico, in doppio cieco, randomizzato. La metà dei pazienti ha ricevuto il farmaco, mentre all’altra metà è stato somministrato un placebo.

Una singola dose orale di Rimegepant da 75 mg è risultata superiore al placebo nell’eliminare il dolore 2 ore dopo la somministrazione. Il dolore è stato infatti eliminato nel 19,6% dei pazienti trattati con Rimegepant, rispetto al 12,0% dei pazienti trattati con placebo. Il farmaco si è inoltre rivelato efficace nel ridurre sintomi secondari come fotofobia, fonofobia e dolore, anche se non ha diminuito l’incidenza di nausea. Nausea e infezioni del tratto urinario sono stati gli unici eventi avversi riportati in più dell’1% dei pazienti, in entrambi i gruppi.

Alla luce dei risultati dello studio il farmaco è stato da pochi giorni approvato dall’FDA.

Fonti | NEJM

Matteo Ferrari
Sono uno studente di Medicina del 6° anno di Bologna.