L’ allattamento al seno può prevenire patologie allergiche nel neonato

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“Un neonato ha solo tre esigenze: calore tra le braccia di sua madre, cibo dal suo seno e sicurezza nella consapevolezza della sua presenza. L’allattamento al seno soddisfa tutti e tre.”
(Grantly Dick-Read)

L’allattamento al seno è la forma di alimentazione naturale di un nuovo nato.
L’Organizzazione mondiale della Sanità raccomanda l’allattamento materno per almeno i primi sei mesi compiuti di vita del bambino, mantenendo il latte materno come alimento principale fino al primo anno di vita pur introducendo gradualmente cibi complementari. Suggerisce inoltre di proseguire l’allattamento fino ai due anni e oltre, se il bambino si dimostra interessato e la mamma lo desidera.
La prima settimana di ottobre si è tenuta la Settimana dell’allattamento materno, fortemente voluta dall’Oms e da Unicef, il cui scopo è aiutare il passaggio dall’allattamento esclusivo all’allattamento abbinato a cibi consumati insieme al resto della famiglia, nel modo più salutare possibile.

Fisiologicamente, il latte materno ha la stessa definizione del sangue, cioè è un tessuto liquido. È bello considerare il fatto che una madre doni al suo bambino i due tessuti liquidi fondamentali alla vita: il sangue e il latte per l’appunto; il sangue fornisce tutte le sostanze necessarie alle funzioni vitali mentre il latte tutte quelle necessarie allo sviluppo e mantenimento delle stesse funzioni.
Oltre a diverse classi di macronutrienti, nel latte materno si ritrovano cellule pluripotenti, ormoni, e diverse tipologie di anticorpi.

Quest’anno il Ministero della salute ha distribuito un opuscolo informativo “Allattare al seno-un investimento per la vita” rivolto a tutte le mamme e future mamme, creato per rispondere a tutte le loro domande, curiosità, tabù, ma anche per incoraggiarle e aiutare a superare la paura e la preoccupazione di sentirsi incapaci e inadeguate.

L’allattamento porta a numerosi vantaggi per la mamma, tra cui:

  • produzione di serotonina e ossitocina;
  • aumento e controllo dell’istinto materno;
  • riduzione dei casi di depressione post-parto;
  • consumo di grassi accumulati durante la gravidanza.

Per i bambini ne esistono di altrettanti, ma qui di seguito è presentato il vantaggio-novità: uno studio secondo il quale l’allattamento al seno nella prima infanzia può attenuare il rischio di sviluppare l’asma e riniti allergiche.

Lo studio

Un recente studio pubblicato su Nature da una equipe di 8 ricercatori cinesi elogia l’allattamento al seno come attenuante di allergie ed altri disturbi autopici (come le riniti) nei bambini nati con parto cesareo richiesto dalla madre, quindi senza un’indicazione medica avente fondamento clinico.

Nello studio sono state coinvolte le famiglie di 12639 bambini nati con CS senza indicazione medica.
Dai dati si evince che nei bambini alimentati con l’allattamento al seno nei primi quattro mesi dopo la nascita, i rischi di sviluppare disturbi allergici non erano significativi.

Al contrario, la CS era significativamente associata all’asma infantile e alla rinite allergica nei bambini nutriti artificialmente.

Il protocollo dello studio presentato è stato approvato per la prima volta dall’Institution Review Board (Comitato Etico per la Ricerca del Medical Center di Shanghai Children).

I ricercatori hanno lavorato con la Shanghai Education Commission e le scuole selezionate per ottenere i permessi scolastici per questo sondaggio. È stato ottenuto un consenso informato dei genitori che hanno completato un questionario che includeva informazioni in generale sulla storia “clinica” di ciascun bambino, in particolare informazioni sulla modalità di parto (CS o vaginale) e sull’allattamento. Si è chiesto se il CS fosse eseguito a causa di una richiesta della donna senza indicazioni mediche o altri motivi di carattere clinico-patologico. Ai genitori è stato, inoltre, chiesto se al bambino fosse mai stato diagnosticato da un medico con asma o rinite allergica.

Conclusioni e discussione

Si è dimostrato come un CS senza indicazione medica è associato ad un aumentato rischio di asma infantile e rinite allergica e come l’allattamento al seno può attenuare questi rischi.

Sebbene l’esatto meccanismo biologico non sia chiaro, è stato ipotizzato che i feti nati da CS siano stati esposti alla microflora della pelle materna, ma non della vagina. I tipi microbici e la colonizzazione nei bambini nati da CS possono portare a un microbiota intestinale alterato nella prima infanzia, che può compromettere lo sviluppo naturale del sistema immunitario e quindi promuovere lo sviluppo di asma immuno-mediato e disturbi allergici.

L’effetto protettivo dell’allattamento al seno esclusivo sui rischi di asma e rinite allergica dovuti a CS, può confermare quel meccanismo correlato alla microflora, considerando che l’allattamento al seno potrebbe prevenire le allergie attraverso la regolazione della funzione di barriera intestinale infantile e del microbiota.

Lo studio è fra i primi a esaminare in modo specifico l’associazione in CS senza indicazione medica.

Tuttavia, è rimasto impossibile dimostrare direttamente una relazione causale dovuto ad alcune limitazioni dello studio: in primo luogo, le informazioni su CS e le sue indicazioni erano auto-riportate; è possibile che alcuni genitori non desiderino che la scuola conosca la storia del bambino e che di conseguenza abbino omesso o mentito, anche se sono stati rassicurati del fatto che le informazioni fornite sarebbero state strettamente confidenziali. In secondo luogo, lo studio non ha raccolto dati sulla storia familiare di disturbi allergici.

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