Smart device e salute: sono davvero utili?

200

Quanti di noi oramai hanno uno dei cosiddetti Smart device”, un braccialetto o uno smartwatch che misuri passi ed attività cardiaca? Quanti invece un’app contapassi, una per contare le calorie giornaliere o per ricordarci di bere ogni tot ore?

Oramai la tecnologia è entrata prepotentemente non solo negli ospedali come ausilio ai professionisti della salute, ma anche nella vita di tutti i giorni aiutandoci a monitorare certi parametri e aiutandoci a mantenerci in salute.

Passi giornalieri

Molti smart device sono abbinati ad app che fissano “10.000 passi” come obiettivo giornaliero: questa sarebbe la cifra per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. In realtà, nuovi studi hanno dimostrato che il “numero magico” dipenderebbe molto anche da persona a persona.

Negli anziani si sono visti questi benefici anche con 7.500 passi; in altre persone, questi benefici si avrebbero solo dopo aver raggiunto circa 15.000 passi al giorno.

Sicuramente quello che è importante è camminare. Molti tracker hanno la possibilità di impostare un allarme quando si resta seduti per lungo tempo. È sicuramente molto più importante non rimanere a lungo seduti, piuttosto che focalizzarsi intorno ad una specifica cifra (nonostante sia comunque utile).

Si possono sfruttare anche le faccende domestiche per fare un po’ di cardio giornaliero. Quello che si chiama LISS (Low Intensity Steady State Cardio). Uno studio condotto dal Medical College of Wisconsin ha evidenziato come le faccende di casa possano essere incluse nella categoria di “strumenti di fitness”. Si possono consumare fino a 100 calore con:

  • 25 minuti di pulizie di casa
  • 45 minuti passati a lavare piatti o stirare indumenti
  • 20 minuti di giardinaggio
  • 35 minuti spesi a dipingere i muri
  • 20 minuti impiegati a lavare finestre

Applicazioni per diabetici

Esistono molte app che hanno come funzione quella di tenere traccia dei vari alimenti assunti durante un certo pasto. Questo significa tenere traccia delle calorie ingerite giornalmente. Oltre ad esse possiamo tenere traccia anche dei singoli macronutrienti.

Sono sicuramente utili per quelle persone che devono fare delle particolari diete, di qualsiasi tipo esse siano.

Possono quindi essere utilizzate anche per quelle persone che sono affette da diabete mellito tenendo traccia della quantità di carboidrati ingeriti in un certo pasto.

I pazienti con Diabete Mellito, in particolare quelli con il tipo 1, devono iniettarsi una certa quantità di unità di insulina a seconda della quantità di carboidrati ingeriti in un dato momento.

Queste app integrandosi con i nuovi dispositivi per la misurazione della glicemia, sono utili per due funzioni:

  • Tenere traccia dell’andamento della glicemia durante il giorno
  • Utilizzando la traccia degli alimenti e dei grammi dei carboidrati e della glicemia, conoscere le unità di insulina più appropriate da iniettare quando si ingeriscono certi alimenti in una certa quantità.

Sleeping Tracking

Le ore di sonno nell’uomo moderno, con dovute differenze da paese a paese, sono sempre minori. Il sonno però è un’attività veramente fondamentale per la nostra salute, sia mentale che fisica.

Dormire è una attività complessa, composta da 4 fasi. Le prime due cadono sotto quella che viene chiamata Fase di Sonno Leggero. Le ultime due, quelle in cui il corpo si ristora maggiormente, sono invece Fasi di Sonno profondo. Queste 4 fasi sono ripetute ciclicamente con un periodo che va da 90 a 110 minuti.

In molti dispositivi è presente la funzione per monitorare qualità del sonno.

Bisogna considerare innanzi tutto che il risultato fornito si tratta di una stima delle ore di sonno dormite e della durata delle fasi. Questa stima è basata sul movimento della persona a letto: infatti, durante la fase di sonno pesante, la persona è come se fosse paralizzata ed è immobile.

Pur non essendo precisi, questi smart device hanno comunque qualche utilità.

Innanzitutto, si possono usare per capire quante ore in media una persona dovrebbe dormire per sentirsi riposata; ancora più importante, l’intervallo di ore in cui la persona ha una qualità del sonno maggiore.

Oltre a questo, possono essere utilizzate per capire se l’esercizio fisico svolto appena prima di dormire può influenzare la qualità del sonno, come pure se alcuni stimolanti, come il caffè, tè o altre bevande possano interferire con esso.

Ripeto che ovviamente si tratta di una stima, la misurazione del sonno è qualcosa di complesso che può essere fatto solo con apparecchiature apposite.

 

Smartwatch e fibrillazione atriale

L’azienda Apple ha strutturato uno studio mirato ad investigare il possibile utilizzo dell’Apple Watch (che è in grado di monitorare la frequenza cardiaca) per rilevare possibili fibrillazioni atriali.

Attraverso un particolare algoritmo, l’apple watch era in grado di determinare se il gli intervalli del polso cardiaco erano regolari o irregolari. Nel caso di irregolarità, il paziente veniva notificato ed un ECG indossabile per 7 giorni gli veniva spedito per posta.

Dopo 7 giorni, questo ECG veniva rimandato indietro e analizzato da medici.

Delle persone che hanno ricevuto e poi rispedito l’ECG, al 34% di essi è stata diagnosticata una fibrillazione atriale.

Di queste persone, l’89% ha avuto almeno un episodio che è durato almeno un ora.

20 partecipanti sono stati immediatamente contattati per recarsi subito da un medico, perchè, oltre alla fibrillazione atriale, avevano anche dei momenti di più di 30 secondi con battiti superiori a 200 per minuto.

A queste persone che avevano ricevuto l’ECG, è stato somministrato un questionario dopo 90 giorni. Il 76% di essi ha comunque deciso di fare una visita ulteriore da un cardiologo, pur non essendo risultato il loro ECG patologico.

Conclusione

Sicuramente questi smart devices non possono assolutamente essere considerati come strumenti di screening. Non possono sicuramente sostituire il ruolo dei professionisti sanitari.

Rappresentano però un buon strumento per incrementare la consapevolezza su alcuni stili di vita poco salutari, così come possono essere utilizzati come dei supporti per persone con alcune patologie, in particolare ai fini del tenere traccia di alcuni valori.

Fonti| Articolo NEJM

Matteo Ricci
Redazione | Frequento il 4° anno del corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Perugia. Amo la medicina ed è la mia passione, più specificatamente mi interessano molto la pediatria, le malattie infettive e l'immunologia. Nel tempo libero leggo sia libri scientifici che manga.