Perché lo stress fa diventare i capelli bianchi?

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capelli bianchi

Per molto tempo, numerosi aneddoti hanno collegato esperienze stressanti al fenomeno della comparsa di capelli bianchi.

Per la prima volta, gli scienziati di Harvard hanno scoperto esattamente come si svolge il processo: lo stress attiva i neuroni del sistema nervoso simpatico, che a loro volta causano danni permanenti alle cellule staminali che rigenerano i pigmenti nei follicoli piliferi.

La lunghezza della vita non si misura dai capelli bianchi o dalle rughe: non è un vivere questo, è solo un esistere a lungo.” – Seneca

Canizie

La canizie non è un fenomeno patologico ma fisiologico, avviene cioè normalmente con l’avanzare dell’età. Si presenta come una graduale perdita del colore dei capelli che con il tempo si schiariscono fino a diventare bianchi. Questa decolorazione ha inizio solitamente nella zona delle tempie e si estende a tutto il cranio fino a raggiungere per ultima la parte occipitale. I peli del tronco e negli uomini della barba ne sono interessati successivamente, mentre in genere i peli ascellari e pubici perdono colore solo in età molto tarda.

Sebbene l’età a cui compare possa variare notevolmente da individuo a individuo si è osservato che è più comune a partire dalla quarta decade di vita nelle popolazioni caucasiche e dalla quinta decade nelle popolazioni africane.

Alla ricerca del colpevole

Poiché lo stress colpisce tutto il corpo, i ricercatori hanno dovuto prima restringere il campo. Il team ha prima ipotizzato che lo stress provochi un attacco immunitario alle cellule produttrici di pigmenti. Tuttavia, quando i topi privi di cellule immunitarie mostravano ancora decolorazione, i ricercatori si sono concentrati sull’ormone cortisolo, i cui i livelli sono aumentati dallo stress. Sorprendentemente, anche i topi a cui era stata rimossa la ghiandola surrenale in modo che non potessero produrre l’ormone, hanno mostrato segni di canizie.

Dopo aver sistematicamente eliminato diverse possibilità, il sospetto è caduto sul sistema nervoso simpatico, che è responsabile della risposta di “lotta o fuga” del corpo.

Le fibre nervose simpatiche si diramano in ogni follicolo pilifero sulla pelle ed i ricercatori hanno scoperto che lo stress induce questi neuroni a rilasciare noradrenalina, che viene assorbita dalle cellule staminali rigeneranti del pigmento vicine.

 

Innervazione simpatica (magenta) attorno alle cellule staminali rigeneranti il ​​pigmento (giallo), presenti alla base del follicolo pilifero.

Danno permanente

Nel follicolo pilifero, alcune cellule staminali agiscono come un serbatoio di cellule che producono pigmenti. Quando i capelli si rigenerano, alcune cellule staminali si convertono in cellule che producono pigmenti che colorano i capelli. Le altre staminali rimangono tali, in modo da mantenere un pool capace di generare continuamente cellule producenti pigmenti.

I ricercatori hanno scoperto che la noradrenalina liberata dai nervi simpatici provoca un’eccessiva attivazione delle cellule staminali. Queste si convertono tutte in cellule produttrici di pigmenti, esaurendo prematuramente il serbatoio.

Nell’esperimento, dopo solo pochi giorni, tutte le cellule staminali rigeneranti il ​​pigmento sono state perse. Una volta che queste sono andate distrutte, non è più possibile rigenerare i pigmenti ed il danno è permanente.

 

Prospettive future

Lo stress è una parte inevitabile della vita moderna, ma sappiamo ben poco su come influenza la biologia delle cellule staminali e il turnover dei tessuti. I risultati di questo studio possono aiutare a comprenderne su vari organi e tessuti. Questo aprirà la strada a nuovi studi per cercare di modificare o bloccare gli effetti dannosi dello stress sul nostro corpo. L’ufficio di sviluppo tecnologico di Harvard ha già presentato una domanda di brevetto provvisoria sui risultati ottenuti e sta coinvolgendo potenziali partner commerciali che potrebbero essere interessati ad applicazioni cliniche e cosmetiche.

Fonti | HarvardWiki

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Matteo Ferrari
Sono un Junior Doctor all'University Hospital of Southampton, laureato all'università di Bologna. Ho un particolare interesse in Anestesia e Rianimazione.