Alla ricerca della salamandra che è in noi

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Le salamandre sono creature affascinanti. Questi timidi abitanti dei boschi possiedono una capacità che non ha eguali in tutto il regno animale: sono in grado di rigenerare interi arti. Fino ad oggi pensavamo che la capacità di rigenerazione delle cartilagini non fosse presente negli esseri umani, ma un recente studio ci ha rivelato che non è così.

A lungo abbiamo pensato che gli esseri umani non fossero in grado di produrre nuova cartilagine. Ora i ricercatori hanno scoperto che questa capacità è presente anche negli umani adulti. Le molecole in gioco nella rigenerazione dei tessuti sembrano essere le stesse delle salamandre.

Lo studio

Buone notizie per chi soffre di osteoartrite, perché questa scoperta potrebbe portare a nuovi trattamenti per la forma più comune di artrite. La ricerca, pubblicata su Science Advances, ha infatti rivelato che il processo di rigenerazione della cartilagine è più comune nelle articolazioni meno colpite dalla patologia.

La ricrescita degli arti nelle salamandre è controllata da piccole molecole. Le stesse molecole sono state trovate nelle articolazioni umane. I ricercatori si sono concentrati sull’età di queste sostanze. Quando le proteine invecchiano vanno incontro ad alcune piccole modificazioni chimiche nella loro struttura di amminoacidi.

Studiando campioni di proteine della cartilagine di 18 individui gli scienziati hanno notato che nella caviglia vengono accumulate molte meno modificazioni rispetto all’anca o a al ginocchio. Questo significa che le proteine della caviglia sono più giovani e hanno quindi una maggiore capacità di riparazione.

Non è una notizia sorprendente, se pensiamo in termini di evoluzione. In un ambiente naturale dove la sopravvivenza è all’ordine del giorno, rigenerare le parti più distali è la soluzione più pratica. Una salamandra colpita ad un arto ha più probabilità di scappare di una salamandra colpita nelle parti centrali del corpo, dove risiedono gli organi vitali.

I ricercatori hanno anche osservato che le cartilagini della caviglia contenevano più micro RNA, un’altra classe di piccole molecole che gioca un ruolo importante nella regolazione della rigenerazione degli arti delle salamandre.

A questo punto sembra ovvia l’opzione di iniettare i micro RNA nelle articolazioni, per prevenirne il deterioramento o favorirne la rigenerazione. Ma come sempre, le cose non sono così semplici. Anche se questo metodo ha funzionato in alcuni esperimenti su animali, non conosciamo i possibili effetti collaterali.

Si tratta comunque di eccitanti nuove notizie per la ricerca sulle cure dell’osteoartrite. Indurre la rigenerazione di strutture cartilaginee avrebbe inoltre innumerevoli altre applicazioni. Un buon motivo per riscoprire la salamandra che c’è in noi!

FONTE | Articolo originale

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Matteo Cavanna
Redazione | Nato a Belluno il 5/06/1990, ho studiato all'Università degli studi di Trento Scienze e tecnologie biomolecolari. Delle scienze biologiche mi appassiona tutto ciò che è afferente alla medicina. Microrganismi, cellule, cromosomi e geni sono il mio microcosmo. In che modo queste entità microscopiche influenzano ciò che siamo e il nostro stato di salute? Quale impatto possono avere sulla vita di tutti i giorni? Queste sono le domande che mi affascinano. Se anche tu sei curioso/a questo è il posto giusto :)