Influenza e COVID 19: i vaccini sono la risposta

1482

Mentre in Italia la scia di ignoranza si infrange su cittadini e comunità, in una drammatica ghettizzazione morbida, sottotraccia, della persona dai tratti orientali, nel mondo scientifico prosegue la corsa alla ricerca di un vaccino contro COVID-19. Perché, riporta un articolo di commento su The Lancet, forse la soluzione alla prossima pandemia sarà proprio un vaccino orale. Con buona pace dei no-vax.

Vaccini & Epidemie

La vaccinazione anti-influenzale è una pratica ampiamente diffusa e accettata. Oggi, non solo i dipendenti pubblici, medici e personale sanitario (già, i medici si vaccinano) ma anche particolari categorie a rischio come gli over 65, o individui di qualsiasi età ricoverati in strutture per lungodegenti, sono vaccinati con l’anti-influenzale.

A questi si uniscono altre fasce di popolazione a rischio, ovvero fra i 6 mesi e i 65 anni sia affetto da patologie che aumentino il rischio di complicanze dell’influenza. Pensiamo ad esempio al diabete, all’insufficienza renale o surrenalica cronica, alle malattie cardiocircolatorie o dell’apparato respiratorio…

L’influenza, malattia causata dai virus influenzali, è prevenibile tramite la vaccinazione – che viene aggiornata annualmente poichè i virus influenzali sono in costante mutamento.

Ai virus influenzali, poi, si aggiungono le manifestazioni simil-influenzali, o più semplicemente a carico dell’apparato respiratorio, di tutta una serie di altri patogeni.

Oltre alla clinica, questi altri virus (come Rhinovirus o Adenovirus) condividono la grandissima capacità di diffusione fra la popolazione.

Ad oggi, e l’outbreak di COVID-19 lo dimostra, in assenza di una terapia virale specifica, la risposta alla minaccia di una pandemia si basa proprio sulla creazione di vaccini efficaci.

Una tecnologia nuova…

Presentata su The Lancet Infectious Disease da Liebowitz e colleghi, potrebbe essere la svolta. Parliamo di una tecnologia per lo sviluppo di nuovi vaccini anti-influenzali, potenzialmente capace di arrestare la prossima pandemia influenzale alla sua prima ondata.

La tecnologia (uovo-indipendente) si basa su un vettore virale, adenovirus non-replicante di tipo-5, che ha permesso la produzione di un vaccino somministrabile per via orale. Quindi senza equipaggiamento specifico, senza l’expertise o gli sprechi conseguenti alla somministrazione per via nasale o iniettiva.

In più, il vaccino risulta stabile a temperatura ambiente, il che lo rende molto facile e veloce da distribuire.

…e utile

Dopo i risultati ottenuti nella fase 1, nel 2015, i ricercatori sono passati alla fase 2 della sperimentazione di questo nuovo vaccino, chiamato VXA-A1.1, comparandolo con un vaccino inattivato quadrivalente (vaccino tipo split, dove il virus è distrutto da un detergente).

Pubblicati su The Lancet, i risultati dimostrano che l’efficacia protettiva rispetto ai virus target è risultata simile.

Inoltre, le similarità riscontrate fra VXA-A1.1 e un vaccino di tipo vivo attenuato, somministrato tramite spray intra nasale, fanno presupporre che questa nuova tecnologia possa avere una protezione capace di produrre l’immunità di gregge.

Se da una parte servono certamente ulteriori dati e studi prima che questa tecnologia possa essere utilizzata per produrre vaccini stagionali, la sua piattaforma tecnologica sembra capace di sostenere la sfida della prossima pandemia influenzale.

COVID 19

A proposito di epidemie e vaccini, qui le novità a proposito di 2019-nCoV, già ampiamente trattato sulle pagine di La Medicina in Uno Scatto.

  • I Coronavirus sono una grande famiglia di virus capaci di causare sia una comune influenza sia quadri clinici più gravi MERS e SARS, sempre a carico dell’apparato respiratorio. Si trasmettono dagli animali all’uomo, e poi per contagio inter-umano.
  • Al 12 Febbraio si contano 1017 morti e 42 747 casi di SARS-CoV-2.
  • Non ci sono evidenze che COVID-19 possa infettare trasmettendosi per via verticale (dalla madre al feto) o causare quadri clinici particolari nel neonato.
  • A differenza di SARS e MERS, la predominanza dei decessi da COVID-19 avviene per una disfunzione d’organo multipla, più che per l’insufficienza respiratoria. Questo si spiega a partire del recettore funzionale del virus: il recettore ACE-2, ampiamente distribuito e variamente localizzato nell’organismo.
  • Una categoria particolarmente a rischio sono i pazienti oncologici, che hanno prognosi peggiore. Lo stato di immuno-soppressione causato dalla malignità o dai trattamenti anti-neoplastici favorisce lo sviluppo di quadri più gravi.
  • COVID-19 si diffonde tramite tosse, droplets (goccioline di aerosol espirate), contatto con fluidi corporei, contatto con superfici contaminate. Ci sono inoltre evidenze che il virus abbia un tropismo per superfici mucosali non-respiratorie, rendendo le comuni mascherine dispositivi di protezione poco efficaci.
  • L’OMS Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato un piano del valore di 675 milioni di dollari per una risposta tempestiva al virus. Il piano coprirà Febbraio-Aprile 2020, sulla spinta della comunità internazionale, per sostenere la Cina e gli Stati con i sistemi sanitari più fragili.

La storia COVID-19

La storia dell’outbreak di 2019-nCoV (COVID 19) è singolare e significativa. Da una parte c’è la sensazione di immediatezza che pervade l’osservatore che valuta la risposta allo scoppio dell’epidemia: il governo cinese ha promosso una risposta infrastrutturale unica. Forte, naturalmente, di una struttura politica aggressivamente verticale e gerarchica.

Eppure, come annota Amartya Sen, l’autoritarismo convive sempre con un problema di trasparenza e circolazione delle informazioni. Ad un’analisa più attenta della letteratura pubblicata, in effetti, si scopre come la risposta all’outbreak sia stato difatto ritardato.

Un primo accenno a Wuhan e alla presenza di un “nuovo coronavirus” risale all’inizio di Dicembre 2019. Un’analisi di Weibo e Wechat pubblicata sulla più grande piattaforma online cinese ha dimostrato come, nelle settimane successive, non esistesse nessun tipo di discussione a proposito.

Questo almeno fino al 20 Gennaio 2020, quando il Governo Cinese ha modificato la sua posizione. Non prima di aver ritardato a diffondere la notizia della capacità del virus di contagio inter-umano: la quarantena a Wuhan diventa effettiva solo il 23 Gennaio 2020. Dopo che 5 milioni di persone hanno lasciato la città per le vacanze. Il risultato è un’epidemia che investe la Cina (MAPPA).

Insomma, ancora una volta viene ribadito il vecchio adagio: sanità e politica rimangono legate in un unico, stretto, soffocante abbraccio.

FONTI| The Lancet COVID 19 Resource Centre; NEJM COVID 19; articolo vaccino;

Davide Dionisi
Nato il 5/09/1994, frequento la facoltà di Medicina e Chirurgia all'università Statale di Milano. Sono appassionato tanto di medicina quanto di attualità e tematiche sociali.